Beta talassemia, meno trasfusioni con luspatercept, capostipite degli agenti di maturazione eritroide

Al congresso americano di ematologia (ASH) sono stati annunciati i risultati di uno studio pivotal di fase 3, lo studio BELIEVE, condotto per la valutazione della sicurezza ed efficacia di luspatercept nel trattamento dei pazienti adulti affetti da anemia associata alla beta talassemia che necessitano di trasfusioni periodiche di eritrociti.

Al congresso americano di ematologia (ASH) sono stati annunciati i risultati di uno studio pivotal di fase 3, lo studio BELIEVE, condotto per la valutazione della sicurezza ed efficacia di luspatercept nel trattamento dei pazienti adulti affetti da anemia associata alla beta talassemia che necessitano di trasfusioni periodiche di eritrociti (RBC).

I dati sono stati presentati dalla professoressa Maria Domenica Cappellini, Ordinario di medicina interna all’Università degli Studi di Milano.

«Attualmente lo standard di cura per aiutare i pazienti beta talassemici a gestire l'anemia che li colpisce consiste in trasfusioni periodiche di eritrociti da effettuare per tutta la vita e che, nel tempo, possono comportare sovraccarico di ferro e comorbidità potenzialmente letali», spiega Cappellini. «Questi risultati dello studio BELIEVE sono estremamente interessanti in quanto suggeriscono che luspatercept possa aiutare i pazienti a ridurre la dipendenza dalle trasfusioni di eritrociti».

Lo studio BELIEVE ha soddisfatto l'endpoint primario della risposta eritroide, definita come riduzione di almeno il 33% del fabbisogno trasfusionale di RBC (con una riduzione di almeno 2 unità di RBC) nel corso delle settimane 13–24 rispetto al valore baseline riferito al fabbisogno trasfusionale nell’intervallo di 12 settimane precedente alla randomizzazione. Lo studio comprendeva anche endpoint secondari per la valutazione dell'impatto del trattamento sul fabbisogno trasfusionale di RBC. La variazione media in termini di fabbisogno trasfusionale tra baseline e valore raggiunto nelle settimane 13-24 (luspatercept vs. placebo) è stata di -1,35 unità di RBC.

Sommario sulla sicurezza di BELIEVE
Gli eventi avversi di grado 3 o 4 registrati durante la terapia (TEAE) hanno riguardato il 29,1% (65/223) dei pazienti trattati con luspatercept e il 15,6% (17/109) dei pazienti trattati con placebo. Eventi avversi gravi sono stati riportati nel 15,2% (34/223) dei pazienti trattati con luspatercept e nel 5,5% (6/109) dei pazienti trattati con placebo. Un TEAE di colecistite acuta ha causato la morte di un paziente trattato con placebo (0,9%). Nessun paziente trattato con luspatercept è deceduto a seguito di TEAE.

«Questi risultati dello studio BELIEVE aumentano la fiducia che riponiamo in luspatercept, che potenzialmente può diventare una nuova e importante opzione terapeutica per i pazienti beta talassemici», spiega Habib Dable, Presidente e Chief Executive Officer di Acceleron. «Il nostro obiettivo ora è collaborare con le autorità sanitarie per garantire l'accesso a luspatercept, nel minor tempo possibile, a questa popolazione di pazienti con bisogni clinici non adeguatamente soddisfatti».

Luspatercept al momento non è approvato in nessun Paese e per nessuna indicazione. Le due società stanno programmando la presentazione di richieste di autorizzazione alle autorità regolatorie negli Stati Uniti e in Europa nella prima metà del 2019.

Informazioni sullo studio BELIEVE
BELIEVE è uno studio di fase 3 multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che mette a confronto luspatercept associato alla miglior terapia di supporto (BSC – Best Supportive Care) rispetto a placebo più BSC in pazienti adulti beta talassemici che necessitano di trasfusioni periodiche di RBC. L'età media dei pazienti era di 30 anni in entrambi i bracci di trattamento. 336 pazienti sono stati randomizzati 2:1 per ricevere luspatercept 1,0 mg/kg più BSC (224 pazienti) o placebo più BSC (112 pazienti) ogni 3 settimane, fino a un massimo di 48 settimane.

I pazienti nel braccio trattato con luspatercept più BSC potevano essere trattatii con luspatercept fino a 1,25 mg/kg ogni 3 settimane. La miglior terapia di supporto (BSC) è stata definita come una terapia a base di trasfusioni di RBC e di chelazione del ferro, per mantenere il livello di emoglobina rispetto albaseline di ciascun paziente. I

Il passaggio al gruppo di trattamento con luspatercept è stato autorizzato dopo l’unblinding e la valutazione da parte di un comitato indipendente per il monitoraggio della sicurezza dei dati; il follow-up dei pazienti trattati con luspatercept più BSC durerà fino a 3 anni. Lo studio è stato condotto presso 65 Centri di 15 Paesi.

Cosa è luspatercept  e come agisce
Luspatercept è il capostipite degli agenti di maturazione eritroide (EMA) che, si ritiene, regolano la maturazione degli eritrociti in fase avanzata.

Luspatercept è il capostipite della classe degli agenti della maturazione eritroide (EMA). Il farmaco è una forma modificata del recettore dell'activina di tipo IIB, una proteina che riveste un ruolo fondamentale nel processo di formazione di nuovi globuli rossi (eritropoiesi). Luspatercept agisce intrappolando i ligandi dell’activina e del recettore del TGF-beta e bloccando, in tal modo, la trasduzione dei segnali TGF-mediati e activina-mediati.

In questo modo, contribuisce al ripristino della maturazione delle cellule ematopoietiche e alla produzione dei globuli rossi. Studi clinici di fase 3 hanno valutato la sicurezza e l'efficacia di luspatercept nei pazienti MDS (studio MEDALIST) e nei pazienti beta talassemici (studio BELIEVE). Attualmente sono in corso COMMANDS, uno studio di fase 3 nei pazienti MDS a basso rischio in prima linea, BEYOND, uno studio di fase 2 nella beta talassemia non trasfusione-dipendente e, infine uno studio di fase 2 nella mielofibrosi.