Ca al colon-retto, FANS diversi dall'aspirina i più efficaci, ma i meno sicuri, per la chemioprevenzione secondaria

I FANS diversi dall'aspirina sono più efficaci rispetto ad altre opzioni per la chemioprevenzione del cancro del colon-retto nei pazienti che hanno già avuto una neoplasia del colon-retto. Tuttavia, l'aspirina a basso dosaggio pare essere un'opzione più sicura e offrire il miglior profilo rischio-beneficio. Lo evidenzia una nuova metanalisi pubblicata da poco sul British Medical Journal.

I FANS diversi dall’aspirina sono più efficaci rispetto ad altre opzioni per la chemioprevenzione del cancro del colon-retto nei pazienti che hanno già avuto una neoplasia del colon-retto. Tuttavia, l’aspirina a basso dosaggio pare essere un'opzione più sicura e offrire il miglior profilo rischio-beneficio. Lo evidenzia una nuova metanalisi pubblicata da poco sul British Medical Journal.

"Diverse metanalisi hanno suggerito che l'aspirina e FANS diversi dall’aspirina potrebbero essere efficaci nel ridurre il rischio di neoplasia metacrona avanzata... ma in assenza di studi di confronto testa a testa, la loro efficacia e sicurezza relativa non sono note" scrivono gli autori, coordinati da Mohammad Hassan-Murad, della Mayo Clinic di Rochester nel Minnesota.

Per saperne di più, Hassan-Murad e i colleghi hanno effettuato una revisione sistematica e una metanalisi di 15 studi randomizzati e controllati su un totale di 12.234 pazienti al fine di fornire una classificazione relativa di 10 differenti strategie di chemioprevenzione. Alle strategie è stato assegnato un punteggio utilizzando il metodo SUCRA, dove un punteggio pari a 1 indica una probabilità elevata che il trattamento sia il migliore e un punteggio pari a 0 che sia il peggiore.

Le strategie comprendevano diverse combinazioni e dosaggi di aspirina, calcio, acido folico, vitamina D e FANS diversi dall’aspirina, tutte confrontate con un placebo. I FANS diversi dall’aspirina (celecoxib e sulindac) hanno mostrato di avere l’effetto chemiopreventivo maggiore (OR di sviluppo di neoplasia metacrona avanzata rispetto al placebo pari a 0,38; IC al 95% 0,26-0,56). Anche altri FANS diversi dall’aspirina e il calcio, da solo o in combinazione con la vitamina D sono risultati efficaci, mentre l’aspirina a basso dosaggio è risultata associata a un OR più basso (0,77) e non statisticamente significativo (IC al 95% 0,58-1,01]).

I FANS diversi dall’aspirina sono i farmaci che hanno raggiunto il punteggio migliore con il metodo SUCRA (0,98), seguiti dall’aspirina a basso dosaggio (0,67), dall'aspirina più acido folico (0,67) e da una combinazione di aspirina, calcio e vitamina D.

I FANS diversi dall’aspirina, tuttavia, sono anche quelli risultati gravati dai rischi più elevati rispetto alle altre opzioni. Il loro OR di eventi avversi gravi rispetto al placebo è risultato, infatti, pari a 1,23 (IC al 95% 1,04-1,45); soltanto il calcio è risultato anch’esso associato a un aumento notevole del rischio di eventi avversi. I FANS diversi dall’aspirina sono risultati anche i peggiori sul fronte della sicurezza, con un punteggio SUCRA pari a 0,26, mentre l’aspirina a basso dosaggio l’opzione più sicura, con un punteggio SUCRA pari a 0,84.

Nel loro insieme, i risultati suggeriscono che l’aspirina a basso dosaggio potrebbe essere l'opzione migliore da utilizzare per la prevenzione secondaria del cancro del colon-retto. Gli autori hanno stimato che l’utilizzo dei FANS diversi dall’aspirina si tradurrebbe in 34 eventi avversi gravi in più ogni 1000 soggetti trattati rispetto al placebo e 45 neoplasie avanzate in meno nei soggetti con una precedente neoplasia a basso rischio e 96 in meno in quelli con precedenti neoplasie avanzate. L’utilizzo di aspirina a basso dosaggio, invece, si tradurrebbe in 35 eventi avversi gravi in meno e, rispettivamente 20 e 42 neoplasie avanzate in meno.

Pertanto, i FANS potrebbero essere l'opzione migliore solo quando il paziente ha già avuto in precedenza una neoplasia ad alto rischio. "Una decisione condivisa, con una conoscenza approfondita dei valori e delle preferenze dei pazienti nel contesto dei rischi e benefici di ciascun agente, sarebbe utile" sottolineano gli autori nelle loro conclusioni.

Inoltre, aggiungono Hassan-Murad e i colleghi, servirebbero studi di fenotipizzazione molecolare e chemioprevenzione di precisione per capire come effettuare una stratificazione del rischio ottimale in base alla sicurezza del trattamento e alla probabilità di risposta.

P.S. Dulai, Chemoprevention of colorectal cancer in individuals with previous colorectal neoplasia: systematic review and network meta-analysis. BMJ 2016;355:i6188; doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.i6188
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