Bevacizumab non migliora di molto l'efficacia della chemioterapia nel trattamento del tumore alla mammella in stadio precoce o localmente avanzato. Sono le conclusioni che si possono trarre da uno studio di fase III, denominato GeparQuinto,  presentato in occasione del meeting sul carcinoma alla mammella che si è tenuto a San Antonio (Texas).

Il tasso di risposte patologiche complete, definite come l'assenza di tumore residuo, sia invasivo che non invasivo, al tempo dell'operazione chirurgica, ha raggiunto il 15% per la sola chemioterapia e il 17,5% con l'aggiunta di bevacizumab, differenza non statisticamente significativa.

Lo studio ha arruolato 1.889 pazienti con carcinoma alla mammella HER2 negativo naive alla terapia, in stadio precoce o localmente avanzato, randomizzati a ricevere epirubicina e ciclofosfamide, da soli o in combinazione con bevacizumab. Se responsivi a tale trattamento, i pazienti hanno poi ricevuto 4 cicli di docetaxel, da solo o in combinazione con bevacizumab, seguiti da intervento chirurgico.

Alla fine del trattamento, il tasso di risposte patologiche complete definite come assenza di residui invasivi in corrispondenza della mammella o dei linfonodi era del 20,3% con bevacizumab e del 18,5% senza bevacizumab. Il tasso di risposte patologiche definite come assenza di residui invasivi in corrispondenza della mammella è stato del 23,9% per bevacizumab, rispetto al 21,3% per la sola chemioterapia. Nessuna differenza era statisticamente significativa.
L'interruzione del trattamento e il tasso di interventi chirurgici conservativi sono risultati simili per entrambi i gruppi in studio.

L'incidenza di eventi avversi gravi, quali mucositi e neutropenia febbrile,  è risultata superiore per i pazienti assegnati a bevacizumab più docetaxel con un valore pari al 23,1%. L'incidenza di eventi avversi con il solo docetaxel era pari al 12,9%, era dell' 11,8% con l'altro trattamento chemioterapico e del 15,7% con la chemioterapia più bevacizumab.

In un'analisi per sottogruppi, solamente i pazienti  con tumori triplo negativi non dipendenti dai recettori degli estrogeni o del progesterone o HER2, sembrano trarre un beneficio significativo, anche se con risultati borderline, a seguito del trattamento con bevacizumab (OR 1,42).

Nel 2008 il farmaco era stato approvato per il trattamento del cancro alla mammella metastatico, ma a luglio di quest'anno il comitato di esperti dell'Fda ha votato contro l'utilizzo del farmaco per questa indicazione. La decisione si è basata sui risultati di due trial in cui il farmaco non ha aumentato in modo incisivo la sopravvivenza libera dalla malattia in pazienti con carcinoma alla mammella. La decisione definitiva su questa indicazione è attesa per il 17 dicembre di quest'anno.

San Antonio Breast Cancer SymposiumVon Minckwitz, et al "Neoadjuvant chemotherapy with or without bevacizumab: primary efficacy endpoint analysis of the GEPARQUINTO study (GBG 44)" SABCS 2010; Abstract 235.