I pazienti colpiti da un tumore al polmone non a piccole cellule con riarrangiamenti del gene ALK e metastasi cerebrali trattati con crizotinib hanno dimostrato che il farmaco permette un buon controllo della malattia sistemica e intracranica. Lo evidenzia uno studio pubblicato di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Tuttavia, nel momento in cui si è manifestata una resistenza a crizotinib, sono risultati comuni sia lo sviluppo di nuove lesioni intracraniche sia la progressione delle lesioni intracraniche già esistenti.

"Purtroppo, le metastasi cerebrali sono frequenti nei pazienti che hanno un tumore polmonare avanzato" ha spiegato il primo autore dello studio Daniel B. Costa, della divisione di oncoematologia del Beth Israel Deaconess Medical Center. "I pazienti con metastasi cerebrali sono sottorappresentati - e talvolta apertamente esclusi - negli studi clinici sui nuovi agenti anti-cancro. Inoltre, la maggior parte dei nuovi antitumorali orali approvati dall’Fda per il tumore al polmone avanzato - gli inibitori delle chinasi – penetra scarsamente nel cervello per via della barriera emato-encefalica, che in condizioni normali, nei soggetti non colpiti da tumori, ha la funzione di minimizzare l'esposizione alle tossine del cervello; inoltre, l’effetto di questi farmaci sulle metastasi cerebrali è poco studiato” ha aggiunto il ricercatore.

Per saperne di più, Costa e i colleghi hanno cercato di valutare l’attività sulle metastasi cerebrali di crizotinib - un inibitore delle tirosin chinasi orale approvato dall’Fda per il trattamento del tumore al polmone non a piccole cellule con riarrangiamenti di ALK- - utilizzando i dati di due grandi studi clinici: PROFILE 1005 e PROFILE 1007.

Il campione comprendeva complessivamente 888 pazienti, un terzo circa dei quali (275, pari al 31%) aveva metastasi cerebrali asintomatiche; di questi, 166 pazienti erano stati sottoposti a radioterapia per il trattamento delle metastasi cerebrali, mentre 109 no.

La percentuale di controllo della malattia sistemica a 12 settimane è risultata del 63% (IC al 95% 54-72) tra i pazienti con metastasi non trattate e 65% (IC al 95% 57-72) tra i pazienti con metastasi trattate, mentre la percentuale di controllo della malattia intracranica è risultata rispettivamente del 56% (IC al 95% 46-66) e 62% (IC al 95% 54-70).

I ricercatori hanno trovato un’associazione significativa tra controllo della malattia sistemica a 12 settimane e controllo della malattia intracranica sia nei pazienti con metastasi cerebrali trattate sia in quelli con metastasi  non trattate (coefficiente di correlazione 0,76; P < 0,001).

La progressione intracranica si è verificata dopo una mediana di 7 mesi (IC al 95% 6,7-16,4) nella coorte non trattata e 13,2 mesi (IC al 95% da 9,9 a non raggiunto) in quella trattata. Tra i pazienti in progressione nella coorte non trattata (il 43%) e in quella trattata (il 37%), il sistema nervoso centrale è risultata la sede più comune di progressione per i pazienti con nuove lesioni o lesioni non target (70% dei casi nei pazienti non trattati e 72% in quelli trattati).

"Abbiamo fatto due scoperte  importanti" ha detto Costa. "Crizotinib ha un’attività iniziale sufficiente contro le metastasi cerebrali, che nella maggior parte dei pazienti sono sotto controllo entro i primi mesi di terapia. Tuttavia, l'eventuale progressione o lo sviluppo di metastasi cerebrali sono risultati comuni e ciò evidenzia che le metastasi cerebrali continuano a rappresentare un bisogno clinico insoddisfatto nella gestione di questi pazienti”.

La progressione della malattia si è verificata in 253 pazienti che non avevano metastasi cerebrali al basale. Il 20% di questi pazienti (51) ha sviluppato metastasi cerebrali, mostrando una progressione della malattia dopo una mediana di 29,9 settimane (range 2,6-79).

"Questi risultati potrebbero far cambiare la pratica clinica, rafforzando il concetto che gli inibitori orali delle chinasi, come crizotinib, non devono essere omessi nei pazienti con metastasi cerebrali, e facendo in modo che negli studi futuri sullo sviluppo di nuovi farmaci per il cancro del polmone siano arruolati e valutati anche i pazienti con metastasi cerebrali" ha detto Costa.

D.B. Costa, et al. Clinical Experience With Crizotinib in Patients With Advanced ALK-Rearranged Non–Small-Cell Lung Cancer and Brain Metastases. J Clin Oncol. 2015; doi: 10.1200/JCO.2014.59.0539.
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