Lo psicostimolante modafinil non ha migliorato in modo significativo la fatica nei pazienti con tumore al polmone in un piccolo studio pubblicato online sul Journal of Clinical Oncology. In questo trial, infatti, i pazienti del gruppo in trattamento attivo hanno ottenuto un miglioramento dei sintomi simile a quello del gruppo di controllo, trattato con placebo.

Forse è giunto il momento di ‘mandare in pensione’ l’idea che modafinil e altri psicostimolanti siano utili nel trattamento della fatica legata al cancro, suggerisce un editoriale di accompagnamento.

Il lavoro è un uno studio prospettico trasversale che ha coinvolto 208 pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio IIIa o IV o con un a recidiva della malattia dopo l’intervento chirurgico o la radioterapia.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento con modafinil (100 mg nelle prime 2 settimane; 200 mg nelle 2 settimane successive) o un placebo e 160 pazienti (di cui 75 nel gruppo modafinil e 85 nel gruppo placebo) hanno completato i questionari sulla fatica al basale e il giorno 28 e sono stati inclusi nell'analisi modificata intention-to-treat.

Sia modafinil sia il placebo hanno portato a un miglioramento clinicamente significativo nei punteggi della fatica, misurata con la scala Functional Assessment of Chronic Illness Therapy (FACIT). Tuttavia, non si è osservata alcuna differenza significativa tra i due gruppi di trattamento in tale miglioramento dal basale al giorno 28 ( variazione media del punteggio pari a 5,29 punti con  modafinil e 5,09 con placebo).

I pazienti sono stati invitati a valutare il trattamento a cui erano sottoposti con una scala di valutazione verbale a 4 punti e il 47% dei pazienti del gruppo modafinil e il 23% dei controlli hanno riferito che l'intervento non era stato utile (P = 0,13).

Nella discussione, gli autori (guidati da Anna Spathis, dell’Addenbrookes Hospital di Cambridge, nel Regno Unito) scrivono che il beneficio clinicamente significativo visto in entrambi i bracci è probabilmente correlato all'effetto placebo. "Non ci sono evidenze sufficienti per prescrivere modafinil ai pazienti che presentano un affaticamento correlato al cancro al di fuori di un contesto di sperimentazione clinica. I prossimi studi dovrebbero avere la potenza sufficiente per valutare l'effetto del trattamento nei pazienti con affaticamento grave e potrebbero prevedere un periodo di wash-in con placebo per minimizzare l’impatto dell'effetto placebo“.

Modafinil è un nuovo stimolante del sistema nervoso centrale approvato per il trattamento della narcolessia, dei disturbi del sonno nei turnisti e dell’eccessiva sonnolenza diurna associata alle apnee ostruttive del sonno.

Rispetto ad altri psicostimolanti come il metilfenidato, ricordano i ricercatori, modafinil agisce in una sede relativamente specifica, provocando quindi meno effetti collaterali e presentando un minor potenziale di abuso. Inoltre, è usato da categorie professionali quali i piloti per la sua capacità di migliorare l'umore e gli effetti cognitivi.

Gli studi sull’affaticamento legato al cancro hanno prodotto finora risultati contrastanti. Diversi studi in aperto hanno riportato un beneficio significativo dall'uso di modafinil, ma l'unico studio randomizzato e controllato su modafinil in questa popolazione di pazienti (pubblicato nel 2010 su Cancer) ha mostrato un effetto modesto sulla fatica in un sottogruppo che presentava un affaticamento grave al basale .

Questo studio mette quindi la parola fine all’avventura degli psicostimolanti nel trattamento della fatica legata al cancro? È la domanda che si pongono nel editoriale di accompagnamento Kathryn J. Ruddy e Charles L. Loprinzi, della Mayo Clinic di Rochester, e Debra Barton, della University of Michigan di Ann Arbor.

È stato più volte ipotizzato nel corso degli anni che gli stimolanti possano alleviare il senso di affaticamento nei malati di cancro, ma nel complesso gli studi non hanno confermato quest’ipotesi, commentano gli editorialisti.

Anche se lo studio appena pubblicato ha coinvolto un numero relativamente basso di pazienti, fanno notare i tre esperti, "è metodologicamente rigoroso e i suoi risultati sono coerenti con quelli forniti da molteplici studi negativi precedenti in cui si è valutato l’impiego di psicostimolanti per contrastare l’affaticamento legato al cancro, tra cui anche un altro ampio studio randomizzato su modafinil”.

Al momento sono allo studio altri tipi di trattamenti per combattere la fatica legata al cancro, tra cui anche il ginseng americano (Panax quinquefolius), che, sottolineano gli editorialisti, sembra ridurre questo sintomo, anche se sono necessari ulteriori studi per confermarlo.

Ma, ancora più importante, al di là degli agenti farmacologici ci sono già altre opzioni sicure e ragionevoli per alleviare i sintomi. In alcuni studi si sono valutati l'esercizio aerobico, attività basate sulla mindfulness, come lo yoga, e interventi psicosociali come la terapia cognitivo-comportamentale.

Sono ora necessari ulteriori studi per valutare la frequenza e la durata necessarie degli interventi non farmacologici, che tuttavia sembrano essere sicuri e di facile accesso, scrivono la Ruddy e gli altri due esperti.

L'American Society of Clinical Oncology (ASCO) ha recentemente pubblicato le sue linee guida sulla fatica nei pazienti sopravvissuti a un tumore e il documento offre consigli su come gestire il problema in linea con i suggerimenti formulati dagli editorialisti.

Per esempio, l’ASCO raccomanda di valutare i sintomi dell’affaticamento alla fine della terapia in tutti i pazienti sopravvissuti al tumore e di presentare loro strategie per affrontare il sintomo, discutendo con i pazienti dei fattori medici e trattabili che potrebbero contribuire all’affaticamento.

In particolare, riguardo alle strategie di trattamento, l’ASCO cita evidenze che indicano come l’attività fisica , gli interventi psicosociali e gli interventi sulla sfera mente-corpo possano ridurre la fatica legata al cancro in questa popolazione. Inoltre, nelle linee guida si fa notare che ci sono poche evidenze a favore dell’uso di psicostimolanti per la gestione della fatica nei pazienti liberi da malattia dopo il trattamento attivo.

Anna Spathis, et al. Modafinil for the Treatment of Fatigue in Lung Cancer: Results of a Placebo-Controlled, Double-Blind, Randomized Trial. J Clin Oncol. 2014; doi: 10.1200/JCO.2013.54.4346.
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