I pazienti con linfoma di Hodgkin classico (HL) ad alto rischio di recidiva o progressione hanno ora una nuova opzione di trattamento. L’FDA ha, infatti, ampliato l’approvazione di brentuximab vedotin come trattamento di consolidamento per i pazienti con HL classica ad alto rischio di ricaduta o progressione dopo un trapianto post-autologo di cellule staminali ematopoietiche (auto-HSCT). Questo è quanto recentemente annunciato dalla Seattle Genetics e rende brentuximab vedotin il primo agente approvato dall’ FDA trattamento di consolidamento per questa popolazione di pazienti (post-auto-HSCT).

Brentuximab vedotin ha già ricevuto l'approvazione dell’ FDA per due indicazioni: linfoma classico di Hodgkin dopo fallimento dell’ auto-trapianto o dopo il fallimento di almeno due precedenti regimi chemioterapici multi-agente nei pazienti non sono candidati ad auto-trapianto, e per il linfoma anaplastico sistemico a grandi cellule (sALCL ) in pazienti che hanno sviluppato resistenza ad almeno un regime chemioterapico multi-agente.

Questo trattamento può ora fornire un importante opzione terapeutica per i pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali autologhe. Attualmente, la terapia ad alte dosi seguita da auto-HSCT è lo standard di cura per i pazienti con HL refrattario o primario recidivato, e circa il 50% dei pazienti può essere curato dopo trapianto autologo di cellule staminali. Tuttavia, molti pazienti con fattori di rischio sfavorevoli progrediscono dopo il trapianto. 
Brentuximab vedotin è un anticorpo monoclonale diretto alla proteina CD30, che si esprime nell’ HL classico e nel linfoma sistemico anaplastico a grandi cellule (sALCL).

La decisione dell’ FDA si è basata sui risultati positivi di uno studio clinico di fase 3 denominato Aethera. I dati degli studi sono stati pubblicati online su The Lancet lo scorso marzo.

Il trial Aethera era un studio controllato con placebo in doppio cieco randomizzato che ha valutato il potenziale del singolo agente, brentuximab vedotin, di allungare la sopravvivenza libera da progressione (PFS) post-auto HSCT in pazienti con HL che avevano almeno un fattore di rischio per la progressione o recidiva. 

Un fattore di rischio di progressione o recidiva è stato definito da almeno una delle seguenti caratteristiche: ricaduta prima dei 12 mesi dopo la terapia di prima linea o di ricaduta dopo i 12 mesi con malattia extranodale.
In questo studio, sono stati arruolati un totale di 329 pazienti HL a rischio di recidiva o progressione, tra cui 165 nel braccio brentuximab vedotin e 164 nel braccio placebo. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario e ha dimostrato un aumento significativo della PFS con un hazard ratio di 0,57. La PFS mediana è stata di 43 mesi per i pazienti che avevano ricevuto brentuximab vedotin rispetto a 24 mesi per i pazienti che avevano ricevuto placebo.

I pazienti trattati con brentuximab vedotin hanno ricevuto una mediana di 15 cicli di trattamento (range: da 1 a 16), con una tollerabilità generalmente accettabile e un profilo gestibile di reazioni avverse. I pazienti nel braccio placebo hanno ricevuto una mediana di 15 cicli di trattamento (range: 1-16).

Le reazioni avverse che hanno portato a un ritardo nella somministrazione della dose in più del 5% dei pazienti trattati col farmaco sono stati: neutropenia (22%), neuropatia sensoriale periferica (16%), infezione del tratto respiratorio superiore (6%), e neuropatia motoria periferica (6%) . Le reazioni avverse hanno portato alla sospensione del trattamento nel 32% dei pazienti trattati con tale molecola. Le reazioni avverse hanno incluso neuropatia sensoriale periferica (14%), neuropatia motoria periferica (7%), sindrome da distress respiratorio (1%), parestesia (1%) e vomito (1%).

Seattle Genetics, Inc. (2015). Adcentris now approved for the treatment of patients with classical Hodgkin lymphoma (HL) at high risk of relapse or progression as post-auto-HSCT consolidation. Moskowitz CH, Nademanee A, Masszi T, et al. (2015). Brentuximab vedotin as consolidation therapy after autologous stem-cell transplantation in patients with Hodgkin's lymphoma at risk of relapse or progression (AETHERA): a randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 3 trial. The Lancet, May 9;385(9980):1853-62.