La formulazione orale di azacitidina somministrata per 21 giorni in cicli di trattamento di 4 settimane è sicura ed efficace in pazienti con sindrome mielodisplastica a basso rischio. E’ quanto emerso da uno studio presentato ad Atlanta al Congresso dall’American Society of Hematology.

Nello studio, il 40% dei pazienti trattati con la nuova formulazione di azacitidina alla dose da 300 mg/die per 14 o 21 giorni in cicli di trattamento di quattro settimane ha raggiunto una risposta ematologica e un quarto dei pazienti trattati non ha necessitato di trasfusioni per un periodo di 12 settimane.

Attualmente il farmaco è approvato nella formulazione iniettabile per il trattamento della sindrome mielodisplastica e viene somministrato per 7 giorni in cicli di trattamento di quattro settimane.

Il trial ha arruolato 53 pazienti con sindrome mielodisplastica a basso rischio. I partecipanti erano dipendenti dalla trasfusione di globuli rossi e piastrine o presentavano un deficit di emoglobina (9 g/l o inferiore) e un deficit piastrinico (50.000/ml o inferiore). L’età media dei soggetti arruolati era di 73 anni nel gruppo trattato per 14 giorni con il farmaco e di 70 nel gruppo trattato per 21 giorni. Più della metà dei partecipanti era dipendente dalla trasfusione di globuli rossi al basale, ma solo quattro soggetti ricevevano regolarmente trasfusioni di piastrine.

Azacitidina orale è stata somministrata in una dose fissa da 300 mg/die. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere il farmaco per 14 o 21 giorni in cicli di trattamento di quattro settimane. La terapia è stata continuata fino alla comparsa di eventi avversi, decesso o quando non veniva osservata una risposta al trattamento.

In media sono stati somministrati 7 cicli di terapia nel gruppo assegnato a 14 giorni di trattamento e cinque cicli nel gruppo assegnato a 21 giorni di terapia.

Due terzi dei pazienti in entrambi i gruppi ha interrotto il trattamento a cause del fallimento della terapia (27% per la terapia di 14 giorni e 19% per quella di 21), di eventi avversi (15% e 15%), del trapianto di cellule staminali (4% e 15%), della revoca del consenso a ricevere la terapia (8% e 11%) del decesso (4% e 0%) e di altre motivazioni (12% e 0%).

Quasi tutti i pazienti hanno riportato eventi avversi di tipo gastrointestinale come diarrea, nausea e vomito. Circa un terzo dei partecipanti ha riportato infezioni.

Eventi avversi di grado 3-4 sono stati riportati nei due terzi dei partecipanti di entrambi i gruppi. Questi effetti indesiderati includevano nausea, vomito, polmoniti e celluliti. Per quanto riguarda gli eventi avversi di tipo ematologico, dal 4 al 19% dei partecipanti in ogni gruppo ha presentato neutropenia, trombocitopenia e anemia.

In generale il farmaco è stato generalmente ben tollerato senza differenze di efficacia tra i due gruppi analizzati.

Il 42% e il 37% dei pazienti assegnati alla terapia di 14 e 21 giorni rispettivamente ha ottenuto una remissione completa o parziale, miglioramenti ematologici e indipendenza dalla trasfusione. Il miglioramento della conta piastrinica, degli eritrociti e della neutropenia è stato osservato nel 17 e 30%, rispettivamente per i soggetti trattati per 14 e 21 giorni.

L’indipendenza dalla trasfusione di globuli rossi è stata mantenuta per 8 settimane nel 54 e nel 40% dei partecipanti, rispettivamente trattati per 14 e 21 giorni. L’indipendenza dalla trasfusione di globuli rossi è stata mantenuta per 12 settimane nel 20 e nel 33% dei soggetti appartenenti, rispettivamente ai due gruppi analizzati.

Azacitidina è un farmaco della classe degli "antimetaboliti". E’ un analogo della citidina; ciò significa che viene incorporata nel DNA e nell’RNA. Si pensa che essa agisca modificando il modo in cui la cellula attiva e disattiva i geni e anche interferendo con la produzione di nuovo RNA e DNA. Si ritiene che tali interventi correggano i problemi di maturazione e crescita dei nuovi globuli sanguigni nel midollo osseo che causano le sindromi mielodisplastiche e che uccidano le cellule cancerose nei casi di leucemia.

Garcia-Manero G, et al "Safety and efficacy of oral azacitidine (CC-486) administered in extended treatment schedules to patients with lower-risk myelodysplastic syndromes" ASH 2012; Abstract 424.