Il trattamento con l’anti-EGFR panitumumab più mFOLFOX6 ha portato a un miglioramento della sopravvivenza globale (OS) rispetto a quello con l’anti- VEGF bevacizumab più mFOLFOX6 nei pazienti affetti da carcinoma del colon-retto metastatico con genotipo wild-type dell’esone 2 del gene KRAS nello studio di fase II PEAK, pubblicato di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Un'analisi secondaria ha anche evidenziato che il regime contenente panitumumab ha portato a un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione (PFS) nei pazienti con gene RAS wild-type.

Questi risultati fanno il paio con quelli dello studio FIRE-3, in cui la combinazione dell'anti-EGFR cetuximab più FOLFIRI ha migliorato l’OS nei pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico rispetto a bevacizumab più FOLFIRI.

"Questi studi di confronto diretto testa a testa suggeriscono un possibile miglioramento dell’OS utilizzando in  prima linea una terapia anti-EGFR anziché una anti-VEGF in combinazione con la chemioterapia nei pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico con genotipo wild-type dell’esone 2 del gene KRAS" scrivono gli autori, coordinati da Lee S. Schwartzberg, della West Clinic di Memphis. "I pazienti con RAS wild- type sembrano avere maggiori probabilità di trarre beneficio dalla terapia anti-EGFR" aggiungono i ricercatori.

Lo studio PEAK è un trial multicentrico randomizzato al quale hanno preso parte 285 pazienti naive alle terapie, con tumori con esone 2 del gene KRAS wild-type, non resecabili. I partecipanti sono stati trattati in rapporto 1:1 con panitumumab più mFOLFOX6 o bevacizumab più mFOLFOX6 e l'endpoint primario del trial era la PFS, mentre l’OS e la sicurezza erano endpoint secondari.

Dei 285 pazienti randomizzati, 278 sono stati effettivamente trattati. La PFS è risultata simile nei due bracci di trattamento, con una mediana di 10,9 mesi nel gruppo trattato con panitumumab e 10,1 in quello trattato con bevacizumab (HR 0,87; IC al 95% 0,65-1,17; P = 0,353).

L’OS, invece, è risultata migliorata in modo significativo con panitumumab rispetto a bevacizumab: rispettivamente 34,2 mesi contro 24,3 (HR, 0.62; IC al 95% 0,44-0,89; P = 0,009). Nella discussione del lavoro, gli autori sottolineano che l’OS mediana osservata in entrambi i bracci è risultata superiore rispetto a quanto riportato in precedenza.

Infatti, ricordano, "nello studio di fase III PRIME, l’OS globale mediana dei pazienti con esone 2 del gene KRAS wild-type trattati con panitumumab e FOLFOX4 è risultata pari a 23,9 mesi", mentre nell’ampio studio NO16966, in cui i pazienti non sono stati selezionati in base allo status del gene KRAS, l’OS globale mediana con bevacizumab e un regime contenente oxaliplatino è risultata di 21,3 mesi".

Nello studio PEAK, Schwartzberg e i suoi colleghi hanno anche valutato gli effetti del trattamento nei pazienti con RAS wild-type comprendente gli esoni 2, 3 e 4 di KRAS e NRAS.

In questo gruppo di pazienti, la PFS mediana è stata di 13 mesi con panitumumab contro 9,5 con bevacizumab (HR = 0,065; IC al 95% 0,44-0,96; P = 0,029), mentre l’OS mediana è stata rispettivamente di 41,3 mesi contro 28,9 (HR 0,63; IC al 95% 0,39-1.02; P = 0,058).

Le percentuali di abbandono dello studio a causa di effetti avversi sono risultate, invece, simili nei due gruppi.

Secondo i ricercatori, i risultati dello studio fase III CALGB 80.405, in cui si è confrontata la chemioterapia con cetuximab o bevacizumab, potrebbero fornire un ulteriore supporto all’ipotesi secondo la quale la terapia anti-EGFR potrebbe portare a un miglioramento dell’OS nel trattamento di prima linea dei pazienti con un cancro del colon-retto metastatico con gene KRAS wild-type.

L.S. Schwartzberg, et al. PEAK: A Randomized, Multicenter Phase II Study of Panitumumab Plus Modified Fluorouracil, Leucovorin, and Oxaliplatin (mFOLFOX6) or Bevacizumab Plus mFOLFOX6 in Patients With Previously Untreated, Unresectable, Wild-Type KRAS Exon 2 Metastatic Colorectal Cancer. J Clin Oncol. 2014; doi: 10.1200/JCO.2013.53.2473.
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Alessandra Terzaghi