La combinazione di everolimus e dell’inibitore dell’aromatasi exemestane estende del 125% la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nelle donne in post-menopausa con carcinoma mammario avanzato rispetto al solo trattamento con la terapia ormonale. In tutto si guadagnano oltre 4 mesi di PFS (p<0.0001). Sono questi i dati definitivi dello studio randomizzato BOLERO-2 (Breast Cancer Trials of Oral Everolimus-2), i cui dati erano già stati presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium.

I dati pressoché definitivi erano stati presentati pochi mesi fa a Stoccolma allo European Multidisciplinary Cancer Congress e ne avevamo ampiamente riferito. Questi dati sono stati pubblicati NEJM.

I dati presentati a San Diego, rispetto a quelli di Stoccolma, comprendo 5 mesi di follow up in più, per un totale di 17,5 mesi di follow -up: Le variazioni sono minime ma tutte positive: PFS estesa di 7,4 mesi con everoliumus più exemestesane vs 3,2 mesi con il solo exemestesane (p<0,0001) (hazard ratio=0.44 [95% confidence interval (CI): 0.36 to 0.53].

Anche la PFS valutata centralmente attraverso un’analisi indipendente di tipo radiologico era significativamente a favore della terapia di associazione. Le pazienti trattate con la terapia combinata hanno mostrato una PFS mediana di 11 mesi contro 4,1 mesi nel gruppo trattato con il solo exemestane  [95% ci:0.28 to 0.45])(hazard ratio=0.36 [95% ci:p<1x10-16).

Coordinato da Jose Baselga, del Massachusetts General Hospital e dell’Università di Harvard, di Boston, il trial ha coinvolto 724 donne trattate secondo un rapporto 2:1 con everolimus 10 mg/die più exemestane 25 mg/die o placebo più exemestane 25 mg/die fino a progressione della malattia o alla comparsa di una tossicità inaccettabile.

Le partecipanti, con un’età media di 62 anni, erano donne colpite da un tumore al seno avanzato positivo al recettore per gli estrogeni positivi e negativo al recettore dell’EGF-2- che avevano avuto una recidiva o erano andate in progressione durante o dopo un precedente trattamento con letrozolo o anastrozolo.
L'endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione. Lo studio è stato interrotto all'inizio di quest'anno, in anticipo rispetto al previsto, dopo che un’analisi ad interim condotta dai vari sperimentatori locali ha evidenziato una PFS significativamente migliore con la combinazione everolimus più exemestane piuttosto che con il solo exemestane. Non sono ancora disponibili i dati sulla sopravvivenza globale.

L’analisi per sottogruppi (numero di terapie già effettuate, presenza di malattia viscerale, presenza di metastasi ossee, e l’aver effettuato una precedente chemioterapia) ha evidenziato miglioramento simili in tutti i casi.

La resistenza alla terapia ormonale nel carcinoma mammario è stata associata alla iperattivazione della via di mTOR. I dati ricavati dallo studio BOLERO-2 suffragano le richieste di approvazione regolatoria in tutto il mondo previste entro la fine del 2011. In tutto il mondo, vengono diagnosticati ogni anno circa 220.000 nuovi casi di carcinoma mammario avanzato ER+HER2-. Attualmente, si sta anche valutando l’utilizzo di everolimus per il trattamento delle pazienti con carcinoma mammario avanzato HER2+.

Hortobagyi GN. Everolimus for postmenopausal women with advanced breast cancer: Updated results of the BOLERO-2 phase III trial. 2011 San Antonio Breast Cancer Symposium. Updated late breaking abstract No. S3-7. December 7, 2011.

Studio BOLERO2 pubblicato sul NEJM