Aumento della dose di steroidi aumenta il rischio di ca polmonare squamoso nei pazienti con asma e BPCO

Secondo uno studio caso-controllo pubblicato di recente sulla rivista BMC Pulmonary Medicine, nei pazienti affetti da asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), non solo i corticosteroidi non riducono il rischio di carcinoma polmonare a cellule squamose, ma un recente aumento della dose di questi farmaci sembra essere associato a un aumento del rischio di sviluppare questo tumore.

Secondo uno studio caso-controllo pubblicato di recente sulla rivista BMC Pulmonary Medicine, nei pazienti affetti da asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), non solo i corticosteroidi non riducono il rischio di carcinoma polmonare a cellule squamose, ma un recente aumento della dose di questi farmaci sembra essere associato a un aumento del rischio di sviluppare questo tumore. 

"L'impiego dei corticosteroidi nei pazienti con asma e BPCO è risultato associato al carcinoma polmonare a cellule squamose, specialmente negli uomini" scrivono gli autori, guidati da Zhi Hong Jian, della Chung Shan Medical University di Taichung, Taiwan.In particolare, “un aumento recente dose della corticosteroidi è risultato associato a un aumento del rischio di carcinoma polmonare a cellule squamose. Pertanto, quando non si raggiungono gli obiettivi di trattamento per l'asma o BPCO o quando i pazienti non rispondono alla terapia occorre sottoporli a screening per il cancro del polmone" concludono i ricercatori.

Per questo studio, Jian e colleghi hanno identificato nel National Health Insurance Database un gruppo di pazienti con asma o BPCO di nuova diagnosi nell’intervallo temporale compreso tra il 2003 e il 2010. I casi sono stati definiti come i pazienti nei quali è stato diagnosticato un carcinoma polmonare squamocellulare dopo l’arruolamento.

Su 1.672.455 partecipanti idonei, sono stati identificati 793 pazienti che hanno sviluppato un carcinoma polmonare squamocellulare ed erano affetti anche da asma o BPCO. Questi pazienti erano stati trattati con corticosteroidi orali o per via inalatoria a basso o ad alto dosaggio. Per ogni paziente con un carcinoma polmonare squamocellulare, i ricercatori hanno selezionato quattro controlli (pari a 3172 pazienti) di pari età, dello stesso sesso e con la diagnosi di asma o BPCO fatta nello stesso periodo.

L’odds ratio (OR) di sviluppare un tumore al polmone squamocellulare è risultato pari a 2,18 (IC al 95% 1,56-3,04) negli uomini trattati con una dose elevata di corticosteroidi per via inalatoria e 1,77 (IC al 95% 1,22-2,57)in quelli trattati con corticosteroidi per via inalatoria a basso dosaggio. Per quanto riguarda i corticosteroidi orali, l’OR corrispondente è risultato pari a 1,55 (IC al 95% 1,22-1,98) per gli uomini trattati con alti dosaggi e 1,46 (IC al 95% 1,16-1,84) per quelli trattati con dosi basse.

Tuttavia, gli autori non hanno trovato alcuna associazione significativa tra dose cumulativa di corticosteroidi (sia inalatori sia orali) e rischio di sviluppare un carcinoma polmonare a cellule squamose nelle donne.

In tutti i gruppi, Jian e i colleghi hanno esaminato anche la relazione tra aumento del dosaggio e rischio di sviluppare il tumore. In particolare, negli uomini, un aumento recente del dosaggio dei corticosteroidi è risultato associato a un aumento significativo del rischio di carcinoma polmonare a cellule squamose sia per chi prendeva i corticosteroidi inalatori (OR 4,49 IC al 95% %, 2,05-9,85) sia per chi prendeva steroidi orali (OR 3,54; IC al 95% 2,50-5,01) sia per chi li prendeva entrambi (OR 8,08; IC al 95% 3,22–20,30). Nelle donne, un aumento recente delle dosi di corticosteroidi orali ha prodotto un OR di sviluppare un carcinoma polmonare a cellule squamose pari a 6,72 (IC al 95% 2,69-16,81).

Z.H. Jian, et al. The use of corticosteroids in patients with COPD or asthma does not decrease lung squamous cell carcinoma. BMC Pulmonary Medicine. 2015; doi:10.1186/s12890-015-0153-5. 
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