Ca al seno, anti-HER2 potrebbero essere utili anche nelle donne HER2-negative

Oncologia-Ematologia
Nel cancro al seno, i farmaci mirati anti-HER2, come trastuzumab, potrebbero essere utili a un gruppo di donne più ampio rispetto a quello che presenta un’amplificazione del gene HER2, gruppo al quale va limitato l’uso di tali agenti secondo le attuali linee guida. Ci sono già alcune evidenze in questo senso e una conferma sembra arrivare ora da un nuovo studio sperimentale appena pubblicato sulla rivista Cancer Research.


I farmaci anti-HER2 hanno rivoluzionato il trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo negli ultimi anni, ma questo rappresenta solo il 20% di tutti i tumori al seno. Tuttavia, la nuova ricerca suggerisce che questi farmaci possono giocare un ruolo anche in altri tumori mammari, perché dimostra che l’HER2 è espresso anche nella popolazione delle cellule staminali tumorali (CSC) nei tumori luminali positivi ai recettori degli estrogeni (ER), e ne regola il rinnovamento.


Sebbene le CSC rappresentino solo dall’1 al 5% di tutto il tessuto del tumore, sono un driver di fondamentale importanza che ne alimenta la crescita e la diffusione.


Anche se una biopsia del tessuto tumorale dovesse rivelare una negatività all’HER2, indicando che la paziente non è candidata per i farmaci anti-HER2, tali farmaci potrebbero ugualmente risultare utili in quanto andrebbero a colpire l’HER2 presente nelle CSC e i dati sperimentali pubblicati su Cancer Research paiono confermare la validità di questa teoria.


"Se ciò fosse confermato negli studi clinici, si potrebbe modificare il nostro approccio al trattamento del cancro al seno" ha detto l'autore senior del lavoro Max Wicha, del Comprehensive Cancer Center della University of Michigan di Ann Arbor.
L'implicazione di questo risultato, suggeriscono i ricercatori, è che occorre un approccio duplice al trattamento: da un lato colpire il piccolo gruppo di CSC, magari con una terapia anti-HER2, dall’altro, colpire la massa delle cellule tumorali, probabilmente con una terapia tradizionale.


"Questo lavoro ha implicazioni molto importanti" afferma Wicha. "L'idea di utilizzare farmaci che portano a un restringimento dei tumori, finora il paradigma accettato per lo sviluppo di nuove terapie, è sbagliata" ha aggiunto l’autore. Invece, ha spiegato, "il nostro lavoro suggerisce che le terapie adiuvanti dovrebbero colpire la popolazione delle cellule staminali tumorali". Eliminarle dovrebbe prevenire le recidive del tumore e, in ultima analisi, migliorare le percentuali di cura.


Nel loro studio, i ricercatori hanno fatto esperimenti su linee cellulari di tumore mammario, campioni umani di tessuto tumorale e animali, utilizzando modelli di xenotrapianto. I loro risultati mostrano che l’HER2 è espresso in modo selettivo nella popolazione di CSC di tumori al seno ER-positivi, ma HER2-negativi, cioè senza alcuna amplificazione del gene HER2.


I risultati, osserva Wicha, "forniscono una spiegazione molecolare per la scoperta sorprendente" che alcune pazienti con un cancro al seno HER2-negativo hanno beneficiato della terapia adiuvante con trastuzumab, riportata in uno studio apparso sul New England Journal of Medicine nel 2008. Un risultato simile è stato poi ottenuto in un altro lavoro, pubblicato due anni dopo sul Journal of Clinical Oncology.


"Questi studi hanno implicazioni importanti per lo sviluppo dei prossimi studi clinici sui farmaci anti-HER2, suggerendo che nel trattamento adiuvante del carcinoma mammario potrebbe beneficiare del blocco dell’HER2 un gruppo di donne molto più ampio di quello attualmente trattato con questi farmaci” concludono i ricercatori.


La buona notizia è che sul mercato ci sono già diversi farmaci mirati anti-HER2 disponibili: al primo - trastuzumab, approvato nel 1998 - si sono poi aggiunti lapatinib, pertuzumab e, ultimo arrivato, trastuzumab emtansine, approvato giusto la scorsa settimana dall’Fda per il trattamento di seconda linea del tumore al seno HER2-positivo non resecabile, localmente avanzato o metastatico


S. Ithimakin, et al. HER2 Drives Luminal Breast Cancer Stem Cells in the Absence of HER2 Amplification: Implications for Efficacy of Adjuvant Trastuzumab. Cancer Research 2013; doi 10.1158/0008-5472.CAN-12-3349.
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Alessandra Terzaghi