Amrubicina non ha migliorato la sopravvivenza globale (OS) rispetto a topotecan come terapia di seconda linea nei pazienti colpiti da tumore polmone a piccole cellule (SCLC) sensibile in uno studio randomizzato di fase III pubblicato di recente sul Journal of Clinical Oncology. Tuttavia, il farmaco ha mostrato di offrire un piccolo vantaggio nei pazienti con malattia refrattaria.

"L’SCLC è il tipo più aggressivo di cancro ai polmoni" spiano nell’ntroduzione i ricercatori, guidati da Joachim von Pawel, dell’Asklepios Fachkliniken München-Gauting, di Gauting, in Germania. "Nonostante gli incoraggianti risultati ottenuti in fase II con molti farmaci mirati e nuovi agenti chemioterapici, gli attuali studi di fase III non hanno dimostrato miglioramenti rispetto allo standard di cura" aggiungono gli autori.

Attualmente, topotecan è l’unico farmaco approvato per la terapia di seconda linea dei pazienti con SCLC sensibili al trattamento iniziale; tuttavia, lavori precedenti suggeriscono che amrubicina, un’antraciclina di terza generazione che inibisce fortemente la topoisomerasi II potrebbe essere fortemente attiva in questi pazienti. von Pawel e i colleghi hanno quindi deciso di valutarne efficacia e sicurezza rispetto a quelle del farmaco apporvato

A tale scopo, hanno arruolato 637 pazienti con SCLC refrattario o sensibile e li hanno assegnati in rapporto 2: 1 al trattamento con amrubicina o 40 mg/m2 ev nei giorni 1, 2 e 3 o topotecan 1,5 mg/m2 ev nei giorni da 1 a 5 di cili di 21 giorni.

L’OS mediana è risultata di 7,5 mesi nel gruppo trattato con amrubicina e 7,8 mesi in quello trattato con topotecan (HR 0,880; IC al 95% 0,733-1,057; P = 0,170).

Anche nel gruppo di pazienti con malattia sensibile non si è vista nessuna differenza di sopravvivenza tra i due farmaci, con un’OS mediana di 9,2 mesi con amrubicina e 9,9 mesi con topotecan ( HR 0,936; IC al 95% 0,724-1,211;. P = 0,615).

Nei pazienti refrattari, tuttavia, l’OS mediana ha mostrato una differenza piccola, ma significativa, nei due gruppi, con un’OS mediana di 6,2 mesi per i pazienti trattati con amrubicina e 5,7 mesi per quelli trattati con topotecan (HR 0,766; IC al 95% 0,589-0,997; P = 0,047). Da notare che attualmente non ci sono farmaci approvati come terapie di seconda linea per i pazienti con SCLC refrattari.

Inoltre, i due gruppi hanno mostrato percentuali di risposta diverse, che però non si sono tradotte in un miglioramento della sopravvivenza. La risposta complessiva è stata del 31,1% nel braccio trattato con amrubicina contro solo il 16,9% nel braccio trattato con topotecan (P < 0,001).

Sul fronte della sicurezza e tollerabilità, gli eventi avversi di grado 3 o superiore sono risultati meno frequenti nei pazienti trattati con amrubicina rispetto a quelli trattati con topotecan (74% contro 89,3%; P < 0,001). L’evento avverso più comune in entrambi i gruppi è stato la neutropenia (41% contro 54%; P = 0,004); inoltre, l’anemia, le trasfusioni e la trombocitopenia sono risultate meno comuni nei pazienti trattati con amrubicina (rispettivamente 16% contro 31% con P < 0,001; 32% contro 53% con P < 0,001; 21% contro 54% con P < 0,001), mentre la neutropenia febbrile è stata più comune nel gruppo trattato con il farmaco sperimentale (10% contro 3% con P = 0,003).

Questo studio è il più ampio di fase III finora pubblicato in questo setting, scrivono gli autori. Inoltre, sottolineano von Pawel e i colleghi, anche se non è stato raggiunto l’obiettivo primario, cioè dimostrare un miglioramento dell’OS, lo studio ha mostrato un miglioramento significativo di tutti gli endpoint secondari di efficacia per amrubicina rispetto a topotecan.

Vista la scarsità di opzioni terapeutiche disponibili per questi pazienti, gli autori concludono che "questi risultati meritano di avere ulteriori conferma e altri studi sono già all'esame dei ricercatori”.

J. von Pawel, et al. Randomized Phase III Trial of Amrubicin Versus Topotecan As Second-Line Treatment for Patients With Small-Cell Lung Cancer. J Clin Oncol. 2014; doi: doi: 10.1200/JCO.2013.54.5392.
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