Ca al polmone avanzato; aggiunta di ramucirumab a docetaxel in seconda linea allunga la vita

Oncologia-Ematologia
L’aggiunta dell’anticorpo monoclonale anti-VEGF2 ramucirumab a docetaxel in seconda linea permette di migliorare in modo significativo rispetto al solo docetaxel la sopravvivenza globale (OS) e altri outcome, tra cui la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la risposta globale (ORR), nei pazienti con un cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio IV. È questo il risultato dello studio REVEL, un trial multicentrico internazionale di fase III randomizzato, controllato e in doppio cieco. Il lavoro è appena stato presentato a Chicago al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e pubblicato in contemporanea su The Lancet Oncology.

I vantaggi sono risultati simili nei pazienti con istologia non squamosa e in quelli con istologia squamosa e non sono stati segnalati eventi avversi inattesi, ha riferito all’ASCO Maurice Perol, del Cancer Centre Léon-Bérard di Lione.

Ramucirumab è anticorpo monoclonale IgG1completamente umanizzato diretto contro il dominio extracellulare del recettore 2 del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF2), considerato il mediatore primario dell’angiogenesi. Se attivato, il recettore promuove la proliferazione e la sopravvivenza cellulare a livello endoteliale, così come la migrazione e la permeabilità vascolari.

Lo studio ha coinvolto 1253 pazienti, trattati in rapporto 1:1 con docetaxel più ramucirumab o placebo in cicli di 3 settimane fino alla progressione della malattia, alla comparsa di una tossicità non tollerabile o al decesso del paziente. I partecipanti sono stati stratificati in base a sesso, regione di provenienza, ECOG performance status e terapia di mantenimento precedente

Le caratteristiche dei pazienti erano ben bilanciate nei due bracci e il 26,2% aveva un tumore squamocellulare.

L’OS mediana è stata di 10,5 mesi nel braccio ramucirumab/docetaxel contro 9,1 mesi nel braccio docetaxel/placebo (HR 0,857; IC al 95% 0,751-0,98; P = 0,0235) ed è stata significativamente superiore nel braccio ramucirumab/docetaxel nella maggior parte dei sottogruppi di pazienti, compresi quelli con istologia squamosa e non squamosa.

La PFS è risultata di 4,5 mesi nel braccio trattato con la combinazione contro 3 nel braccio trattato con solo docetaxel (HR 0,762; P <0,0001), mentre l’ORR è risultata rispettivamente del 22,9% contro 13,6% (P < 0,001).

L’incidenza degli eventi avversi di grado 5 è risultata paragonabile tra i due bracci (5,4% vs 5,8%), così come quella delle emorragie polmonari (di qualsiasi grado, in tutti i pazienti: 2,1% contro 1,6%; nei pazienti con tumori squamosi: 3,8% contro 2,4%).

Gli eventi avversi di grado ≥ 3 verificatisi in più del 5% dei pazienti trattati con ramucirumab/docetaxel sono stati neutropenia (34,9% contro 28,0%), neutropenia febbrile (15,9% contro 10,0%), affaticamento (11,3% contro 8,1%), leucopenia (8,5% contro 7,6%), ipertensione (5,4% contro 1,9%) e polmonite (5,1% contro 5,8%).

Durante la presentazione dei risultati all’ASCO, i presenti hanno dibattuto sul fatto se un miglioramento di 1,5 mesi della PFS, che è statisticamente significativo, sia anche significativo dal punto di vista clinico. Va sottolineato che lo studio è stato eseguito nel setting di seconda linea.

Tra gli obiettivi del trial, vi era anche quello di identificare i biomarcatori plasmatici o tumorali associati alla risposta a ramucirumab, ma i risultati di tali analisi non sono ancora stati comunicati.

In un editoriale di commento, Tony Mok e Herbert Loong, della Chinese University di Hong Kong, scrivono che i risultati di questo studio potrebbero portare all'approvazione di ramucirumab come trattamento di seconda linea standard.

L’anticorpo ha avuto a fine aprile il via libera dall’Fda come monoterapia per il carcinoma gastrico avanzato ed Eli Lilly, l’azienda che lo sta sviluppando, ha reso noto che entro la fine del 2014 depositerà alle agenzie regolatorie la domanda di approvazione del farmaco come trattamento per il cancro al polmone.

Garon EB, Ciuleanu T-E, Arrieta O, et al. Ramucirumab plus docetaxel versus placebo plus docetaxel for second-line treatment of stage IV non-small-cell lung cancer after disease progression on platinum-based therapy (REVEL): a multicentre, double-blind, randomised phase 3 trial. Lancet 2014; Early Online Publication 2 June. doi:10.1016/S0140-6736(14)60845-X.
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Alessandra Terzaghi