Il trattamento con bifosfonati è efficace nel prevenire lo sviluppo di metastasi ossee se somministrato prima della diagnosi di tumore alla mammella come trattamento per l’osteoporosi. L’efficacia è risultata indipendente dallo stadio della patologia alla diagnosi. E’ il risultato di uno studio presentato a San Diego in occasione del Congresso annuale dell’american Society of Bone and Mineral Research (ASBMR).

Nello studio gli esperti hanno analizzato i dati di 21.664 donne con tumore al seno. Il 77% delle pazienti analizzate presentava il tumore allo stadio 0 o I e di queste, il 10,2% aveva fatto uso di bifosfonati nei due anni precedenti alla diagnosi di cancro alla mammella.
Il farmaco più comunemente utilizzato era l’alendronato (66%), seguito dal risedronato (23%) e dall’etidronato (11%).I pazienti sono stati seguiti per un follow-up medio di 5 anni fino a un massimo di 10.

Tra le pazienti che non avevano fatto uso di bifosfonati prima della diagnosi di tumore al seno (n=19.443), il 6,5% ha sviluppato metastasi ossee, rispetto al 4% delle donne trattate con tali farmaci prima della diagnosi (n=2.221). L’HR non aggiustato era pari a 0,70, mentre dopo aggiustamento per età, status socioeconomico, comorbidità e stadio del tumore, l’HR era di 0,78.

I risultati dello studio mostrano una riduzione pari al 30% del rischio di sviluppare metastasi ossee nelle pazienti che avevano fatto uso di bifosfonati prima della diagnosi di tumore al seno, rispetto alle donne che non erano state trattate con tali medicinali.

Administration of Oral Bisphosphonates Prior to the Diagnosis of Breast Cancer Is Associated With a Reduction in the Development of Skeletal Metastases Independent of Stage of Disease at Diagnosis. Abstract 1100