Uno studio di popolazione pubblicato di recente sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention fornisce alcune prove del fatto che l'uso di statine è legato a tassi inferiori di mortalità dovuta specificamente al cancro tra i pazienti affetti da un tumore al polmone.

“i risultati andrebbero confermati in studi osservazionali, ma giustificano l’esecuzione di studi controllati e randomizzati sull’impiego delle statine come terapia adiuvante antitumorale nei pazienti affetti da cancro al polmone” scrivono gli autori, guidati da Chris R. Cardwell, del Royal Victoria Hospital di Belfast, nella discussione del lavoro.

Negli ultimi decenni, spiegano i ricercatori, si è creata molta attenzione intorno alle potenziali proprietà antitumorali delle statine, suggerite da studi preclinici su linee cellulari di tumore al polmone e modelli animali. "Gli studi preclinici hanno portato a proporre una serie di importanti meccanismi biologici per quest’associazione, tra cui l'inibizione della proliferazione cellulare, la stimolazione della sorveglianza immunitaria antitumorale e l'interruzione del segnale oncogenico" scrivono Cardwell e i colleghi.

In questo nuovo studio, i ricercatori hanno provato a valutare in una coorte di pazienti affetti da un cancro al polmone se tra gli utilizzatori delle statine si aveva un minor rischio di decesso dovuto al tumore. A tale scopo, hanno identificato nel English Cancer Registry dal 1998 al 2009 un gruppo di pazienti colpiti da questa neoplasia, seguiti fino al 2012. Nell’analisi finale sono stati inclusi 3638 pazienti che risultavano aver preso le statine dopo la diagnosi di cancro e 13.398 che, invece, le assumevano già da prima.

Dopo aver aggiustato i dati per i possibili fattori confondenti, i ricercatori hanno calcolato una riduzione dell'11% della mortalità dovuta al tumore del polmone in coloro che avevano iniziato a prendere le statine dopo la diagnosi rispetto ai non utilizzatori di questi anticolesterolo (HR 0,89; IC al 95% 0,78-1,02; P = 0,09),.

Stratificando i pazienti in base al numero di prescrizioni, tuttavia, hanno trovato alcune differenze: in coloro ai quali dopo la diagnosi erano state fatte da una a 12 prescrizioni di statine, i ricercatori hanno calcolato un HR pari a 0,94 (IC al 95% 0,81-1,09; P = 0,39), mentre in quelli ai quali erano state fatte più di 12 prescrizioni l’HR è risultato pari a 0,81 (IC al 95% 0,67-0,98; P = 0,03).

Inoltre, è emerso qualche segnale che anche il tipo di statina utilizzata possa fare la differenza. Infatti, le statine lipofile sono risultate associate più fortemente a una riduzione della mortalità rispetto a quelle idrofile (HR aggiustato 0,81; IC al 95% 0,70-0,94; P = 0,01); in particolare, nei pazienti che assumevano simvastatina gli autori hanno trovato un HR per la mortalità legata specificamente al cancro al polmone pari a 0,80 (IC al 95% 0,69-0,93; P = 0,003).

Anche aver assunto le statine prima della diagnosi si è associato a una riduzione significativa della mortalità cancro-specifica legata al tumore al polmone (HR 0,88; IC al 95% 0,83-0,93; P < 0,001). In questo caso, tuttavia, il numero di prescrizioni non ha mostrato di influire sull’ampiezza dell’effetto, così come il tipo di statina utilizzato.

Nella discussione, Caldwell e i colleghi scrivono che "la causa della riduzione della mortalità legata al cancro al polmone nei pazienti affetti da questo tumore che prendono le statine è sconosciuta”. Inoltre, avvertono, “come per tutti gli studi osservazionali, non si può escludere la presenza di fattori di confondimento residui” e segnalano che in questa coorte, per esempio, non è stato possibile aggiustare i dati in base allo stadio del tumore.

"Questi risultati devono essere confermati in ulteriori grandi studi epidemiologici, … che potrebbero sostanziare la decisione di condurre una sperimentazione su simvastatina nei pazienti affetti da cancro del polmone" concludono gli autori.

C.R. Cardwell, et al. Statin Use and Survival from Lung Cancer: A Population-Based Cohort Study. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev 2015;24(5):833-41; doi: 10.1158/1055-9965.EPI-15-0052.
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