Crizotinib si è dimostrato sorprendentemente efficace contro l’adenocarcinoma del polmone non a piccole cellule in stadio 4 refrattario e con riarrangiamenti dell’oncogene C-ros 1 (ROS1) in un piccolo studio di coorte retrospettivo, pubblicato di recente sul sito del Journal of Clinical Oncology.

Nel campione studiato, infatti, si sono ottenute una percentuale di risposta complessiva dell'80% e una percentuale di controllo della malattia dell’86,7%.

Secondo gli autori, guidati da Julien Mazieres del Centre Hospitalier Universitaire di Tolosa, in Francia, questi dati suggeriscono che tutti i pazienti con adenocarcinoma polmonare dovrebbero essere sottoposti a uno screening per valutare la presenza di riarrangiamenti di ROS1m, al fine di consentire una terapia mirata, così come si fa già attualmente per rilevare la presenza di mutazioni dell’EGFR, di ALK e di KRAS.

Il gene ROS1 codifica per un recettore tirosin-chinasico. Crizotinib è un inibitore delle tirosin-chinasi attivo per via orale e approvato per il trattamento dei tumori al polmone in stadio avanzato che presentano riarrangiamenti di ALK o amplificazione del gene MET. Recenti studi preclinici e di fase I indicano che il farmaco mostra anche "un’attività clinica impressionante" contro i tumori polmonari ROS1-positivi, "con risultati sorprendenti in alcuni pazienti".

Al fine di caratterizzare l'esperienza fatta finora con crizotinib in questa popolazione di pazienti, e in assenza di trial clinici prospettici sull’impiego del farmaco in questa stessa popolazione, i ricercatori hanno effettuato uno studio retrospettivo convolgente centri in cui viene fatto il test per rilevare la presenza di eventuali riarrangiamenti di ROS1.

In particolare, gli autori hanno valutato gli outcome di  31 pazienti consecutivi con un adenocarcinoma del polmone non a piccole in stadio 4 e portatori di riarrangiamenti di ROS1 trattati off-label con crizotinib in16 centri oncologici europei che attualmente fanno lo screening per i riarrangiamenti di ROS1. In contrasto con il profilo tipico dei pazienti affetti da un cancro al polmone, quelli analizzati nello studio tendevano ad essere più giovani (età media, 50 anni), non fumatori e di sesso femminile. Tutti tranne uno avevano già fatto almeno una linea di chemioterapia e nella maggior parte dei casi la malattia aveva progredito nonostante il trattamento con due o più linee.

Complessivamente,  24 pazienti su 31 hanno mostrato risposte obiettive a crizotinib, di cui 5 hanno ottenuto una risposta completa, mentre 4 pazienti hanno mostrato una progressione della malattia nonostante il trattamento con crizotinib.

La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana è stata di 9,1 mesi, mentre la PFS a 12 mesi è risultata del 44%.

La risposta complessiva dell’80% è in linea, e anche superiore, al 72% ottenuto in uno studio di fase I publicato di recente, su pazienti simili. "Abbiamo quindi dimostrato che i risultati riportati in pazienti altamente selezionati in uno studio di fase I possono tradursi nell’uso di routine di un farmaco" scrivono Mazieres e i colleghi.

Nella casistica studata, rifericono gli autori, non si sono verificati eventi avversi gravi di grado 4 o 5 e nessun paziente ha interrotto crizotinib a causa di effetti avversi.

L'incidenza dei riarrangiamenti di ROS1 negli adenocarcinomi del polmone non a piccole cellule è bassa, stimata intorno al 2%, o anche meno, degli adenocarcinomi non selezionati. Tuttavia, scrivono gli autori, "crediamo che le terapie mirate in grado di portare a percentuali di risposta superiori al 50% rappresentino un importante passo avanti nella terapia del cancro al polmone e dovrebbero essere una priorità nello sviluppo di nuovi farmaci" scrivono i ricercatori.

J. Mazières, et al. Crizotinib Therapy for Advanced Lung Adenocarcinoma and a ROS1 Rearrangement: Results From the EUROS1 Cohort. J Clin Oncol. 2015; doi:10.1200/JCO.2014.58.3302.
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