Quattro società scientifiche statunitensi hanno appena diffuso una bozza di una nuova linea guida sull'uso dei test sui marcatori molecolari nei pazienti con un carcinoma del colon-retto primario o metastatico.

Questa nuova linea guida evidence-based aiuterà a definire degli standard per i test sui marcatori molecolari, a scegliere i farmaci mirati e far progressi nella direzione di una personalizzazione sempre maggiore della cura di questi pazienti.

Il documento, redatto da una task force di esperti dell’American Society for Clinical Pathology, il College of American Pathologists (CAP), l’Association for Molecular Pathology e l’American Society of Clinical Oncology (ASCO), è attualmente online e chiunque potrà inviare un commento fino al 22 aprile 2015. La versione finale e definitiva del testo dovrebbe essere pubblicata entro la fine dell'anno.

A capo della task force quattro esperti, ognuno rappresentante una delle quattro società, che hanno coordinato più di 25 specialisti provenienti da una vasta gamma di discipline, tra cui oncologi, patologi e rappresentanti dei pazienti, che hanno partecipato alla stesura del documento.

"Sono state pubblicate altre linee guida sui biomarker del cancro del colon-retto, ma queste tendono a concentrarsi su un singolo marcatore o un piccolo gruppo di marcatori per un uso clinico specifico, a differenza dell’approccio multidisciplinare collaborativo adottato per questa linea guida" ha detto uno dei quattro presidenti del comitato, Stanley R. Hamilton, dell’MD Anderson Cancer Center di Houston, rappresentante del CAP.

"Questa linea guida considera tutti i marcatori molecolari attualmente disponibili che possono influenzare le decisioni relative al trattamento dei pazienti con un tumore del colon-retto" ha dichiarato Hamilton, aggiungendo che, "ad oggi, non esiste una linea guida evidence-based che sia altrettanto onnicomprensiva e centrata sul paziente come questa".

Il documento affronta in particolare tre questioni specifiche riguardanti i test molecolari per il carcinoma del colon-retto: quali sono i test appropriati, qual è il campione appropriato e come dovrebbe essere eseguito il test.

Riguardo ai test da fare, la linea guida raccomanda di eseguire il test per rilevare la presenza di mutazioni di RAS sui tessuti tumorali nei pazienti per cui si sta prendendo in considerazione un farmaco anti-EGFR. Questa analisi dovrebbe comprendere i codoni 12 e 13 dell'esone 2, 59 e 61 dell'esone 3 e 117 e 146 dell'esone 4 di KRAS e NRAS.

Inoltre, si dovrebbe eseguire l’analisi della mutazione BRAF V600 in abbinamento con il test per verificare il deficit del sistema  di riparazione  dei mismatch (deficient mismatch repair, dMMR) e l’instabilità dei microsatelliti (MSI), per la stratificazione prognostica.

Il test dMMR/MSI dovrebbe essere effettuato in tutti i tumori del colon-retto per la stratificazione prognostica e l'identificazione dei pazienti con sindrome di Lynch (il test sulla mutazione di BRAF non è richiesto per la sindrome di Lynch se non c'è alta MSI con perdita di MLH1).

Per quanto riguarda il campione più appropriato su cui eseguire i test dei marcatori molecolari (KRAS, RAS esteso, BRAF e dMMR/MSI), gli esperti si sono trovati concordi  nel ritenere accettabile il tessuto del carcinoma colorettale primario. Se il tessuto metastatico è disponibile, è accettabile anche questo ed è preferibile nei pazienti con malattia metastatica. Anche l’impiego di tessuto fissato in formalina e incluso in paraffina è considerato accettabile. L'uso di altri tipi di campioni richiederà un’ulteriore validazione adeguata, così come qualsiasi cambiamento nei protocolli di processamento dei tessuti.

La linea guida raccomanda, inoltre, ai laboratori di utilizzare metodi validati con caratteristiche di performance sufficienti per un uso clinico e le performance dei test sui marcatori molecolari per il carcinoma del colon-retto devono essere validate in conformità con le migliori pratiche di laboratorio.

Il documento non manca poi di fornire indicazioni ai laboratori che effettuano i test. Per esempio, consiglia ai laboratori di dare la priorità al tessuto tumorale del cancro del colon-retto per i test su RAS, BRAF e dMMR/MSI e di  "anticipare la necessità dei test molecolari nella diagnostica di routine".

Inoltre, si consiglia di utilizzare metodiche che siano in grado di rilevare le mutazioni nei campioni in cui l’allele mutante abbia una frequenza almeno del 5%.

"Data la rapida evoluzione del settore, abbiamo inserito nel documento anche una sezione in cui si parla dei nuovi marcatori molecolari e test all'orizzonte" ha detto Carmen Allegra, della University of Florida Health Cancer Center, di Gainesville, rappresentante dell’ASCO. Inoltre, ha aggiunto l’esperta, "abbiamo intenzione di rivedere queste raccomandazioni regolarmente e aggiorneremo il documento, se necessario”.