Ca al seno ad alto rischio, con exemestane più soppressione della funzione ovarica più benefici rispetto a tamoxifene

Rispetto alle pazienti a rischio basso o intermedio, le donne in premenopausa con un cancro al seno positivo all'espressione dei recettori ormonali (HR+) ed HER2-negativo (HER2-) ad alto rischio di recidiva sono quelle che hanno tratto il maggior beneficio assoluto dal trattamento con l'inibitore dell'aromatasi exemestane associato alla soppressione della funzione ovarica (OFS ) rispetto alla monoterapia con tamoxifene. Lo rivela una nuova analisi degli studi TEXT (Tamoxifen and Exemestane Trial) e SOFT (Suppression of Ovarian Function Trial), pubblicata di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Rispetto alle pazienti a rischio basso o intermedio, le donne in premenopausa con un cancro al seno positivo all’espressione dei recettori ormonali (HR+) ed HER2-negativo (HER2-) ad alto rischio di recidiva sono quelle che hanno tratto il maggior beneficio assoluto dal trattamento con l'inibitore dell'aromatasi exemestane associato alla soppressione della funzione ovarica (OFS ) rispetto alla monoterapia con tamoxifene. Lo rivela una nuova analisi degli studi TEXT (Tamoxifen and Exemestane Trial) e SOFT (Suppression of Ovarian Function Trial), pubblicata di recente sul Journal of Clinical Oncology.

La nuova analisi ha esaminato l'effetto assoluto delle due strategie in pazienti con diverso rischio di recidiva.

I risultati originali dei due trial hanno dimostrato che exemestane combinato con l’OFS nelle pazienti in premenopausa con un carcinoma mammario HR+ ha ridotto del 34% il rischio di recidiva rispetto al trattamento con tamoxifene più l’OFS per oltre 5 anni.

"Questa analisi rappresenta un approfondimento dell'interpretazione del risultati complessivi dei due studi, finalizzata ad agevolare la scelta della terapia più adatta per ciascuna paziente" ha detto in un’intervista la prima firmataria del lavoro, Meredith M. Regan, del Dana-Farber Cancer Institute di Boston.

Nelle donne con un tumore al seno HR+ ed HER2- in fase iniziale, ma ad alto rischio di recidiva, si potrebbe ottenere un miglioramento del 10-15% dell’intervallo libero dal cancro al seno a 5 anni (endpoint primario dello studio) trattandole con exemestane più l’OFS rispetto al solo tamoxifene.

Le attuali linee guida della American Society of Clinical Oncology e di Cancer Care Ontario suggeriscono che per le donne con un cancro al seno HR+ ritenute ad alto rischio di recidiva si dovrebbe prendere in considerazione un inibitore dell'aromatasi più l’OFS piuttosto che la monoterapia con tamoxifene. La nuova analisi, ha detto la Regan, "fornisce un’indicazione del fatto che il possibile miglioramento della libertà da recidiva a 5 anni è dell'ordine di 10-15 punti percentuali, il che è piuttosto sostanziale”.

Nella coorte dello studio SOFT, le donne rimaste in premenopausa dopo la chemioterapia hanno mostrato un miglioramento assoluto del 5% o più dell’intervallo libero da cancro al seno a 5 anni se trattate con exemestane più l’OFS rispetto al trattamento con tamoxifene più l’OFS o il solo tamoxifene. Tra le donne a rischio intermedio o alto di recidiva, il beneficio assoluto è risultato del 10-15%. Nella coorte dello studio TEXT, il beneficio massimo ottenuto con un inibitore dell'aromatasi più l’OFS è stato del 5-15% rispetto al solo tamoxifene.

Le pazienti di entrambi gli studi erano state stratificate in base all’aver fatto o meno la chemioterapia in concomitanza con examestane. In entrambi gli studi, le donne che non avevano fatto la chemioterapia sono quelle in cui l’intervallo libero dal cancro al seno a 5 anni è risultato più alto, complessivamente il 96,1%. Nella coorte dello studio SOFT, l’intervallo libero dal cancro al seno a 5 anni nelle pazienti che avevano fatto la chemioterapia è risultato dell’82,5%. Il trattamento con exemestane più l’OFS ha migliorato l’intervallo libero dal cancro al seno a 5 anni in media del 5,4% rispetto al tamofixene più l’OFS e del 7,4% rispetto al solo tamoxifene.

Tra le pazienti dello studio TEXT trattate con la chemioterapia adiuvante e in concomitanza con un analogo dell’ormone di rilascio delle gonadotropine, l’intervallo libero dal cancro al seno a 5 anni è risultato complessivamente dell’89,3%. Il miglioramento assoluto medio del trattamento osservato con exemestane più l’OFS rispetto al tamoxifene più l’OFS è stato del 5,8%.

Il follow-up delle pazienti arruolate negli studi TEXT e SOFT è tuttora in corso. Gli autori dei due trial prevedono di fornire un altro aggiornamento nel 2017. "Dato che il carcinoma mammario iniziale HR+ ha un rischio a lungo termine persistente di recidiva, questo follow-up è fondamentale per capire bene quali siano i benefici e gli effetti collaterali di questi trattamenti" ha detto la Regan.

M.M. Regan, et al. Absolute Benefit of Adjuvant Endocrine Therapies for Premenopausal Women With Hormone Receptor–Positive, Human Epidermal Growth Factor Receptor 2–Negative Early Breast Cancer: TEXT and SOFT Trials. J Clin Oncol. 2016; doi: 10.1200/JCO.2015.64.3171.
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