Oncologia-Ematologia

Ca al polmone, outcome simili con chirurgia e chemioterapia a dosi crescenti

Dopo la chemioterapia di induzione e la chemioradioterapia concomitante, i pazienti con un cancro al polmone non a piccole cellule sottoposti a all'intervento chirurgico hanno mostrato percentuali di sopravvivenza globale (OS) a 5 anni simili a quelle dei pazienti sottoposti a una chemioradioterapia a dosi crescenti.

Dopo la chemioterapia di induzione e la chemioradioterapia concomitante, i pazienti con un cancro al polmone non a piccole cellule sottoposti a all’intervento chirurgico hanno mostrato percentuali di sopravvivenza globale (OS) a 5 anni simili a quelle dei pazienti sottoposti a una chemioradioterapia a dosi crescenti. È questo uno studio di un gruppo cooperativo tedesco, lo studio di fase III ESPATUE, appena pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.

Dopo un follow-up mediano di 78 mesi, l’OS a 5 anni nel braccio sottoposto all’intervento chirurgico è stata del 44% contro il 40% nel braccio sottoposto alla chemioradioterapia, mentre la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 5 anni è stato rispettivamente del 32% contro 35%. Inoltre, lo studio non ha mostrato alcun miglioramento significativo dell’OS mediana e della PFS mediana nel gruppo sottoposto all’intervento.

Anche se i risultati non hanno dimostrato un beneficio della chirurgia rispetto alla chemioradioterapia, i dati complessivi di sopravvivenza a 5 anni per tutti i pazienti randomizzati sono tra i migliori riportati finora dagli studi prospettici sulla chemioradioterapia definitiva, osservano i ricercatori, coordinati da Wilfried Eberhardt, del dipartimento di oncologia medica, Ospedale Universitario di Essen, in Germania, e colleghi. "Sia un trattamento trimodale che comprende la chirurgia sia un trattamento bimodale senza l’intervento chirurgico, ma con una chemioradioterapia definitiva portano a un’OS e a una PFS a lungo termine eccellenti.

Lo studio ha coinvolti 246 pazienti con un cancro al polmone non a piccole cellule, di cui stadio 75 in stadio IIIA-UICC6 e 171 in stadio III B-UICC6, arruolati tra il 2004 e il 2013. Nel complesso, 161 pazienti hanno completato la terapia di induzione con tre cicli di cisplatino e paclitaxel e la chemioradioterapia concomitante con una radioterapia accelerata e iperfrazionata da 45 Gy. I pazienti che hanno avuto una risposta completa, parziale o minore dopo il terzo ciclo sono stati asseganati in rapporto 1:1 alla chirurgia o alla chemioradioterapia.

Le tossicità di grado 3 e 4 sono risultate simili in entrambe le braccia, e anche nei pazienti non randomizzati.

Gli autori concludono quindi che, in questo gruppo di pazienti con prognosi favorevole entrambe le strategie sono accettabili e danno risultati eccellenti.

W.E.E. Eberhardt, et al. Phase III Study of Surgery Versus Definitive Concurrent Chemoradiotherapy Boost in Patients With Resectable Stage IIIA(N2) and Selected IIIB Non–Small-Cell Lung Cancer After Induction Chemotherapy and Concurrent Chemoradiotherapy (ESPATUE). J Clin Oncol 2015 Oct 26. doi:10.1200/JCO.2015.62.6812.
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