L'American Society of Clinical Oncology (ASCO) ha dato la sua benedizione a una linea guida congiunta di diverse altre società scientifiche, volta a orientare le decisioni su quando offrire il test molecolare per rilevare la presenza di mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) e della chinasi del linfoma anaplastico (ALK) in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Il documento è stato pubblicato da poco sul Journal of Clinical Oncology.

Negli ultimi anni, la ricerca sui farmaci aventi come bersaglio alcune di queste mutazioni è esplosa e i medici, nella pratica, potrebbero avere avuto difficoltà a tenere il passo su quando sia il caso di fare i test per orientarsi nella scelta di queste nuove terapie.

"Questa linea guida è incredibilmente importante, perché aumenta la possibilità di personalizzare la cura del cancro ai polmoni e migliorare i risultati per i pazienti affetti da un tumore al polmone avanzato" afferma Natasha B. Leighl, co-presidente del gruppo di esperti dell’ASCO che ha approvato la nuova linea guida, in un comunicato stampa diffuso dalla società scientifica. Il documento, aggiunge l’oncologa, "descrive le evidenze attualmente disponibili e aiuta oncologi e patologi a comprendere i test molecolari e incorporarli nella pratica clinica".

La linea guida è un prodotto congiunto del College of American Pathologists, dell’International Association for the Study of Lung Cancer e dell'Association for Molecular Pathology. Il testo contiene 37 raccomandazioni, pareri o suggerimenti, focalizzandosi su quando fare i test per verificare la presenza di mutazioni dell’EGFR e di ALK.

La raccomandazione principale è quella di offrire i test dell’EGFR e di ALK a tutti i pazienti con adenocarcinoma del polmone (o tumori polmonari misti con una componente di adenocarcinoma), indipendentemente da caratteristiche quali fumo, sesso o razza. Per l’esecuzione del test si potrebbero considerare anche campioni tumorali di altri istotipi, in particolare se i "criteri clinici sono suggestivi".

Le linee guida contengono anche istruzioni sulla specificità del test. Ad esempio, il test dell’EGFR andrebbe limitato alla ricerca di mutazioni in campioni cotnenenti almeno il 50% di cellule tumorali, anche se il documento " incoraggia fortemente" un test con una sensibilità che permetta di rilevare le mutazioni in un campione con non più del 10% di cellule tumorali. Alcuni test, tra cui i test mmunoistochimici che valutano l’EGFR totale, il numero di copie dell’EGFR, e la PCR real-time per l’ALK, non sono raccomandati.

L'analisi molecolare è diventa rapidamente uno step importante nel trattamento dei pazienti affetti da NSCLC. Farmaci come erlotinib e abatini, per le mutazioni dell’EGFR, e crizotinib e ceritinib, per i pazienti positivi alle mutazioni di ALK, stanno entrando sempre più in uso e i dettagli molecolari del tumore sono quindi fondamentali per utilizzare questi agenti al meglio.

Gli esperti dell’ASCO concludono che la nuova linea guida rappresenta un "grosso passo avanti verso la standardizzazione dei test per rilevare le alterazioni dell’EGFR e di ALK". Inoltre, segnalano che le ricerche più recenti stanno iniziando a individuare altri obiettivi possibili, come i riarrangiamenti dei geni RET e ROS1, e i prossimi studi e le future linee guida probabilmente dovranno tenere conto anche di questi.