Pazienti con un tumore al colon in stadio III che hanno utilizzato aspirina o inibitori della COX-2 hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa del rischio di recidiva tumorale e di  mortalità in uno studio prospettico osservazionale pubblicato di recente sul Journal of the National Cancer Institute.

L'analisi, coordinata da Kimmie Ng, del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, ha riguardato pazienti arruolati nello studio CALGB 89.803, nel quale si sono confrontati fluorouracile e leucovorina, con o senza irinotecan, come chemioterapia adiuvante per i pazienti affetti da cancro al colon in stadio III.

I partecipanti hanno compilato questionari auto-somministrati a metà della chemioterapia e 6 mesi dopo la fine della chemio per valutare la dieta, lo stile di vita e l’uso di farmaci.

In totale, 799 pazienti hanno risposto alle domande circa l'uso di aspirina e i risultati hanno mostrato che l'uso di aspirina si è associato a un miglioramento della sopravvivenza libera da ricaduta (HR 0,51; IC al 95% 0,28-0,95), della sopravvivenza libera da malattia (HR 0,68; IC al 95% 0,42-1,11) e della sopravvivenza globale (HR 0,63; IC al 95% 0,35- 1,12).

L’HR aggiustato, censurato a 5 anni in modo da ridurre al minimo gli errori di classificazione legati a decessi per cause non oncologiche, è risultato pari a 0,61 (IC al 95% 0,36-1,04) per la sopravvivenza libera da malattia e 0,48 (IC al 95% 0,23-0,99) per la sopravvivenza globale.

I pazienti che hanno utilizzato cinque o più compresse a settimana hanno mostrato un HR pari a 0,69 (IC al 95% 0,41-1,18) rispetto ai non utilizzatori (P = 0,15).

In totale, 843 pazienti hanno risposto a domande sull’utilizzo degli inibitori della COX-2 e le analisi hanno mostrato che l’uso di questi farmaci si è associato a un miglioramento della sopravvivenza libera da ricaduta (HR 0,53; IC al 95% 0,27-1,04), della sopravvivenza libera da malattia (HR 0,6; IC al 95% 0,33-1,08) e della sopravvivenza globale (HR 0,5; IC al 95% 0,23-1,07).

L’HR aggiustato, censurato a 5 anni in modo da ridurre al minimo gli errori di classificazione legati a decessi per cause non oncologiche, è risultato pari a 0,47 (IC al 95% 0,24-,91) per la sopravvivenza libera da malattia e 0,26 (IC al 95% 0,08-0,81) per la sopravvivenza globale.

I pazienti che hanno utilizzato da una a quattro compresse a settimana hanno mostrato un HR pari a 0,59 (IC al 95% 0,22-1,59) e coloro che hanno utilizzato cinque o più compresse alla settimana un HR pari a 0,50 (IC al 95% 0,21-1,23) rispetto ai non utilizzatori (P = 0,14).

"I punti di forza del nostro studio comprendono la sua natura prospettica, così come il fatto che il campione proveniva da un ampio studio randomizzato, frutto della collaborazione di diversi gruppi, nel quale erano disponibili dati completi e di buona qualità sulle caratteristiche dei pazienti e dei tumori, sulle recidive e sulla sopravvivenza” ha detto Ng in un’intervista.

"Il passo successivo sarà ora quello di confermare i nostri risultati con studi clinici randomizzati sull’uso dell’aspirina in pazienti affetti da cancro al colon in stadio III sottoposti a resezione” ha aggiunto la Ng.

Due di questi studi, il CALGB/Alliance 80702 e lo studio ASCOLT, sono già partitii.

"Ci sono anche molte altre domande a cui dare risposta" ha detto l’autrice. "Tra queste, ci sono l'esatto meccanismo d'azione alla base del beneficio osservato con l’aspirina e gli inibitori della COX-2 nel tumore al colon, la durata ottimale e la dose ottimale di questi farmaci, e quali sono i sottogruppi di pazienti affetti da cancro al colon che possono beneficiare maggiormente dell’uso di questi farmaci".

K. Ng, et al. Aspirin and COX-2 Inhibitor Use in Patients With Stage III Colon Cancer JNCI J Natl Cancer Inst (2015) 107 (1): dju345 doi:10.1093/jnci/dju345
leggi