Nei pazienti con un carcinoma del colon-retto metastatico, il regime FOLFOXIRI in combinazione con bevacizumab è superiore al regime FOLFIRI più bevacizumab. A indicarlo sono i risultati aggiornati dello studio randomizzato di fase III TRIBE, presentato di recente al Gastrointestinal Cancers Symposium, a San Francisco, e opera di un gruppo cooperativo tutto italiano, il Gruppo Oncologico Nord Ovest (GONO).

Rispetto al regime di confronto, la combinazione di FOLFOXIRI più bevacizumab ha prolungato la sopravvivenza globale (OS) di 4 mesi e ha raddoppiato l’OS a 5 anni.

Lo studio conferma i risultati di un precedente trial di fase III dello stesso gruppo, più piccolo, in cui che il solo FOLFOXIRI ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza rispetto al solo FOLFIRI come terapia di prima linea del carcinoma del colon-retto metastatico.

Inoltre, lo studio TRIBE ha dimostrato che FOLFOXIRI più bevacizumab in prima linea prolunga in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS, endpoint primario dello studio) rispetto a FOLFIRI più bevacizumab.

Anche la percentuale di risposta, valutata secondo i criteri RECIST, quella di risposta precoce e la profondità della risposta sono risultate aumentate in modo significativo.

I risultati relativi all’OS della prima analisi statistica, dopo un follow-up di 32,2 mesi, sono stati considerati preliminari dai ricercatori.

Il trial ha coinvolto 508 pazienti con un cancro del colon-retto metastatico assegnati in modo casuale tra luglio 2008 e maggio 2011 a una terapia di induzione costituita da FOLFIRI più bevacizumab o FOLFOXIRI più bevacizumab. Gli autori hanno programmato fino a 12 cicli di terapia di induzione, seguiti da un trattamento di mantenimento con bevacizumab in combinazione con 5-fluorouracile, fino alla progressione della malattia.

In circa l’80% dei casi il tumore non era limitato al fegato e nella maggior parte di essi la chirurgia non era praticabile. Inoltre, una percentuale simile di pazienti in entrambi i gruppi (15% nel gruppo bevacizumab/FOLFOXIRI e 12% nel gruppo FOLFIRI/bevacizumab) ha potuto sottoporsi a una resezione radicale dopo la terapia di induzione.

I risultati presentati al congresso di San Francisco si riferiscono a un follow-up mediano di 48,1 mesi. Nel gruppo trattato con bevacizumab/FOLFOXIRI, l’OS mediana è stata di 29,8 mesi contro 25,8 nel gruppo trattato con FOLFIRI/bevacizumab (P = 0,030).

Inoltre, l’OS stimata a 5 anni nel gruppo FOLFOXIRI/bevacizumab è risultata pari al 24,9%, con un beneficio assoluto del 12,5% rispetto al gruppo di controllo.

Secondo l’analisi univariata, tra le variabili cliniche che hanno mostrato di influire negativamente sulla prognosi ci sono un ECOG performance status pari 1 o 2, un tumore primario sul lato destro, la presenza di metastasi sincrone e di una malattia non confinata al fegato, un tumore primario resecato e un Kohne score elevato. In un modello sperimentale che ha tenuto conto di queste variabili, l’hazard ratio aggiustato relativo all'effetto del trattamento sull’OS è risultato pari a 0,77 (P = 0,020).

"Questo nuovo approccio offre un miglioramento sostanziale della sopravvivenza, anche per i pazienti con una prognosi piuttosto sfavorevole. Si tratta di un notevole passo in avanti nel trattamento di questa malattia" afferma Chiara Cremolini, dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana Istituto Toscano Tumori di Pisa in un comunicato stampa. "Crediamo che i nostri risultati incoraggeranno i medici ad adottare il regime FOLFOXIRI con bevacizumab come opzione terapeutica di prima linea per i pazienti in buone condizioni geenrali" aggiunge l’oncologa.

Sul fronte della sicurezza e tollerabilità, anche se il regime FOLFOXIRI ha mostrato di aumentare il rischio di diarrea e neutropenia rispetto a FOLFIRI, non si è osservato un aumento degli eventi avversi gravi. La. Cremolini ha spiegato che, sebbene molti soggetti siano in grado di tollerare il regime FOLFOXIRI, si tratta comunque di un regime intensivo e che non deve essere somministrato a tutti i pazienti. Andrebbe evitato, per esempio, in quelli di età superiore ai 75 anni e quelli tra i 70 e i 75 che non sono in buone condizioni generali.

Gli oncologi del GONO stanno ora per iniziare lo studio di fase III TRIBE-2, seguito dello studio TRIBE. Il trial coinvolgerà 654 pazienti, che saranno trattati in prima linea con il regime FOLFOXIRI più bevacizumab seguito al momento della progressione della malattia o dalla reintroduzione di FOLFOXIRI più bevacizumab oppure da FOLFOX più bevacizumab seguito da FOLFIRI più bevacizumab.

Inoltre, sono in corso gli studi di fase II MACBETH e MOMA, in cui si stanno esplorando strategie per ridurre la durata della chemioterapia iniziale (6-4 mesi) e migliorare l'efficacia della terapia di mantenimento. Nello studio MACBETH, in particolare, si sta studiando FOLFOXIRI in combinazione con cetuximab.