Ca al polmone, gefitinib adiuvante migliora la sopravvivenza senza malattia

Il trattamento adiuvante con l'inibitore dell'EGFR gefitinib migliora la sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto alla chemioterapia nei pazienti con un carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio II-IIIA (N1-N2), resecato.

Il trattamento adiuvante con l’inibitore dell'EGFR gefitinib migliora la sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto alla chemioterapia nei pazienti con un carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio II-IIIA (N1-N2), resecato.

A dimostrarlo sono i risultati dello studio ADJUVANT/CTONG1104, un trial multicentrico randomizzato di fase III, opera di un team cinese e pubblicato da poco su The Lancet Oncology.

La chemioterapia a base di cisplatino è la terapia adiuvante standard per i pazienti con un tumore in stadio II-IIIA resecato, ma i tassi di sopravvivenza a 5 anni di questi pazienti sono ancora bassi e il trattamento, come è ben noto, è gravato da eventi avversi pesanti. Anche se gli inibitori dell'EGFR rappresentano oggi una terapia di prima linea standard per i pazienti i cui tumori sono portatori di mutazioni dell'EGFR, finora non si sapeva se questo trattamento potesse essere di beneficio rispetto alla chemioterapia nel setting adiuvante.

Per testare questa possibilità, i ricercatori hanno arruolato 222 pazienti con un cancro al polmone non a piccole cellule in stadio II-IIIA completamente resecato (N1-N2) e li hanno assegnati in rapporto 1:1 al trattamento adiuvante con gefitinib oppure cisplatino più vinorelbina. Tutti i pazienti erano cinesi (una pazienti aveva un adenocarcinoma.
Dei 222 pazienti inizialmente assegnati, 24 nel gruppo che faceva la chemioterapia e 5 nel gruppo assegnato a gefitinib non hanno ricevuto alcun trattamento, per cui le popolazioni intention-to-treat modificate sono state costituite rispettivamente da 87 e 106 pazienti.

Il follow-up mediano è stato di 36,5 mesi. I pazienti del gruppo trattato con gefitinib hanno mostrato una DFS mediana di 28,7 mesi mentre nel gruppo assegnato alla chemioterapia la DFS mediana è stata di18 mesi (HR 0,6; P = 0,004). I dati relativi alla sopravvivenza globale, invece, non sono ancora maturi.

Sebbene l’incidenza degli eventi avversi di grado 1-2 sia stata maggiore nel gruppo trattato con gefitinib (45%) rispetto al gruppo trattato con la chemioterapia (32%), nel gruppo trattato con l’inibitore dell’EGFR un numero inferiore di pazienti (12%) ha presentato eventi avversi di grado da 3 a 4 rispetto al gruppo trattato con la chemioterapia (48%). Gli eventi avversi di grado 3 o superiore più comuni nel gruppo trattato con gefitinib sono stati gli aumenti dell’alanina aminotransferasi e dell’aspartato aminotransferasi, mentre nel gruppo trattato con la chemioterapia sono stati la neutropenia e la leucopenia.
Gli autori hanno concluso che "gefitinib potrebbe essere considerato un'opzione terapeutica per questa popolazione di pazienti; tuttavia, sono necessari dati maturi di sopravvivenza globale".

W.Z. Zhong, et al. Gefitinib versus vinorelbine plus cisplatin as adjuvant treatment for stage II–IIIA (N1–N2) EGFR-mutant NSCLC (ADJUVANT/CTONG1104): a randomised, open-label, phase 3 study. Lancet Oncol. 2017; doi: 10.1016/S1470-2045(17)30729-5.
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