L’aggiunta dell’antitumorale sperimentale MM-398 (sviluppato da Merrimack Pharmaceuticals) a 5-fluorouracile (5-FU) e leucovorina ha permesso di migliorare in modo significativo la sopravvivenza globale (OS) in pazienti con carcinoma pancreatico metastatico già trattati in precedenza con gemcitabina nello studio di fase III NAPOLI-1. Lo riferisce in una nota l’azienda americana, specializzata nello sviluppo di farmaci antitumorali.

In questo studio, nel gruppo trattato con la combinazione dei tre agenti si è registrata un’OS di 6,1 mesi contro 4,2 mesi nel gruppo di controllo, trattato solo con 5-FU e leucovorina (HR 0,67; P = 0,012).

MM-398, noto anche come ‘nal-IRI’ è una formulazione iniettiva del chemioterapico irinotecan incapsulato in nanoliposomi, che ha dimostrato una permanenza in circolo prolungata rispetto all’irinotecan libero.

Nel suo comunicato, Merrimack riferisce anche di essere intenzionata a presentare domanda di approvazione del farmaco all’Fda entro la fine di quest’anno. Sia l’agenzia americana sia la sua controparte europea, l’Ema, hanno tuttavia già concesso a MM-398 lo status di farmaco orfano nel tumore al pancreas metastatico.

Lo studio NAPOLI-1 (NAnoliPOsomaL Irinotecan) è un trial di fase III randomizzato, in aperto, in cui si è valutato l’effetto dell’aggiunta di MM-398 a 5-FU e leucovorina in pazienti con carcinoma pancreatico metastatico già trattati precedentemente con gemcitabina.

Gli autori hanno testato due diversi regimi contenenti il farmaco sperimentale - 80 mg/m2 più 5-FU e leucovorina ogni 2 settimane e 120 mg/m2 in monoterapia ogni 3 settimane - e ognuno dei due bracci è stato confrontato con un braccio di controllo trattato con 5-FU e leucovorina.

Al trial, il cui endpoint primario era l’OS, hanno partecipato in totale 417 pazienti, arruolati in oltre 100 centri situati in Nord e Sud America, Europa, Asia e Australia.

Nel braccio trattato con il solo MM-398 l’OS è stata di 4,9 mesi, non significativamente superiore rispetto al braccio di controllo (HR 0,99; P = 0,942).

Gli eventi avversi più comuni di grado 3 o superiore verificatisi nel braccio trattato con la combinazione sperimentale sono stati neutropenia (14,5%), affaticamento (13,7%), diarrea (12,8%) e vomito (11,1%). L’unico evento avverso grave e potenzialmente letale con una differenza d’incidenza superiore al 2% (3,4%) tra il braccio trattato con la combinazione e quello di controllo è stato la sepsi.

Nella nota di Merrimack, Robert Mulroy, presidente e Ceo dell’azienda, esprime grande soddisfazione per i risultati dello studio, sottolineando che negli ultimi 25 anni ci sono stati ben pochi trial positivi di fase III nel carcinoma pancreatico e che NAPOLI-1 è il primo studio di fase III positivo nel setting post-gemcitabina, setting nel quale ci sono attualmente ben poche opzioni terapeutiche disponibili.

Oltre che nel carcinoma pancreatico, Merrimack sta attualmente testando MM-398 anche nel cancro al colon metastatico (in fase II) e nel sarcoma di Ewing e nel glioma (in fase I). Inoltre, sta valutando in fase I un possibile agente diagnostico da abbinare a MM-398 per identificare i pazienti con maggiori probabilità di beneficiare del farmaco.

Alessandra Terzaghi