Una piccola dose giornaliera di aspirina può ridurre di circa il 20% il rischio di sviluppare molti tipi di cancro. Lo sostengono gli scienziati della London School of Hygiene & Tropical Medicine (LSHTM) di Oxford, in uno studio pubblicato da poco su The Lancet. Secondo gli studiosi i risultati della ricerca sono sufficientemente chiari da chiedersi se tutti coloro che hanno più di 40 anni non dovrebbero assumere una dose giornaliera a titolo precauzionale.

L'aspirina è già utilizzata per ridurre l'incidenza di infarto e stroke nelle persone che hanno un maggior rischio. La nuova scoperta è destinata ad alimentare il dibattito sui meriti del farmaco (che però aumenta il rischio di emorragie in stomaco e intestino).

La ricerca è stata realizzata analizzando 8 trial riguardanti 25.570 pazienti. Nello studio riferito da the The Lancet sono state osservate 674 morti per cancro in una popolazione di 25.570 soggetti partecipanti agli studi. Complessivamente la mortalità per cancro era ridotta dall'aspirina del 21%, riducendosi in valore assoluto dal 3.0% al 2.3% dei pazienti.

I benefici risultano correlati a una dose da 75 mg, e non aumentano in base al genere sessuale, all'abitudine al fumo o se si aumenta la dose. Prima di percepire i primi vantaggi, spiegano gli studiosi, l'aspirina deve essere assunta almeno per cinque anni.
Il trattamento è durato tra i quattro e gli otto anni, ma la ricaduta a lungo termine su circa 12.500 pazienti ha dimostrato un effetto protettivo che si prolungava per vent'anni, tanto negli uomini che nelle donne.

Lo studio, guidato da Peter Rothwell della britannica Oxford University e pubblicato su Lancet, ha dimostrato che il rischio di cancro viene diminuito del 20% nell'arco di venti anni. Per i singoli tipi di cancro la riduzione e' stata di circa il 40% per il cancro intestinale; del 30 % per quello polmonare, del 10% per il cancro alla prostata e del 60 % per quello esofageo.

Quanto agli effetti collaterali, il rischio di un'emorragia interna è di circa 1 su 1.000 nella popolazione generale, e l'aspirina raddoppia tale rischio; ma il pericolo di un'emorragia grave è ridotto  nella mezza età, mentre cresce nettamente oltre i 75 anni.

Il professor Rothwell non si è spinto a sollecitare le persone di mezza età a cominciare subito ad assumere l'aspirina, ma ha detto che la ricerca sembra dimostrare che "ne valga la pena".

Lo stesso autore di questo articolo ha pubblicato meno di un mese fa un altro lavoro nel Lancet, eseguito con la stessa metodologia, che dimostrava come l'aspirina riduceva l'incidenza e la mortalità per cancro del colon-retto.
Il "Cancer Research" Britannico ha descritto i risultati come "promettenti", ma Ed Young, capo della informazione sanitaria, ha esortato chiunque a interpellare il proprio medico prima di  prendere l'aspirina con una certa regolarità.

Peter M Rothwell Effect of daily aspirin on long-term risk of death due to cancer: analysis of individual patient data from randomised trials The Lancet 7 December 2010
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