Oncologia-Ematologia

Ca al colon metastatico, nivolumab ± ipilimumab promettente nei pazienti con alta instabilità dei microsatelliti

Nivolumab, con o senza ipilimumab, è apparso ben tollerato in pazienti con un cancro del colon-retto metastatico con alta instabilità dei microsatelliti, mostrando nel contempo un'attività clinica e una sopravvivenza incoraggianti nello studio di fase 2 CheckMate 142, di cui sono stati presentati i primi risultati ad interim al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology, a Chicago.

Nivolumab, con o senza ipilimumab, è apparso ben tollerato in pazienti con un cancro del colon-retto metastatico con alta instabilità dei microsatelliti, mostrando nel contempo un’attività clinica e una sopravvivenza incoraggianti nello studio di fase 2 CheckMate 142, di cui sono stati presentati i primi risultati ad interim al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology, a Chicago.

"In quest’analisi ad interim nivolumab in monoterapia ha dimostrato un’attività incoraggiante nei pazienti con alta instabilità dei microsatelliti e anche la combinazione di nivolumab più ipilimumab ha mostrato un'attività preliminare promettente" ha detto il primo autore dello studio, Michael J . Overman, dello University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston, durante la sua presentazione.

L’oncologo ha spiegato che circa il 4% dei pazienti con un cancro del colon-retto metastatico presenta un’alta instabilità dei microsatelliti.

Studi precedenti hanno suggerito la possibilità di utilizzare nivolumab nel cancro del colon-retto metastatico con alta instabilità dei microsatelliti e la combinazione di nivolumab e ipilimumab ha mostrato risultati promettenti in altri tipi di tumori solidi.

Sulla base di questi presupposti, Overman e i colleghi hanno provato a valutare il trattamento con nivolumab con o senza ipilimumab in un gruppo di pazienti con un carcinoma colorettale metastatico, di cui 56 con un’alta instabilità dei microsatelliti e 23 senza questa caratteristica.

I pazienti avevano un performance status ECOG di 0 a 1 e avevano già fatto almeno una linea di terapia.

Il gruppo con alta instabilità dei microsatelliti è stato trattato con nivolumab 3 mg/kg ogni 2 settimane da solo (in 33 pazienti) o con ipilimumab 1 mg/kg ogni 3 settimane (in 26 pazienti) per quattro volte, e poi con nivolumab 3 mg/kg ogni 2 settimane fino alla progressione della malattia.

Tra i pazienti senza alta instabilità dei microsatelliti, 10 sono stati trattati con nivolumab 3 mg/kg più ipilimumab 1 mg/kg, 10 con nivolumab 1 mg/kg più ipilimumab3 mg/kg e tre con 1 mg/kg di ciascun farmaco, sempre seguiti da nivolumab 3 mg/kg ogni 2 settimane fino alla progressione della malattia.

L'80% dei pazienti con alta instabilità dei microsatelliti del braccio trattato con il solo nivolumab e il 92% di quelli trattati con la combinazione nivolumab-ipilimumab aveva già fatto almeno due linee di terapia, così come tutti quelli senza un’alta instabilità dei microsatelliti.

Inoltre, nel gruppo con alta instabilità dei microsatelliti, il 15% dei pazienti trattati con il solo nivolumab e il 25% di quelli trattati con la combinazione nivolumab-ipilimumab erano portatori della mutazione BRAFV600E.

Sempre in questo stesso gruppo, 17 pazienti (il 52%) assegnati al solo nivolumab e 19 (il 73%) assegnati alla combinazione nivolumab-ipilimumab erano ancora in trattamento al momento dell'analisi.

L’endpoint primario dello studio era la percentuale di risposta complessiva, mentre erano endpoint secondari la sopravvivenza globale (OS), la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sicurezza.

Nel gruppo senza alta instabilità dei microsatelliti, i primi dati aggregati per nivolumab più ipilimumab a tutti e tre i dosaggi hanno mostrato una PFS mediana di 1,4 mesi (IC al 95% 1,2-1,9).

Nel gruppo con alta instabilità dei microsatelliti, l’ORR è stata del 27% nel braccio trattato con il solo nivolumab e 15% in quello trattato con la combinazione nivolumab-ipilimumab, ma in tutti i casi la risposta è stata parziale.

Una maggiore percentuale di pazienti nel braccio trattato con i due anticorpi ha raggiunto una PFS di 4 mesi rispetto al gruppo trattato con il solo nivolumab (80% contro 55%) e un’OS di 5 mesi (100% contro 75%).

L’OS mediana è risultata di 16,3 mesi (IC al 95% 8,3-non stimabile) nel gruppo trattato con il solo nivolumab e non è stata raggiunta in quello trattato con la combinazione, mentre la PFS mediana è risultata di 5,3 mesi (IC al 95% 1,4-non stimabile) con il solo nivolumab e non è stata raggiunta nel gruppo trattato con la combinazione.

Sempre nel gruppo con alta instabilità dei microsatelliti, nel braccio trattato con il solo nivolumab gli eventi avversi correlati al trattamento hanno avuto un’incidenza del 79% e i più comuni sono risultati la diarrea e l’affaticamento (con un’incidenza del 27% in ciascun braccio). Nel braccio trattato con la combinazione, invece, l’85% dei pazienti ha manifestato eventi avversi correlati al trattamento, il più comune dei quali è stato la diarrea (verificatasi nel 46% dei casi).

Sette pazienti nel braccio trattato con il solo nivolumab e otto in quello trattato con la combinazione hanno manifestato eventi avversi correlati al trattamento di grado 3/4 e un paziente trattato con il solo nivolumab è andato incontro a un evento di grado 5 (morte improvvisa).

"Questi risultati sono incoraggiati e giustificano il proseguimento della valutazione di nivolumab in monoterapia e di nivolumab più ipilimumab nei pazienti con un cancro del colon-retto metastatico con alta instabilità dei microsatelliti e potenzialmente anche in altri tumori con deficit di riparazione dei miscmatch" ha concluso Overman.

M.J. Overman, et al. Nivolumab ± ipilimumab in treatment (tx) of patients (pts) with metastatic colorectal cancer (mCRC) with and without high microsatellite instability (MSI-H): CheckMate-142 interim results. J Clin Oncol. 2016; 34 (suppl; abstr 3501)
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