L’aggiunta dell’anticorpo monoclonale bavituximab alla chemioterapia con docetaxel sembra raddoppiare il tasso complessivo di risposta e migliorare sia la sopravvivenza libera da progressione (PFS) sia la sopravvivenza globale (OS) nei pazienti con un tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso in stadio avanzato, già trattati con una chemioterapia di prima linea. A suggerirlo sono i risultati ad interim di uno studio di fase IIb appena presentato a Chicago, al Multidisciplinary Symposium in Thoracic Oncology.

Bavituximab è un anticorpo monoclonale chimerico ed è il capostipite di una nuova classe di anticorpi monoclonali che hanno come bersaglio la fosfatidilserina, fosfolipide di membrana che viene esposto sulla superficie di cellule animali atipiche, sui tumori e su sei differenti famiglie di virus.

Docetaxel, invece, è attualmente il chemioterapico standard per il trattamento di seconda linea del NSCLC in stadio IIIB/IV.

Nello studio appena presentato al simposio americano, un trial multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, gli autori hanno valutato l'efficacia e la sicurezza di due diversi dosaggi di bavituximab (1 mg o 3 mg) entrambi in combinazione con docetaxel rispetto al solo docetaxel (più placebo). Dei 121 pazienti arruolati, 117 sono stati trattati con uno dei tre regimi ogni 21 giorni per un massimo di 6 cicli.

La percentuale di risposta complessiva è stata del 15% nel braccio bavituximab 1 mg e del 17,9% nel braccio bavituximab 3 mg, circa il doppio di quella osservata nel braccio di controllo, pari al 7,9%.

La PFS mediana, invece, è stata rispettivamente di 4,2 e 4,5 mesi nei due gruppi bavituximab contro 3 mesi nel gruppo di controllo, mentre l’OS mediana è stata rispettivamente di 11,1 mesi e 13,1 mesi contro i 5,6 mesi nel gruppo trattato con docetaxel in monoterapia.

I risultati ad interim dello studio non hanno mostrato differenze di sicurezza significative tra i tre bracci di trattamento.

"Questo studio dimostra che bavituximab, quando aggiunto a docetaxel, non solo è ben tollerato e migliora le percentuali di risposta, la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale in seconda linea nei pazienti con NSCLC avanzato " ha detto l'autore David Gerber, del Southwestern Medical Center della University of Texas di Dallas. "Se questi risultati dovessero essere confermati in uno studio di fase III, bavituximab potrebbe diventare una componente importante della terapia standard dei pazienti con questo tumore, difficile da trattare".

Peregrine Pharmaceuticals, la biotech californiana che sta sviluppando il farmaco, ha fatto sapere che prevede di incontrare a breve la Food and Drug Administration per discutere i risultati del trial e, forte del successo ottenuto in fase II prevede di avviare uno nuovo studio di fase III entro la metà del 2013.

Steven W. King, Ceo di Peregrine, ha osservato che la società è attualmente in trattative con diversi potenziali partner interessati al programma di sviluppo di bavituximab in oncologia. La biotech sta inoltre valutando bavituximab come potenziale trattamento per il cancro al pancreas e altri tipi di tumore, come pure per il trattamento dell'epatite C.