Un regime a base di pemetrexed e carboplatino non si è dimostrato superiore a paclitaxel, carboplatino e bevacizumab nel migliorare la sopravvivenza libera da progressione senza tossicità gravi correlate alla terapia in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso in uno studio randomizzato di fase III presentato al meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chiago.

“Pemetrexed più carboplatino e la tripletta paclitaxel più carboplatino e bevacizumab sono regimi efficaci, ma finora queste due combinazioni non erano mai state confrontate direttamente " ha detto Ralph Zinner, dell’MD Anderson Cancer Center di Houston, presentando i risultati.

Il gruppo di Zinner ha ipotizzato che la doppietta contenente pemetrexed potesse essere gravata da una minore tossicità e ha quindi progettato uno studio con un endpoint primario dato dalla combinazione della sopravvivenza libera da progressione e dell’assenza di tossicità di grado 4 (G4PFS).

Per verificarlo, gli autori hanno arruolato 361 pazienti, di cui 182 assegnati al braccio pemetrexed e 179 al braccio bevacizumab; di questi, poi, 98 del primo gruppo hanno continuato la terapia di mantenimento con pemetrexed e 95 del secondo gruppo quella con bevacizumab.

Le G4PFS mediana è stata di 3,9 mesi nel gruppo pemetrexed contro 2,9 mesi nel gruppo bevacizumab (HR 0,85; IC al 95% 0,70-1,04; P = 0,176). Anche la sola PFS non ha mostrato differenze significative tra i due gruppi - 4,4 mesi contro 5,5 mesi (P = 0,610) – così come il tasso di risposta, che è stato del 23,6% con pemetrexed e 27,4% con il regime contenente bevacizumab (P = 0,414), e la sopravvivenza globale, che è stata rispettivamente di 10,5 e 11,7 mesi (P = 0,615).

Si sono viste, invece, alcune differenze di tossicità tra i due gruppi. Nel gruppo pemetrexed si è avuta un’incidenza più alta di anemia (18,7% contro 5,4%) e trombocitopenia (24,0% contro 9,6%) di grado 3 o 4 (P < 0,001 per entrambi), mentre la neutropenia è stata più comune con il regime contenente bevacizumab (48,8% contro 24,6%; P < 0,001), così come l’alopecia di grado 1/2.

Luis Paz-Ares, dell'Ospedale Universitario Virgen del Rocio di Siviglia, in Spagna, ha commentato lo studio dicendo che la G4PFS potrebbe non essere l’endpoint finale ideale per confrontare i due regimi. Per confrontare gli endpoint di sopravvivenza, tuttavia, probabilmente sarebbero necessari più di 1000 pazienti, ha sottolineato l’esperto. Paz-Ares ha anche detto che al momento non sappiamo se i due regimi siano davvero equivalenti, ma possiamo dire che “probabilmente non sono così diversi ... in termini di efficacia".

R. Zinner, et al. Randomized, open-label, phase III study of pemetrexed plus carboplatin (PemC) followed by maintenance pemetrexed versus paclitaxel/carboplatin/bevacizumab (PCB) followed by maintenance bevacizumab in patients with advanced nonsquamous (NS) non-small cell lung cancer (NSCLC). J Clin Oncol 31, 2013 (suppl; abstr LBA8003)
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