Biotech europee protagoniste all'ASCO 2017 con terapie antitumorali fortemente innovative

Diverse biotech europee sono state al centro della scena durante l'edizione di quest'anno del congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), presentando risultati impressionanti per alcuni degli approcci più innovativi attualmente in fase di sviluppo per combattere molteplici forme di cancro. Si va da nuovi anticorpi monoclonali, a peptidi, a vaccini costituiti da batteri vivi modificati.


Anticorpi 
La biotech specializzata in anticorpi F-star, con base a Cambridge e guidata da John Haurum, ha annunciato di aver siglato un accordo importante, del valore potenziale di oltre un miliardo di euro, con la tedesca Merck per sviluppare e commercializzare cinque anticorpi bispecifici da impiegare nel campo dell’immunoncologia. L'accordo riguarda, tra gli altri, FS118, un anticorpo bispecifico diretto contro due inibitori dei checkpoint immunitari, LAG-3 e PD-L1. La sua superiorità rispetto agli anticorpi monospecifici, per ora dimostrata in vitro, se confermata negli studi clinici potrebbe portare Merck davanti ai suoi grossi concorrenti, Bristol Myers Squibb, MSD e Roche, nello nel campo degli inibitori del checkpoint immunitario PD-1/PD-L1.
Il gigante danese Genmab ha presentato un aggiornamento del suo studio di fase I/IIa su HuMax-AXL-ADC, un coniugato anticorpo-farmaco (ADC) frutto di una collaborazione con Seattle Genetics volta a trovare la migliore combinazione degli anticorpi di Genmab e della tecnologia per la produzione degli ADC del suo partner americano. HuMax-AXL-ADC ha come bersaglio AXL, una molecola di segnalazione presente in molti tumori solidi, e in vivo si è dimostrato attivo contro i tumori del pancreas, della tiroide, del polmone, dell'esofago e della cervice, nonché contro il melanoma maligno.
Il partner di Genmab Janssen ha presentato diversi studi su pazienti affetti da mieloma multiplo in cui si sono state testate nuove combinazioni contenenti daratumumab, un anticorpo monoclonale già presente sul mercato e diretto contro l'antigene CD38, altamente espresso sulle cellule multiple del mieloma. Tuttavia, la proprietà intellettuale del farmaco è attualmente messa in discussione in una causa intentata da MorphoSys, che sta sviluppando il proprio anticorpo contro CD38, noto al momento con la sigla MOR202. All’ASCO 2017, MorphoSys ha presentato risultati positivi di uno studio di fase I/IIa tuttora in corso sul suo candidato anti-CD38 in combinazione con farmaci immunomodulatori.
La tedesca Affimed ha presentato due anticorpi bispecifici che hanno dato risultati promettenti in stadio preclinico. AFM26 è un nuovo anticorpo bispecifico diretto sia contro l'antigene di maturazione delle cellule B (BMCA) espresso sulle cellule del mieloma multiplo sia contro l’antigene attivatore delle cellule NK CD16A, in grado di dirigere le cellule NK contro il mieloma multiplo. Anche AFM24 ha come target CD16A, ma, a differenza di AFM26, indirizza le cellule NK contro EGFRwt, un recettore espresso nei tessuti epiteliali sani e sovrattivato in numerosi tumori solidi. I dati preclinici di Affimed sembrano indicare che questo candidato potrebbe superare le problematiche della maggior parte delle terapie anti-EGFR, che presentano effetti collaterali tossici e inducono resistenza nel tempo.
Peptidi
La danese IO Biotech ha presentato il disegno di uno studio di fase II, il cui inizio è previsto per quest'anno, in cui si verificherà se IO102, un vaccino peptidico diretto contro l'enzima indoleamina 2,3-diossigenasi (IDO), può potenziare l'attività di un inibitore del checkpoint immunitario anti-PD1 nei pazienti con un tumore al polmone non a piccole cellule. L'enzima IDO, sovraespresso in svariati tipi di cancro, è un target emergente, dal momento che inibisce la risposta immunitaria provocando una deplezione locale di aminoacidi essenziali per le cellule T.
Erytech, biotech francese con sede a Lione, ha presentato invece i risultati di una sperimentazione di fase IIb in cui si è valutata l'erossipasi, una L-asparaginasi che viene veicolata incapsulata all’interno dei globuli rossi, in combinazione con la chemioterapia. Fino al 70% degli adenocarcinomi pancreatici presentano mutazioni che impediscono loro di produrre la propria asparagina, che è necessaria per la proliferazione e la sopravvivenza; pertanto, eliminare questo aminoacido dal siero con l’erossipasi provoca l'apoptosi delle cellule tumorali suscettibili.
Targovax, con sede a Oslo, ha presentato invece i dati di uno studio di fase I/II in cui si è valutato TG01, un vaccino antitumorale che ha mostrato di indurre un'attivazione immunitaria nel 95% dei 19 pazienti partecipanti affetti da tumore al pancreas e ha aumentato la sopravvivenza di una mediana di quasi 3 anni. Il candidato vaccino è una miscela di sette peptidi sintetici che rappresentano le mutazioni più comuni dell’oncoproteina p21RAS, in grado di indurre una risposta specifica delle cellule T sulle cellule tumorali con mutazioni di RAS quando è somministrata insieme con il GM-CSF. TG01 è il primo vaccino peptidico contro RAS che è entrato negli studi clinici.
Immunocore, una biotech del Regno Unito, ha annunciato i dati positivi di sopravvivenza di uno studio di fase I sul suo recettore delle cellule T (TCR) IMCgp100 in pazienti con melanoma uveale metastatico. "Per quanto ne sappiamo, nessun altro trattamento farmacologico, inclusi gli inibitori dei checkpoint immunitari, ha mostrato risultati altrettanto positivi nel melanoma uveale metastatico" ha dichiarato il direttore medico della biotech, Christina Coughlin, in una nota. I dati presentati all’ASCO, assieme alla designazione di farmaco orfano concessa a IMCgp100 dall’FDA, hanno portato l'azienda ad avviare uno studio pivotal al fine di accorciare i tempi per l’ingresso sul mercato come trattamento di prima linea per questa forma letale di tumore agli occhi.
Batteri modificati
La biotech svizzero-tedesca Vaximm ha presentato i dettagli del suo studio di fase I su VXM01, un vaccino contro il glioblastoma, la forma più aggressiva di tumore al cervello. Il candidato è composto dal ceppo batterico attivo Ty21, attualmente impiegato di routine in vaccinazioni contro la febbre tifoidea, modificato in modo da portare il gene del recettore del fattore di crescita endoteliale vascolare di tipo 2(VEGFR2) per attivare il sistema immunitario contro questo recettore. VEGFR2 è altamente sovraespresso nelle cellule tumorali di diversi tipi di tumore, fra cui, appunto, il tumore al cervello.
I progressi ottenuti con tutti questi approcci promettenti dimostrano come la conoscenza dei processi biologici che guidano lo sviluppo del cancro stia aumentando e aprendo la strada alle biotecnologie per sviluppare terapie sempre migliori che possano aumentare significativamente la sopravvivenza e la qualità della vita delle persone affette da diversi tipi di neoplasie.