Bevacizumab rallenta la progressione nel ca mammario avanzato

Oncologia-Ematologia
L'aggiunta del biologico bevacizumab (Avastin, Roche) alla chemioterapia di prima linea con docetaxel (Taxotere, Sanofi-Aventis) migliora in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (Pfs) in donne con tumore al seno avanzato. Lo conferma un trial randomizzato di fase III, lo studio AVADO, appena pubblicato online sul Journal of Clinical Oncology.

Infatti, bevacizumab alla dose di 15 mg/kg più docetaxel ha prolungato la Pfs di due mesi rispetto al placebo più docetaxel, mentre un dosaggio inferiore (7,5 mg/kg) ha portato a un miglioramento non significativo rispetto alla sola chemioterapia. Il tutto senza tossicità aggiuntive rispetto al solo docetaxel.
La combinazione dell'inibitore dell'angiogenesi con il chemioterapico si è dimostrata vantaggiosa anche per quanto riguarda gli endpoint secondari, cioè la percentuale complessiva di risposta, la durata della riposta e il tempo al fallimento della terapia.

Questi dati positivi, sommati a quelli di uno studio precedente sull'accoppiata bevacizumab-docetaxel, "suggeriscono che la combinazione dell'anticorpo con la chemioterapia a base di taxano andrebbe presa in considerazione come trattamento di prima linea del carcinoma mammario avanzato HER2-negativo" scrivono gli autori nel lavoro, che fornisce una conferma agli abstract presentati l'anno scorso al congresso dell'American Society of Clinical Oncology e più di recente al San Antonio Breast Cancer Symposium.

L'interesse per la doppietta bevacizumab più docetaxel è stato stimolato dai risultati positivi di un trial sull'associazione bevacizumab-paclitaxel nel trattamento del tumore al seno metastatico o localmente avanzato, pubblicato tre anni fa sul New England Journal of Medicine.
Gli autori di quest'ultimo studio hanno dunque voluto testare bevacizumab in aggiunta a un altro taxano, arruolando 736 donne con affette da cancro alla mammella metastatico o localmente avanzato HER2-negativo. Tutte le partecipanti sono state trattate con docetaxel 100 mg/m2 e randomizzate al trattamento con placebo o due diversi dosaggi di bevacizumab (15 mg/kg e 7,5 mg/kg) ogni tre settimane.

Alla fine del trial, nel braccio trattato con bevacizumab 15 mg/kg più docetaxel si è ottenuto un miglioramento del 23% della Pfs rispetto al braccio di controllo (10,1 mesi contro 8,2; HR 0,77; P = 0,006), mentre il dosaggio inferiore dell'anticorpo ha mostrato un effetto meno pronunciato (Pfs = 9 mesi; HR 0,86, P = 0,12).
Tuttavia, un'analisi stratificata da cui sono state escluse le pazienti che avevano seguito una terapia non come da protocollo prima della progressione, ha mostrato una riduzione del rischio pari al 33% nel gruppo trattato col dosaggio più alto (HR 0,67, P < 0,001) e al 20% in quello che ha ricevuto la dose più bassa (HR 0,80, P = 0,045). In questo caso, la Pfs è stata rispettivamente di 10 e 9 mesi contro 8,1 nel gruppo placebo.
In più, con il dosaggio superiore di anticorpo (ma non con quello inferiore) si è ottenuto un miglioramento della percentuale di risposta rispetto al placebo (64% contro 46,4%, P<0,001). Il tempo mediano al fallimento della terapia è stato invece di 6,6 mesi nei controlli, 7,7 mesi con bevacizumab 7.5 mg/kg (NS) e 8 mesi con 15,5 mg/kg (P = 0,02).

Lo studio non ha però considerato l'aspetto del rapporto costo-efficacia della combinazione bevacizumab-docetaxel, una questione emersa durante il meeting di San Antonio. Secondo varie stime, il costo dell'aggiunta del biologico a docetaxel potrebbe variare tra i 7.000 e i 40.000 dollari al mese.
Proprio sulla base dei risultati dello studio AVADO, lo scorso agosto l'Ema ha concesso l'approvazione dell'impiego di bevacizumab, in combinazione con docetaxel, per il trattamento di prima linea del carcinoma mammario avanzato. Negli Usa, invece, il farmaco non è ancora registrato per questa indicazione, ma i tempi per il via libera potrebbero non essere lunghi. È infatti fissata per il prossimo 20 luglio la riunione del comitato di esperti dell'Fda chiamato a dare un parere su questa possibile estensione d'uso.

Miles DW, et al "Phase III study of bevacizumab plus docetaxel compared with placebo plus docetaxel for the first-line treatment of human epidermal growth factor receptor 2-negative metastatic breast cancer" J Clin Oncol 2010; DOI: 10.1200/JCO.2008.21.6457.
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