L’anticorpo coniugato trastuzumab emtansine (noto anche con la sigla T-DM1) ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la risposta obiettiva in un gruppo di donne con un tumore al seno avanzato HER2-positivo rispetto al trattamento scelto dal medico in uno studio randomizzato di fase III chiamato TH3RESA, presentato da Genentech in occasione dello European Cancer Congress, in corso ad Amsterdam.


Inoltre, nel gruppo trattato con l’anticorpo coniugato si è osservata una riduzione di circa il 47% del rischio di decesso o peggioramento (HR = 0,528; P < 0,0001) e il farmaco si è dimostrato meglio tollerato rispetto ai trattamenti di confronto.


Lo studio, in aperto, ha confrontato i due trattamenti in un gruppo di circa 600 donne con un tumore al seno HER2-positivo avanzato che era progredito nonostante un precedente trattamento con almeno due farmaci anti-HER2 (trastuzumab e lapatinib) e un taxano.I due endpoint primari erano la PFS e la sopravvivenza globale (OS), mentre gli endpoint secondari erano rappresentati dalla percentuale di risposta obiettiva e dal profilo di sicurezza.


Le partecipanti sono state assegnate in rapporto 2:1 con trastuzumab emtansine o il trattamento di scelta del medico curante, che nel 68,5% dei casi era una combinazione di chemioterapia e trastuzumab, nel 16,8% un chemioterapico in monoterapia, nel 2,7% una combinazione di chemioterapia e lapatinib e nell’1,6% il solo trastuzumab.


La PFS mediana è stata di 6,2 mesi nel gruppo trattato con trastuzumab emtansine contro 3,3 mesi nel gruppo di confronto. Per quanto riguarda l’OS, invece, non gruppo trastuzumab emtansine non è ancora stata raggiunta, mentre nel gruppo trattato con le terapie a discrezione del medico è risultata di 14,9 mesi.


La percentuale di risposta obiettiva,invece, è risultata del 31,3% con l’anticorpo coniugato contro 8,6% nel gruppo di confronto (IC al 95% 16,2-29,2; P < 0,0001).


Il profilo di sicurezza di trastuzumab emtansine è risultato coerente con quello già evidenziato negli studi precedenti sul farmaco e l’incidenza degli eventi avversi di grado 3 o superiore è stata maggiore in questo gruppo che non nel gruppo di confronto (32,3% contro 43,5%).


La frequenza della trombocitopenia di grado ≥3 è stata superiore con trastuzumab emtansine (4,7% contro 1,6%) mentre con i trattamenti di confronto si è registrata una maggiore incidenza di neutropenia di grado ≥3 (2,5% contro 15,8%), neutropenia febbrile (0,2% contro 3,8%) e diarrea (0,7% contro 4,3%).


Trastuzumab emtansine ha avuto nel febbraio 2013 il via libera della Food and Drug Administration per il trattamento per il trattamento di pazienti affette da carcinoma mammario metastatico HER2-positivo già trattate in precedenza con trastuzumab e una chemioterapia a base di taxani. Inoltre, il farmaco ha incassato di recente il parere positivo all’approvazione del comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema come singolo agente per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma mammario HER2-positivo inoperabile localmente avanzato o metastatico, che trattate in precedenza con trastuzumab e una chemioterapia a base di taxani, separatamente o in combinazione. La decisione dell’agenzia europea è prevista entro la fine dell'anno.


H. Wildiers. T-DM1 for HER2-positive metastatic breast cancer (MBC): Primary results from TH3RESA, a phase 3 study of T-DM1 vs treatment of physician's choice. ECC 2013; abstract 15.
http://eccamsterdam2013.ecco-org.eu/Scientific-Programme/Abstract-search.aspx#