Ca al pancreas, possibile aumento del rischio con gli incretino-mimetici, ma solo nel breve termine

l pazienti affetti da diabete di tipo 2 che hanno iniziato da poco ad assumere ipoglicemizzanti appartenenti alla classe degli incretino-mimetici, di cui fanno parte gli agonisti del GLP-1 e gli inibitori della DPP4, potrebbero essere a maggior rischio di cancro al pancreas.

l pazienti affetti da diabete di tipo 2 che hanno iniziato da poco ad assumere ipoglicemizzanti appartenenti alla classe degli incretino-mimetici, di cui fanno parte gli agonisti del GLP-1 e gli inibitori della DPP4, potrebbero essere a maggior rischio di cancro al pancreas.

Tuttavia, il rischio torna ai livelli di base in caso di utilizzo prolungato. A suggerirlo è uno studio di coorte pubblicato di recente su Diabetes, Obesity and Metabolism. Inoltre, gli stessi autori invitano a prendere con le pinze i risultati del loro lavoro.

In questo studio di tipo retrospettivo, Lotte M. Knapen, dell’Università di Maastricht, in Olanda, e gli altri ricercatori hanno analizzato la correlazione tra uso di incretino-mimetici e rischio di tumore al pancreas analizzando i dati contenuti nel Clinical Practice Research Datalink (CPRD)

Nel periodo compreso tra il 2007 e il 2012, gli autori hanno individuato nel database un totale di 182.428 pazienti ai quali era stato prescritto almeno un farmaco antidiabetico non-insulinico (NIAD). Questi pazienti sono stati appaiati a soggetti di controllo non affetti da diabete.

Inoltre, Knapen e i colleghi hanno utilizzato un nuovo metodo (oltre alla tradizionale analisi multivariata) per stimare l’hazard ratio (HR) di tumore al pancreas in 28.370 pazienti che erano stati in terapia con incretino-mimetici in confronto a pazienti non diabetici e pazienti trattati con altri NIAD. Nelle analisi, hanno tenuto conto dell’età, del sesso, dello stile di vita, delle comorbidità e dell’utilizzo di altri farmaci.

La durata media del follow up per gli utilizzatori degli incretino-mimetici è stata di 4 anni.

Nei pazienti che stavano attualmente utilizzando NIAD, i ricercatori hanno trovato un rischio di cancro al pancreas di oltre quattro volte superiore rispetto ai controlli non diabetici (HR 4,28; IC al 95% 3,49-5,24). Inoltre, il rischio è risultato quasi raddoppiato tra i pazienti in trattamento con incretino-mimetici rispetto ai controlli. Rispetto ai controlli diabetici, invece, l’impiego degli incretino-mimetici non è risultato associato a un aumento significativo del rischio di cancro al pancreas (HR 1,36; IC al 95% 0,94-1,96).

Con il nuovo metodo di analisi, tuttavia, è emersa una correlazione tra uso di incretino-mimetici e tumore al pancreas. Il rischio è risultato quasi raddoppiato in coloro che avevano iniziato da poco a usare questi farmaci (non più di sette prescrizioni) ma è tornato ai livelli di base in caso di utilizzo prolungato.

Nonostante il risultato ottenuto in quest’ultima analisi, gli stessi autori invitano alla cautela nell’interpretazione dei risultati, probabilmente distorti, per loro stessa ammissione, da diversi fattori. E il messaggio finale è, tutto sommato, tranquillizzante. Secondo Knapen e i colleghi, infatti, la presenza di un confondimento notevole legato alla gravità della malattia e l’assenza di una correlazione con la durata della terapia  non corroborano l’ipotesi che vi sia una relazione causale tra uso degli incretino-mimetici e aumento del rischio di cancro al pancreas.

L.M. Knapen, et al. Use of Incretin Agents and Risk of Pancreatic Cancer: A Population-Based Cohort Study. Diabetes, Obesity and Metabolism. 2015. doi: 10.1111/dom.12605.
leggi