In occasione del congresso ASCO di Chicago sono stati presentati i risultati di uno studio di Fase III condotto con bevacizumab che ha dimostrato che le donne con tumore dell'ovaio avanzato precedentemente non trattato che hanno ricevuto un trattamento con bevacizumab in combinazione con la chemioterapia, seguito da una terapia di mantenimento con il solo bevacizumab, hanno avuto un miglioramento del 39 per cento della possibilità di vivere più a lungo senza peggioramento della malattia (sopravvivenza senza progressione o PFS) rispetto alla sola chemioterapia.

Una valutazione della safety ha individuato eventi avversi in linea con quanto già osservato in altri studi su bevacizumab. Lo studio (chiamato GOG 0218) è stato condotto da un network di ricercatori guidati dal Gynecologic Oncology Group (GOG).
Lo studio GOG 0218 ha dimostrato che le donne con tumore ovarico avanzato che hanno ricevuto come trattamento "front-line" (ovvero una prima linea di trattamento dopo l'intervento chirurgico) bevacizumab in combinazione con chemioterapia (paclitaxel e carboplatino), e hanno proseguito il trattamento con bevacizumab da solo per una durata totale di trattamento fino a 15 mesi, hanno avuto una PFS mediana di 14,1 mesi rispetto ai 10,3 mesi delle donne che hanno ricevuto solo la chemioterapia (hazard ratio = 0.72, p=<0.0001, con una riduzione del 28 per cento del rischio di progressione della malattia o di morte, che corrisponde ad un miglioramento del 39 per cento della possibilità di vivere più a lungo senza che la malattia peggiori).

Lo studio ha inoltre valutato l'utilizzo di bevacizumab in combinazione con la chemioterapia ma senza una prosecuzione del trattamento con il solo bevacizumab. Le pazienti che hanno ricevuto questa più breve durata di trattamento con bevacizumab non hanno avuto un aumento statisticamente significativo della PFS rispetto alla sola chemioterapia.

Il protocollo dello studio GOG 0218 ha permesso di determinare in diversi modi la progressione della malattia delle pazienti. La progressione di malattia poteva essere misurata basandosi esclusivamente sul livello di una proteina (CA-125) nel sangue, o dalla valutazione della concentrazione dei livelli di CA-125 nel sangue e la dimostrazione di progressione tramite radiografia/scan. (La proteina CA-125 è misurabile attraverso un test sul sangue, e talvolta è utilizzata per dimostrare una risposta alla chemioterapia o per diagnosticare una ricaduta o progressione del tumore ovarico).

È stata realizzata un'analisi di efficacia per motivi regolatori, che ha incluso la valutazione di progressione di malattia determinata con la sola radiografia/ TC scan (escludendo così la sola determinazione tramite CA-125). In questa analisi, le donne che hanno continuato con bevacizumab dopo la combinazione di bevacizumab e chemioterapia hanno avuto una PFS mediana di 18,0 mesi rispetto ai 12,0 mesi delle donne che hanno ricevuto la sola chemioterapia, aumentando la probabilità di vivere più a lungo senza peggioramento della malattia del 54 per cento (basato su un hazard ratio = 0.65, p=<0.0001, che corrisponde a una riduzione del 35 per cento del rischio di progressione della malattia o morte).

Lo studio GOG 0218 
Lo studio GOG 0218 è un trial di fase III internazionale, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su 1.873 donne con tumore avanzato ovarico epiteliale, peritoneale o delle tube di falloppio precedentemente non trattato, che avevano già subito un intervento chirurgico per rimuovere quanto più possibile la massa tumorale. Le pazienti sono state randomizzate per ricevere:
- Braccio 1: placebo in combinazione con una chemioterapia comunemente utilizzata seguita da placebo per una durata totale di trattamento fino a 15 mesi
- Braccio 2: bevacizumab in combinazione con una chemioterapia comunemente utilizzata seguita da placebo per una durata totale di trattamento fino a 15 mesi
- Braccio 3: bevacizumab in combinazione con una chemioterapia comunemente utilizzata seguita da una terapia di mantenimento con solo bevacizumab, per una durata totale di trattamento fino a 15 mesi

Il trial è sponsorizzato dal National Cancer Institute (NCI) sotto un Cooperative Research and Development Agreement tra il NCI e Genentech, ed è stato condotto da un network di ricercatori sotto la guida del Gynecologic Oncology Group (GOG). L'endpoint primario dello studio è stata la PFS, determinata dai ricercatori. Endpoint secondari includono la sopravvivenza generale, la PFS valutata da un comitato indipendente, la safety, la qualità della vita e l'analisi tumorale e dei campioni di sangue.

Il Gynecologic Oncology Group è un'organizzazione non-profit con oltre 300 istituzioni aderenti con lo scopo di promuovere l'eccellenza nella qualità e l'integrità della ricerca scientifica nel campo delle patologie ginecologiche. Il Gruppo si impegna a mantenere gli standard più elevati nello sviluppo, esecuzione, analisi e distribuzione dei risultati degli studi clinici. I processi sono costantemente valutati al fine di migliorare costantemente la qualità dell'assistenza al paziente.  Il GOG è supportato dal National Cancer Institute (NCI) del National Institutes for Health (NIH).

Il carcinoma ovarico è il sesto tumore per frequenza nelle donne e l'ottava causa di morte per tumore nelle donne in tutto il mondo. Ogni anno, circa 230.000 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico in tutto il mondo e circa 140.000 muoiono. Attualmente le opzioni terapeutiche per queste donne sono limitate alla chirurgia e alla chemioterapia.