L'uso regolare di aspirina a basso dosaggio può ridurre di un terzo il rischio di cancro del colon-retto e i benefici della terapia si manifestano precocemente. Lo ha messo in luce un grosso studio caso-controllo scozzese, appena pubblicato online su Gut. È la prima volta che si evidenzia un effetto protettivo della dose più bassa di ASA nei confronti di questo tumore.

Già dopo un anno, nei pazienti che assumevano 75 mg/die di ASA - una dose inferiore a quella pediatrica standard - il rischio di cancro colorettale si è ridotto del 13% rispetto ai controlli (OR 0,87, IC al 95% 0,59-1,28), mentre dopo 5 anni la riduzione del rischio relativo è stata del 37% (OR 0,63; IC al 95% 0,45-0,87; P = 0,004).
L'uso di ASA o di FANS precedente a una diagnosi di cancro del colon-retto non ha invece sortito alcun effetto sulla sopravvivenza dei pazienti, ma questo risultato potrebbe essere legato a una durata dello studio non abbastanza lunga o a una potenza statistica insufficiente.

Gli studi epidemiologici hanno dimostrato che l'aspirina e altri FANS riducono l'incidenza dal tumore al colon di circa il 40% e il dato è confermato da anche alcuni trial controllati e randomizzati, ma non tutti. Alcuni di questi hanno suggerito che per la prevenzione sarebbero necessari dosaggi superiori a quelli considerati dalla ricerca scozzese, ma gli ultimi risultati rassicurano sul fatto che per ottenere una protezione degna di nota sono sufficienti dosaggi minimi.

Ad oggi, l'aspirina non è ancora raccomandata per la prevenzione primaria del cancro del colon-retto, per via di questioni aperte circa il dosaggio, la durata della terapia ed effetti sulla sopravvivenza. Proprio per cercare di dare risposta a queste domande, i ricercatori scozzesi hanno arruolato in modo prospettico 2.279 casi e 2.907 controlli di età compresa tra i 16 e i 79 anni, ai quali hanno chiesto di riempire un questionario sul loro stile di vita, i farmaci utilizzati e l'anamnesi oncologica.
Analizzando i dati, aggiustati per età, sesso e attività fisica è emerso anche che complessivamente l'uso di un qualunque FANS era associato a un rischio inferiore rispetto al non uso. La riduzione maggiore si è osservata tra chi assumeva più di 525 mg a settimana di aspirina (OR 0,66; IC al 95% 0,41-1,05) e l'effetto si è mantenuto fino a 10 anni.

Lo studio presenta pregi e difetti; un contro, per esempio, è dato dal fatto che non si sa se i pazienti ai quali è stato diagnosticato un cancro al colon abbiano continuato ad assumere ASA o FANS dopo la diagnosi e ciò limita le conclusioni che se ne possono trarre. Tra i punti di forza, invece, il disegno prospettico, e un'ampia casistica, rappresentativa non solo dei gruppi ad alto rischio. Gli autori, infatti, scrivono nel lavoro che i loro risultati sono applicabili alla popolazione generale, ma nello stesso tempo auspicano l'esecuzione di studi futuri randomizzati, di adeguata potenza statistica, per chiarire meglio gli effetti di aspirina e FANS sulla sopravvivenza.

F. Din, et al. Effect of aspirin and NSAIDs on risk and survival from colorectal cancer. Gut 2010; DOI:10.1136/gut.2009.203000.
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