L’aver utilizzato aspirina e altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) successivamente alla diagnosi di tumore al seno, ma non prima, pare essere associato a un miglioramento della sopravvivenza, legato a una riduzione della mortalità dovuta specificatamente al carcinoma mammario e della mortalità dovuta a qualsiasi causa, nonché delle recidive e delle metastasi. Questo, almeno, è il risultato di una metanalisi di un gruppo di ricercatori cinesi, pubblicata di recente sulla rivista Cancer Causes Control.

Nell’introduzione, gli autori spiegano che l'associazione tra FANS e sopravvivenza associata al carcinoma della mammella è ancora controversa. Studi preclinici ed epidemiologici, scrivono Xuan-zhang Huang e i colleghi, della First Hospital of China Medical University, di Shenyang City, hanno documentato una relazione inversa tra uso di questi farmaci e rischio di tumore al seno.

Inoltre, diversi lavori hanno evidenziato che un’iperespressione della COX2 è associata a una cattiva prognosi nelle donne con un cancro alla mammella. Di conseguenza, in teoria, i FANS, in quanto inibitori della COX2, dovrebbero avere un effetto protettivo ai fini della sopravvivenza a questo tumore.

In realtà, sebbene diversi studi recenti abbiano mostrato che i FANS possono migliorare la sopravvivenza al cancro al seno, in altri quest’effetto non è stato evidenziato.

Per fare maggiore chiarezza, Huang e i colleghi hanno eseguito una metanalisi per valutare le evidenze  disponibili a favore di benefici ai fini della sopravvivenza derivanti dall'utilizzo dei FANS. Inoltre, hanno provato a valutare se i benefici offerti dai FANS differissero a seconda di fattori come il momento di utilizzo dei farmaci (prima o dopo la diagnosi) e il tipo di farmaco (qualunque FANS, aspirina, FANS diversi dall’aspirina) e il disegno dello studio (studi di coorte e studi caso-controllo).

A tale scopo hanno cercato in letteratura nei database PubMed ed EMBASE tutti gli studi in cui si è valutata la relazione tra uso di FANS e sopravvivenza legata al tumore al seno, e sugli studi selezionati hanno eseguito una metanalisi valutando gli hazard ratio (HR) di sopravvivenza.

La ricerca ha portato a selezionare 16 studi, su un totale di 64.189 pazienti. Di questi 10 hanno valutato i benefici di sopravvivenza legati all’uso dei FANS dopo la diagnosi, mentre sei quelli associati all’uso prima della diagnosi.

L'impiego di FANS dopo la diagnosi è risultato significativamente associato a una riduzione del rischio di recidiva e metastasi (HR 0,69; IC al 95% 0,59-0,80) e ha mostrato una tendenza ad avere un effetto potenzialmente protettivo sulla  mortalità dovuta a qualsiasi causa (HR 0,79; IC al 95% 0,61- 1,02).

Negli studi di coorte, l'associazione tra uso dei FANS dopo la-diagnosi e sopravvivenza al cancro al seno è risultata ancora più forte, con un’eterogeneità inferiore. Infatti, il rischio di mortalità legata specificamente al tumore al seno è risultato ridotto del 35% (HR 0,65; IC al 95% 0,48-0,89) e quello di mortalità dovuta a una qualsiasi causa ridotto del 27% (HR 0,73; IC al 95% 0,57-0,92), così come quello di recidiva o metastasi (HR 0,73; IC al 95% 0,61-0,86).

Per quanto riguarda la sola aspirina, il suo impiego dopo la diagnosi è risultato associato in modo significativo a una riduzione del 31% del rischio di mortalità legata-specificamente al tumore al seno (HR 0,69; IC al 95% 0,50-0,96) e del 35% di recidiva o metastasi (HR 0,75; IC al 95% 0,56-1,00), oltre a mostrare una tendenza ad avere un effetto protettivo nei confronti della mortalità dovuta a qualunque causa (HR 0,79; IC al 95% 0,60-1,03).

I ricercatori hanno ottenuto risultati simili anche includendo nell’analisi solo gli studi di coorte. In particolare, il ricorso all’aspirina dopo la diagnosi è risultato associato in modo significativo a una riduzione del rischio di mortalità (HR 0,72; IC al 95% 0,56-0,93).

Sulla base di questi risultati, Huang e i colleghi concludono che l'uso di aspirina e FANS dopo la diagnosi di tumore al seno, ma non prima, poterebbe migliorare la sopravvivenza delle pazienti, riducendo il rischio di  mortalità dovuta specificamente al cancro al seno, il rischio di mortalità legata a qualunque causa e il rischio di recidiva e metastasi.

“La terapia adiuvante con aspirina e FANS potrebbe diventare un metodo a basso costo per migliorare la sopravvivenza al cancro al seno” scrive il team cinese nelle conclusioni.

Inoltre, i ricercatori sottolineano che sono necessari studi ulteriori di alta qualità e ben disegnati per comprendere il meccanismo alla base dell’effetto protettivo, per capire se il beneficio clinico dei FANS sia generalizzato o riguardi solo alcune specifiche sottopopolazioni e per identificare le dosi terapeutiche ottimali per il cancro al seno, in considerazione dei potenziali effetti tossici e collaterali di questi farmaci

Alessandra Terzaghi

X. Huang, et al. Aspirin and nonsteroidal anti-inflammatory drugs after but not before diagnosis are associated with improved breast cancer survival: a meta-analysis. Cancer Causes & Control 2015;26(4):589-600.
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