Ca al polmone con metastasi cerebrali ALK+, crizotinib meglio della chemio in prima linea

Il trattamento di prima linea con l'inibitore di ALK crizotinib ha mostrato di portare a un tasso di controllo intracranico della malattia superiore rispetto alla chemioterapia nei pazienti con un cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo e metastasi cerebrali trattate stabilii. Il dato arriva dallo studio PROFILE 1014, un trial di fase III di cui sono stati pubblicati nuovi risultati sul Journal of Clinical Oncology.

Il trattamento di prima linea con l’inibitore di ALK crizotinib ha mostrato di portare a un tasso di controllo intracranico della malattia superiore rispetto alla chemioterapia nei pazienti con un cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo e metastasi cerebrali trattate stabilii. Il dato arriva dallo studio PROFILE 1014, un trial di fase III di cui sono stati pubblicati nuovi risultati sul Journal of Clinical Oncology.

Dati precedenti di questo studio, tuttora in corso, hanno dimostrato che in questa popolazione di pazienti con crizotinib si ottengono una sopravvivenza libera da progressione (PFS) e percentuali di risposta superiori rispetto alla chemioterapia a base di platino e pemetrexed. 

"Anche se lo sviluppo di terapie mirate ha migliorato gli outcome per popolazioni di pazienti selezionate con mutazioni driver oncogeniche, le metastasi cerebrali sono frequenti e si traducono in una morbilità e una mortalità significative nei pazienti con un cancro al polmone" spiegano nell’introduzione Benjamin J. Solomon, del Cancer Centre Peter MacCallum di East Melbourne, in Australia, e gli altri autori.

La nuova analisi ha riguardato 343 pazienti della popolazione intent-to-treat, 79 dei quali (il 23%) avevano metastasi cerebrali stabili trattate al basale; di questi pazienti, 39 sono stati trattati con crizotinib e 40 con la chemioterapia. 

Tra quelli con metastasi cerebrali al basale, il 27% aveva una malattia intracranica in progressione; il tempo mediano alla progressione intracranica del tumore è risultato di 15,7 mesi nel gruppo trattato con crizotinib e 12,5 mesi nel gruppo sottoposto alla chemioterapia.

La terapia con l’inibitore di ALK è risultata associata a miglioramenti non significativi del tempo mediano alla progressione intracranica del tumore nella popolazione intent-to-treat, con un hazard ratio (HR) pari a 0,60 (IC al 95% 0,34-1,05; P = 0,069), sia nel gruppo con metastasi cerebrali, con un HR pari a 0,45 (IC al 95% 0,19-1,07; P = 0,063), sia nel gruppo senza metastasi cerebrali, con un HR pari a 0,69 (IC al 95% 0,33-1,45; P = 0,323).

Inoltre, nei pazienti con metastasi cerebrali al basale crizotinib è risultato associato a un miglioramento del controllo della malattia (cioè una risposta completa o parziale o una stabilizzazione della malattia), in questo caso significativo rispetto alla chemioterapia. La percentuale di controllo della malattia intracranica a 12 settimane è stata dell'85% con crizotinib e del 45% con la chemioterapia (P < 0,001), mentre quella a 24 settimane è stata rispettivamente del 56% e 25% (P = 0,006). Si sono osservate quattro risposte complete intracraniche con l’inibitore di ALK, e due con la chemioterapia.

Nel gruppo di pazienti con metastasi cerebrali basale, la PFS mediana è risultata di 9 mesi nel braccio trattato con crizotinib contro 4 mesi nel braccio trattato con la chemioterapia, con un HR pari a 0,40 (IC al 95% 0,23-0,69; P < 0,001). Crizotinib ha portato a un miglioramento della PFS nei pazienti senza metastasi cerebrali, con una PFS pari a 11,1 mesi contro 7,2 mesi nel braccio trattato con la chemioterapia (HR 0,51; IC al 95% 0,38-0,69; P < 0,001), così come nella popolazione intent-to-treat (10,9 mesi contro 7, HR, 0,45; P < 0,001).

I dati relativi alla sopravvivenza globale, invece, non sono ancora maturi.

"Nello studio PROFILE 1014, la valutazione prospettica dell’attività nel sistema nervoso centrale ha dimostrato che crizotinib è in grado di offrire un controllo della malattia intracranica superiore rispetto alla chemioterapia e ha indicato che crizotinib dovrebbe essere la terapia standard di prima linea per i pazienti con NSCLC ALK-positivo, compresi quelli con metastasi cerebrali" concludono gli autori.

B.J. Solomon, et al. Intracranial Efficacy of Crizotinib Versus Chemotherapy in Patients With Advanced ALK-Positive Non–Small-Cell Lung Cancer: Results From PROFILE 1014. J Clin Oncol. 2016; doi: 10.1200/JCO.2015.63.5888.
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