L’aggiunta del nuovo farmaco anti-angiogenesi aflibercept al regime FOLFIRI (fluorouracile, irinotecan e leucovorina) migliora la sopravvivenza nei pazienti con tumore al colon metastatico (mCRC) precedentemente trattati con oxaliplatino. Lo evidenzia uno studio internazionale di fase III coordinato da Eric Van Cutsem, dello University Hospital Gasthuisberg di Liegi, in Belgio, e pubblicato di recente online sul Journal of Clinical Oncology.

"Lo studio dimostra chiaramente per la prima volta l'attività di aflibercept nel cancro del colon-retto metastatico e aggiunge una nuova opzione terapeutica per i nostri pazienti" ha dichiarato Van Cutsem in un’intervista a Reuters Health.

L’autore ha anche ricordato che ai primi di agosto, la Food and Drug Administration (Fda) ha dato il suo ok all’uso di aflibercept per la terapia di seconda linea del mCRC in combinazione con il regime FOLFIRI, principalmente sulla base dei risultati dello studio VELOUR.

Nel lavoro uscito ora sul JCO, Van Cutsem e gli altri autori fanno notare che FOLFIRI è un regime chemioterapico ampiamente usato in questi pazienti, spesso in associazione con bevacizumab.
In questo nuovo studio, controllato e randomizzato, l’equipe ha voluto studiare l'efficacia dell’aggiunta di aflibercept  a FOLFIRI su 1.226 pazienti con mCRC che avevano mostrato una progressione della malattia durante o dopo il completamento del trattamento con un regime a base di oxaliplatino.

I partecipanti sono stati trattati con aflibercept (4 mg/kg per via endovenosa) o placebo, in entrambi i casi in aggiunta a FOLFIRI ogni due settimane fino alla progressione della malattia o alla comparsa di una tossicità inaccettabile.

L’aggiunta di aflibercept al regime FOLFIRI ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza globale (endpoint primario dello studio) rispetto al placebo: 13,50 contro 12,06 mesi (hazard ratio, HR, 0,817; IC al 34% 0,713-0,937; P = .0,032).
Inoltre, nei pazienti trattati con aflibercept, si è osservato anche un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione (6,90 vs 4,67 mesi; HR 0,758; IC al 95% 0,661-0,869; P < 0,0001).

Questi effetti positivi sulla sopravvivenza sono stati coerenti tra i sottogruppi, inclusi i pazienti trattati in precedenza con bevacizumab.
Anche la percentuale di risposta è stata significativamente superiore nel gruppo aflibercept che non nel gruppo di controllo: 19,8% contro 11,1% (P = 0,0001).
Sul fronte della tollerabilità, gli effetti indesiderati associati comunemente al regime FOLFIRI, quali diarrea, stomatite, infezione, neutropenia e complicanze neutropeniche, sono risultati aumentati quando FOLFIRI è stato somministrato in combinazione con aflibercept. Anche le tossicità legata al trattamento con farmaci anti-VEGF, come l'ipertensione e il sanguinamento delle mucos,e sono risultati più comuni nel gruppo . aflibercept.

Gli eventi avversi che hanno portato i pazienti a sospendere definitivamente la terapia hanno avuto un’incidenza del 26,8% nel braccio aflibercept e del 12,1% nel braccio di controllo.

Nel complesso, scrivono  i ricercatori, "l'effetto osservato della combinazione aflibercept  più FOLFIRI sull'efficacia è robusto e presente per tutti gli endpoint di efficacia dello studio". Questa combinazione, concludono, può fornire una nuova opzione terapeutica per i pazienti già trattati in precedenza con oxaliplatino.

E. Van Cutsem, et al. Addition of Aflibercept to Fluorouracil, Leucovorin, and Irinotecan Improves Survival in a Phase III Randomized Trial in Patients With Metastatic Colorectal Cancer Previously Treated With an Oxaliplatin-Based Regimen. J Clin Oncol. 2012. Published online before print September 4, 2012, doi: 10.1200/JCO.2012.42.8201.
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