Ca al polmone, benefici di atezolizumab in prima linea confermati a 2 anni

Dopo pił di 2 anni di follow-up, l'anticorpo monoclonale anti-PD-L1 atezolizumab utilizzato come terapia di prima linea ha mantenuto un'attivitą clinica duratura nei pazienti con un carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), indipendentemente dallo stato mutazionale di EGFR o KRAS. Il dato emerge da un'analisi aggiornata dello studio di fase II BIRCH, presentata in una sessione orale durante la 18ma Conferenza mondiale sul tumore del polmone (WCLC) dell'International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC), tenutasi a Yokohama, in Giappone.

Dopo più di 2 anni di follow-up, l’anticorpo monoclonale anti-PD-L1 atezolizumab utilizzato come terapia di prima linea ha mantenuto un'attività clinica duratura nei pazienti con un carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), indipendentemente dallo stato mutazionale di EGFR o KRAS. Il dato emerge da un’analisi aggiornata dello studio di fase II BIRCH, presentata in una sessione orale durante la 18ma Conferenza mondiale sul tumore del polmone (WCLC) dell’International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC), tenutasi a Yokohama, in Giappone.

Lo studio BIRCH è un trial di fase II in cui si è valutato atezolizumab in diverse linee di terapia in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato, stratificati in base all’espressione di PD-L1.

Analisi precedenti dello studio hanno dimostrato che atezolizumab fornisce a questi pazienti un vantaggio clinicamente significativo e duraturo rispetto al placebo come terapia di prima e seconda linea.

Nel trial, i ricercatori hanno misurato il livello di espressione di PD-L1 sulle cellule tumorali (TC) e sulle cellule immunitarie (IC) infiltranti il tumore e hanno arruolato pazienti TC2/3 o IC2/3 (con un’espressione di PD-L1 non inferiore al 5%). I pazienti arruolabili non erano mai stati trattati con la chemioterapia e avevano un NSCLC localmente avanzato o metastatico, senza però metastasi cerebrali. I pazienti con EGFR mutato (EGFR+) o un riarrangiamento del gene ALK (ALK+) dovevano essere stati trattati in precedenza con un inibitore delle tirosin chinasi (TKI).
I partecipanti sono stati trattati con atezolizumab 1200 mg ogni 3 settimane fino alla progressione della malattia o alla comparsa di una tossicità non tollerabile dal paziente. L’endpoint primario era la percentuale di risposta complessiva (ORR) valutata da revisori indipendenti, mentre gli endpoint secondari comprendevano l’ORR valutata dagli sperimentatori, la durata della risposta (DOR), la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS).

Al congresso mondiale, gli autori, guidati da Enric Carcereny, del Catalan Institute of Oncology dell’Università di Barcellona, hanno presentato i dati aggiornati di sopravvivenza relativi ai pazienti trattati con atezolizumab in prima linea.

Dopo un follow-up mediano di 29,7 mesi, l’OS è risultata di 26,9 mesi nei sottogruppi TC3 o IC3 e 24 mesi nell’intero campione, mentre l’ORR valutata dagli sperimentatori è risultata pari al 35% nei sottogruppi TC3 o IC3 e 26% in tutti i pazienti trattati.

Inoltre, l'ORR è risultata del 31% nei pazienti con EGFR mutato contro 23% in quelli con EGFR wild-type e 31% nei pazienti con KRAS mutato contro 24% in quelli con KRAS wild-type.
Sulla base di questi dati, Carcereny e i colleghi concludono che "atezolizumab in monoterapia ha un'attività promettente come trattamento di prima linea”.

Il mese scorso, atezolizumab è stato approvato nell’Unione europea come trattamento per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico, ma non ancora in prima linea, bensì dopo la chemioterapia e, nei pazienti EGFR+ e ALK+, dopo il trattamento con un TKI.
Tuttavia, sono già in corso studi di fase III in cui si stanno valutando regimi a base di atezolizumab confrontati con la chemioterapia come terapia di prima linea.

Alessandra Terzaghi
E. Carcereny, et al. Updated efficacy results from the BIRCH study: first-line atezolizumab therapy in PD-L1-selected patients with advanced NSCLC. WCLC 2017; abstract OA 17.02.