Ca al polmone ALK+, ceritinib in prima linea ritarda la progressione

L'inibitore di ALK di seconda generazione ceritinib, utilizzato come trattamento di prima linea, migliora la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla chemioterapia standard nei pazienti con un tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo (ALK+). Lo dicono i risultati dello studio di fase III ASCEND-4, anticipati da Novartis (azienda produttrice del farmaco) con un comunicato stampa. I risultati completi del trial saranno presentati in uno dei prossimi convegni del settore.

L’inibitore di ALK di seconda generazione ceritinib, utilizzato come trattamento di prima linea, migliora la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla chemioterapia standard nei pazienti con un tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo (ALK+). Lo dicono i risultati dello studio di fase III ASCEND-4, anticipati da Novartis (azienda produttrice del farmaco) con un comunicato stampa. I risultati completi del trial saranno presentati in uno dei prossimi convegni del settore.

Oltre ad aver raggiunto l’endpoint primario, cioè il miglioramento della PFS, ceritinib ha anche centrato i principali endopoint secondari, tra cui la percentuale di risposta obiettiva (ORR) e la durata della risposta. Inoltre, il profilo di sicurezza è apparso in linea con i dati sugli eventi avversi segnalati in precedenza a carico di ceritinib. 

"Ceritinib ha dimostrato di essere un’importante opzione di trattamento per i pazienti affetti da NSCLC ALK+ in cui il tumore ha progredito dopo un trattamento con crizotinib" afferma nella nota aziendale Alessandro Riva, responsabile Oncology Development and Medical Affairs di Novartis, aggiungendo che i dati dello studio saranno sottoposti alle autorità regolatorie nei prossimi mesi.

ASCEND-4 è uno studio randomizzato, in aperto, al quale hanno preso parte 376 pazienti naïve al trattamento con NSCLC in stadio IIIB o IV ALK + arruolati in 203 centri distribuiti in 31 Paesi. I partecipanti sono stati assegnati al trattamento con ceritinib orale 750 mg al giorno o la chemioterapia standard (pemetrexed 500 mg/m2 più 75 mg/m2 di cisplatino o carboplatino AUC 5-6), compreso un mantenimento con pemetrexed.

Ceritinib è stato approvato nell’aprile 2014 dalla Food and Drug Administration per i pazienti con NSCLC ALK-+ in fase metastatica che non hanno risposto a crizotinib e nel maggio 2015, con la stessa indicazione, anche nell’Unione europea. Successivamente ceritinib è stato testato prima del trattamento con un altro inibitore di ALK nello studio di fase II ASCEND-3.

I dati di questo studio, che ha coinvolto 124 pazienti con NSCLC ALK+ naive al trattamento con inibitori di ALK, sono stati presentati al congresso dell’ASCO del 2015. I partecipanti, tuttavia, potevano aver fatto in precedenza fino a tre linee precedenti di chemioterapia. Il follow-up mediano è stato di 8,3 mesi (range 0,6-16,3).

Nella popolazione complessiva dello studio, la percentuale di risposta complessiva (ORR) è stata del 63,7% (n = 79) e si è ottenuta una risposta in 29 dei 50 pazienti con metastasi cerebrali (il 58%) e 50 dei 74 senza metastasi cerebrali (il 67,6%). Il tasso di controllo della malattia è risultato dell’89,5%.

La durata mediana della risposta è stata di 9,3 mesi e la PFS mediana di 11,1 mesi.

Gli eventi avversi sono stati per lo più di grado 1/2 e i più comuni sono stati diarrea (82,3%), nausea (74,2%) e vomito (66,9%), mentre il 7,3% dei pazienti ha sospeso il trattamento a causa di eventi avversi..

Quanto a crizotinib, era stato decretato come terapia di prima linea per il NSCLC avanzato ALK+ sulla base dei risultati dello studio randomizzato di fase III PROFILE 1014, che ha confrontato questo inibitore di ALK con la chemioterapia pemetrexed-platino (cisplatino o carboplatino)..

Lo studio ha coinvolto 343 pazienti e ha dimostrato che crizotinib in prima linea ha migliorato in modo significativo rispetto alla chemioterapia sia la PFS mediana (10,9 mesi contro 7; HR, 0.454; IC al 95% 0,346-0,596; P < 0,0001) sia l’'ORR mediana (74% contro 45%; P < 0,0001).