L’uso regolare di aspirina potrebbe ridurre drasticamente, dimezzandolo quasi, il rischio di tumore al pancreas e i benefici sembrano essere superiori tra chi ne fa uso prolungato che non tra chi assume il farmaco per brevi periodi. A suggerirlo sono i risultati di uno studio caso-controllo pubblicato di recente sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention.

In ogni caso, “abbiamo trovato riduzioni significative del rischio sia con un uso a breve termine sia con un uso a lungo termine” ha affermato l’autore senior dello studio Harvey A. Risch, del Department of Chronic Disease Epidemiology della Yale University di New Haven (Connecticut).

"Poiché circa uno adulto su 60 si ammala di cancro al pancreas e il tasso di sopravvivenza a 5 anni è inferiore al 5% è fondamentale trovare modi per prevenire questa malattia" ha aggiunto il ricercatore.

L'analisi ha considerato 362 pazienti colpiti da un tumore al pancreas e 690 controlli selezionati in modo casuale, ma appaiati per età e sesso, identificati durante uno studio di popolazione condotto nel Connecticut tra il 2005 e il 2009.

Le persone di entrambe le coorti sono state intervistate circa il loro uso di aspirina, definendo basso dosaggio una quantità compresa tra 75 mg e 325 mg al giorno (di solito utilizzata per la prevenzione delle malattie cardiache) e dosaggio regolare una quantità compresa tra 325 mg e 1200 mg ogni 4-6 ore, in genere utilizzata per ridurre il dolore o l'infiammazione.

Inoltre, i ricercatori hanno definito uso regolare l’assunzione dell’aspirina almeno una volta alla settimana per almeno 3 mesi. Il 96% dei partecipanti che si sono identificati come consumatori di aspirina a basso dosaggio e il 92% di quelli che si sono identificati come consumatori di aspirina a dosaggio normale hanno indicato di aver preso l'aspirina ogni giorno.

Nel complesso, l'uso regolare di aspirina è risultato associato a una riduzione del 48% del rischio di sviluppare un tumore al pancreas rispetto al non usarne mai (OR 0,52; IC al 95% 0,39-0,69).

I ricercatori hanno osservato una riduzione del rischio di cancro al pancreas per ogni anno cumulativo di assunzione di aspirina di qualsiasi tipo (OR 0,97; IC al 95% 0,95-0,99), per ogni anno cumulativo di assunzione di aspirina a basso dosaggio (OR 0,94; IC al 95% 0,91-0,98) e per ogni anno cumulativo di uso regolare di aspirina (OR 0,98; IC al 95% 0,96-1,01).

Quando i ricercatori hanno stratificato i dati in base alla durata del trattamento, la riduzione del rischio di tumore al del pancreas è risultata variabile dal 48%, tra gli individui che hanno riferito di aver utilizzato aspirina a basso dosaggio per non più di 3 anni (OR 0,2; IC al 95% 0,28-0,97), al 61%, tra coloro che hanno segnalato un utilizzo ultraventennale (OR 0,39; IC al 95% 0,13-1,17). Dunque, più lunga l’assunzione, maggiore la protezione nei confronti del tumore.

Risch ha anche detto che gli studi precedenti sull’argomento sono stati condizionati dal fatto che i pazienti assumevano l’aspirina per alleviare il dolore provocato da condizioni che di per sé potrebbero essere correlate al rischio di cancro del pancreas.

"Sembrano esserci evidenze sufficienti che le persone che stanno prendendo in considerazione l'uso di aspirina per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari possono star tranquille sul fatto che ciò potrebbe anche ridurre il rischio di cancro al pancreas, e quasi certamente non farlo aumentare" ha aggiunto l’autore.

Tuttavia, l’aver cessato l’assunzione di aspirina negli 1-2 anni precedenti lo studio è risultato associato a un aumento del rischio di cancro al pancreas rispetto a un uso continuativo (OR 3,24; IC al 95% 1,58-6,65).

"L'uso di aspirina ha insiti alcuni potenziali rischi, e quindi i rischi e benefici vanno valutati in base alle caratteristiche e alle considerazioni personali caso per caso" ha precisato Risch. "Per i pazienti con un’anamnesi famigliare positiva o ritenuti a rischio di sviluppare un tumore al pancreas, l'uso di aspirina potrebbe essere parte di un regime mirato a ridurre il loro rischio". Il ricercatore ha, però, anche sottolineato che i risultati dello studio non significano che d’ora in avanti le persone debbano iniziare indiscriminatamente a prendere l’aspirina per prevenire il cancro al pancreas perché il farmaco ha effetti collaterali.

L’autore ha anche detto che non è ancora chiaro con quale meccanismo l’aspirina riduce il rischio di tumore al pancreas. “il cancro al pancreas ci mette 10-15 anni a svilupparsi” ha commentato Risch. “Non sappiamo se l’aspirina prevenga la formazione di nuovi tumori o aiuti il sistema immunitario a tenerli a bada in una fase successiva. Empiricamente, sembra fare qualcosa, ma è tutto quel che possiamo dire ora come ora” ha concluso il ricercatore.

S.A. Streicher, et al. Case–Control Study of Aspirin Use and Risk of Pancreatic Cancer. Cancer Epidemiol Biomarkers 2014; doi:10.1158/1055-9965.EPI-13-1284.
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