Ca al polmone squamoso, aggiunta di nedaplatin a docetaxel allunga la vita nei pazienti ricaduti

Il trattamento con nedaplatino e docetaxel Ŕ in grado di prolungare in modo significativo la sopravvivenza globale (OS) rispetto a cisplatino e docetaxel nei pazienti con un cancro al polmone a cellule squamose in stadio avanzato o recidivato. Lo evidenzia lo studio WJOG5208L, un trial randomizzato di fase III appena pubblicato su The Lancet Oncology e realizzato da un gruppo cooperativo giapponese, il West Japan Oncology Group (WJOG).

Il trattamento con nedaplatino e docetaxel è in grado di prolungare in modo significativo la sopravvivenza globale (OS) rispetto a cisplatino e docetaxel nei pazienti con un cancro al polmone a cellule squamose in stadio avanzato o recidivato. Lo evidenzia lo studio WJOG5208L, un trial randomizzato di fase III appena pubblicato su The Lancet Oncology e realizzato da un gruppo cooperativo giapponese, il West Japan Oncology Group (WJOG).

Sulla base di questi dati, scrivono i ricercatori nipponici, la doppietta nedaplatino più docetaxel potrebbe rappresentare una nuova valida opzione terapeutica per i pazienti affetti da cancro al polmone a cellule squamose in stadio avanzato o recidivato.

"L’istologia squamosa rappresenta il 20-30% dei casi di cancro al polmone” spiegano gli autori, coordinati da Nobuyuki Yamamoto, dell’Università di Wakayama. Tuttavia, segnala il gruppo, “nel trattamento del cancro al polmone avanzato a cellule squamose finora sono stati fatti pochi progressi rispetto a quanto avvenuto nel cancro al polmone non a piccole cellule, non squamoso".

La combinazione di nedaplatino, che è un derivato del cisplatino, più docetaxel si è dimostrata promettente in uno studio precedente di fase 1/2 su pazienti con carcinoma polmonare squamoso avanzato. Il nedaplatino, riferiscono i ricercatori, è stato sviluppato per diminuire la tossicità associata al cisplatino e il trattamento con questo derivato ha il vantaggio di non richiede idratazione per proteggere il rene.

Yamamoto e i suoi colleghi hanno quindi eseguito uno studio in aperto nel quale hanno confrontato la combinazione di nedaplatino e docetaxel con la combinazione cisplatino più docetaxel in 349 pazienti affetti da un cancro al polmone a cellule squamose avanzato o recidivato non trattati in precedenza, arruolati tra il luglio 2009 e il luglio 2012 in 53 centri giapponesi.

I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale e in rapporto 1:1 al trattamento con docetaxel 60 mg/m2 più nedaplatino ev 100 mg/m2 oppure cisplatino 80 mg/m2 ogni 3 settimane per 4-6 cicli. L’endpoint primario era l’OS, mentre la sicurezza era un endpoint secondario.

Il follow-up è stato di 39,3 mesi (range interquartile 31,3-48,7).

Al momento della pubblicazione dello studio, 307 pazienti erano deceduti, di cui 153 nel gruppo trattato con nedaplatino e 154 in quello trattato con cisplatino. I pazienti del braccio nedaplatino hanno raggiunto un’OS mediana significativamente più lunga rispetto ai pazienti assegnati al cisplatino (13,6 mesi contro 11,4 mesi; P = 0,037).
Inoltre, i due regimi di trattamento hanno mostrato profili di sicurezza diversi. Nel gruppo trattato con cisplatino un maggior numero di pazienti ha manifestato nausea di grado 3 o superiore (25 contro 7 nel braccio nedaplatino), affaticamento (20 contro 6), iponatriemia (53 contro 24) e ipopotassiemia (15 contro 4), mentre nel gruppo nedaplatino più pazienti hanno sviluppato leucopenia (98 contro 77), neutropenia ( 146 contro 123) e trombocitopenia (16 contro 0).

Sette pazienti sono morti a causa di eventi avversi correlati al trattamento, di cui quattro nel gruppo trattato con nedaplatino e tre in quello trattato con cisplatino.

Tra le limitazioni del loro studio, gli autori segnalano il fatto che il campione fosse formato da soli pazienti giapponesi e che non sia stata fatta una valutazione della qualità della vita.

"Nedaplatino più docetaxel potrebbe essere una nuova opzione di trattamento per il cancro del polmone a cellule squamose avanzato o recidivato" scrivono Yamamoto e i colleghi. Tuttavia, aggiungono, “sono necessarie ulteriori indagini per chiarire il meccanismo di sensibilità al nedaplatino del cancro del polmone a cellule squamose e per individuare biomarcatori predittivi dell'efficacia del farmaco".

In un editoriale di commento, Yin Wu, e James Spicer, entrambi del King’s College di Londra, scrivono che, nonostante i risultati positivi del trial, sono necessari ulteriori studi per determinare quale sia l’impiego ottimale di nedaplatino.

"I ricercatori hanno ragione a concludere che il nedaplatino potrebbe essere ritenuto una nuova opzione terapeutica per il cancro al polmone non a piccole cellule squamoso avanzato o recidivato nella popolazione che hanno studiato, ma sono necessari più dati clinici prima di poter adottare il farmaco come il nuovo standard di platino in tutto il mondo" scrivono Wu e Spicer.

In realtà, osservano i due esperti, “il cambio di passo auspicato negli outcome sfavorevoli che la maggior parte dei pazienti con un cancro al polmone non a piccole cellule ancora ha è più probabile provenga da farmaci non citotossici. I riflettori sono ora accesi su un ulteriore sviluppo di nuove terapie mirate contro i vari bersagli molecolari già individuati in questa malattia, e sull’immunoterapia".

T. Shukuya, et al. Nedaplatin plus docetaxel versus cisplatin plus docetaxel for advanced or relapsed squamous cell carcinoma of the lung (WJOG5208L): a randomised, open-label, phase 3 trial. Lancet Oncol. 2015; doi:10.1016/S1470-2045(15)00305-8.
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