Aspirina riduce le recidive del cancro? Lo chiarirą maxi studio britannico

Denominato Add-Aspirin trial, lo studio č una sperimentazione di fase III, condotta in doppio cieco, che arruolerą 11mila pazienti curati o attualmente in cura per diversi tipi di tumore: colon, mammella, esofago, prostata, stomaco.

L’aspirina presa ogni giorno per 5 anni è in grado di evitare che il tumore si ripresenti dopo essere stato curato o eliminato? E’ questa la grande domanda cui tenterà di rispondere una sperimentazione senza precedenti al mondo appena partita nel Regno Unito sull'efficacia dell'aspirina nella prevenzione secondaria di diversi tipi di tumore: colon, mammella, esofago, prostata, stomaco.

Denominato Add-Aspirin trial, lo studio è una sperimentazione di fase III, condotta in doppio cieco, che arruolerà 11mila pazienti curati o attualmente in cura per diversi tipi di tumore. Coordinato dalla Unità MRC Clinical Trials presso lo University College di Londra, lo studio coinvolgerà oltre 100 centri in Gran Bretagna e durerà fino a 12 anni, 5 anni di terapia e un successivo follow up di 7 anni.

I pazienti saranno divisi in tre gruppi, due dei quali riceveranno differenti dosi quotidiane di aspirina (110 o 300 mg), il terzo gruppo riceverà un placebo. L'obiettivo del trial è vedere se l'aspirina assunta quotidianamente può fermare o quantomeno ritardare la comparsa di recidive.

L'aspirina (o meglio l'aspirinetta o cardioaspirina usata nella prevenzione cardiovascolare) si è dimostrata un valido antitumorale: secondo tre ricerche pubblicate negli ultimi anni sulle riviste Lancet e Lancet Oncology e tutte firmate da un esperto britannico, Peter Rothwell della University of Oxford, l'aspirinetta non solo riduce di un quarto l'incidenza di molti tra i tumori più comuni (una diminuzione considerevole dei nuovi casi, 3 casi in meno per 1000 persone per anno) ma riduce la mortalità e il rischio di metastasi.

Di recente è stato presentato uno studio del Centro studi della patologia colo-rettale dell'Università di Cagliari, pubblicato sulla rivista The British Journal of Cancer secondo cui l'aspirinetta aumenta la risposta al trattamento di radiochemioterapia preoperatoria in pazienti affetti da cancro del colon-retto.

Insomma, ci sono i presupposti per promuovere l'aspirina come super-alleata nella lotta ai tumori, ma adesso ci si vuole muovere anche su un nuovo fronte: la lotta alle recidive dei tumori che sono sempre più cattive e difficili da trattare rispetto tumore iniziale.

Il professor Ruth Langley, investigatore capo della MRC Clinical Trials Unit di UCL (link esterno), ha dichiarato: "C'è stata qualche ricerca interessante che suggerisce che l'aspirina potrebbe ritardare o fermare i tumori nelle fasi iniziali a recidivare, ma non c'è ancora alcuno studio randomizzato che fornisca una conferma certa dell’efficacia del farmaco in questo setting. Questo studio si propone di rispondere a questa domanda una volta per tutte. Se troviamo che l'aspirina ferma il ritorno di questi tumori, potrebbe cambiare il trattamento futuro, al fine di fornire un modo economico e semplice per contribuire a fermare il ritorno del cancro e aiutare più persone a sopravvivere.

«A meno che non si sia coinvolti nello studio, è importante che non si inizi a prendere l'aspirina finché non avremo i risultati completi del trial. L'aspirina non è adatta a tutti, e potrebbe avere gravi effetti collaterali. Se si desidera partecipare al trial Add-aspirin, è bene parlarne con il proprio oncologo".

Sito dello studio Add-aspirin

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