Oncologia-Ematologia

Ca al polmone, possibile beneficio in alcuni pazienti aggiungendo cetuximab alla chemio

L'aggiunta di cetuximab alla chemioterapia standard non ha migliorato gli outcome nella popolazione complessiva dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) dello studio SWOG S0819 un trial randomizzato di fase III presentato a Denver in occasione della World Conference on Lung Cancer.

Tuttavia, l’anticorpo sembra conferire un certo vantaggio ad alcuni pazienti positivi per il numero di copie del gene del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) misurato mediante FISH, così come ai pazienti con carcinoma a cellule squamose.

Infatti, nei pazienti con tumori a cellule squamose FISH-positivi, la sopravvivenza globale (OS) mediana è stata quasi doppia nel gruppo trattato con cetuximab in aggiunta alla chemio rispetto al gruppo trattato con la sola chemio (11,8 mesi contro 6,4; P = 0,006).

"La nostra ipotesi era che i pazienti con più di quattro copie del gene EGFR avessero più probabilità di trarre beneficio da questa terapia" ha detto l’autore principale dello studio, Roy S. Herbst, del Yale Cancer Center e dello Smilow Cancer Hospital di New Haven (Connecticut), nel corso di una conferenza stampa tenutasi durante il congresso.

Per testare la validità di quest’ipotesi, Herbst e i colleghi del Southwest Oncology Group hanno effettuato lo studio S0819, un trial iniziato nel 2009 al quale hanno partecipato più di 700 centri, presso i quali sono stati arruolati pazienti con NSCLC in stadio IV di nuova diagnosi o recidivato.

L’obiettivo primario era stabilire se l’aggiunta di cetuximab alla chemioterapia potesse offrire un beneficio a tutto il campione o solo ai soggetti con specifici biomarker.

L'analisi finale ha riguardato 1313 pazienti. I ricercatori hanno analizzato lo status di EGFR mediante FISH in 976 di essi, di cui il 41% (400) è risultato FISH-positivi. Inoltre, circa il 25% dei pazienti presentava istologia squamosa.

I partecipanti sono stati stratificati in base alla loro idoneità o meno al trattamento con bevacizumab, alle abitudini relative al fumo e al sottostadio della malattia (M1a o M1b).

Tutti sono stati trattati con carboplatino e paclitaxel; di questi, 656 sono stati trattati in concomitanza anche con cetuximab, mentre i restanti 657 hanno costituito il gruppo di controllo. I pazienti che non soddisfacevano i criteri di sicurezza del trattamento con bevacizumab relativamente al rischio emorragico  erano il 57% (377) nel braccio trattato con cetuximab e il 58% (382) nel braccio di controllo.

Gli endpoint primari erano l’OS nella popolazione complessiva e la PFS nei pazienti FISH-positivi, mentre gli endpoint secondari comprendevano l’OS nei pazienti FISH-positivi e il confronto degli outcome clinici tra i pazienti idonei al trattamento con bevacizumab e quelli non idonei.

Nell’intero campione studiato, l'aggiunta di cetuximab non ha conferito alcun beneficio significativo né in termini di PFS (HR 0,98; IC al 95% 0,87-1,09) né di OS (HR 0,94; IC al 95% 0,84-1,06).

Nei pazienti FISH-positivi, invece, si è trovato un lieve miglioramento della PFS (HR 0,91; IC al 95% 0,71-1,12) e dell’OS (HR 0,83; IC al 95% 0,67-1,04), ma tali miglioramenti non hanno raggiunto la significatività statistica.

Tuttavia, l'aggiunta di cetuximab ha mostrato di prolungare in modo significativo l’OS nei pazienti FISH-positivi non idonei al trattamento con bevacizumab (HR 0,75; IC al 95% 0,57-1), così come in quelli con carcinoma squamoso (HR 0,56; IC al 95% 0,37-0,84).

"I pazienti con carcinoma a cellule squamose sono molto difficili da trattare e sono stati sviluppati pochissimi nuovi farmaci per questo gruppo negli ultimi 10 anni" ha detto Herbst, aggiungendo che il miglioramento dell’OS trovato in questo sottogruppo con l’aggiunta di cetuximab rappresenta “il risultato più interessante dello studio".

Nel complesso, ha riferito poi l’oncologo, cetuximab è risultato ben tollerato, con eventi avversi in linea con quelli segnalati negli studi precedenti.

R. Herbst, et al. A Randomized, Phase III Study Comparing Carboplatin/Paclitaxel or Carboplatin/Paclitaxel/Bevacizumab with or without Concurrent Cetuximab in Patients with Advanced Non-Small Cell Lung Cancer (NSCLC): SWOG S0819. WCLC; abstract 04-01.