Ca al seno, benefici di ribociclib si mantengono nel follow-up. ASCO 2017

Il trattamento di prima linea con l'inibitore delle chinasi 4 e 6 ciclina-dipendenti (CDK4/6) ribociclib e l'inibitore dell'aromatasi letrozolo ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) di 9,3 mesi rispetto al solo letrozolo (pił un placebo) in pazienti in post-menopausa con un cancro al seno in stadio avanzato con recettori ormonali positivi (HR+).

Il trattamento di prima linea con l’inibitore delle chinasi 4 e 6 ciclina-dipendenti (CDK4/6) ribociclib e l’inibitore dell’aromatasi letrozolo ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) di 9,3 mesi rispetto al solo letrozolo (più un placebo) in pazienti in post-menopausa con un cancro al seno in stadio avanzato con recettori ormonali positivi (HR+).

Questo il risultato aggiornato dello studio randomizzato di fase III MONALEESA-2, presentato al meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology, a Chicago.

Dopo un follow-up mediano di 26,4 mesi, la PFS mediana è risultata di 25,3 mesi (IC al 95% 23,0-30,3) nel gruppo trattato con ribociclib e letrozolo contro 16 mesi (IC al 95% 13,4-18,2) nel gruppo trattato con letrozolo e placebo, differenza che corrisponde a una riduzione del 43% del rischio di progressione o decesso aggiungendo l'inibitore di CDK4/6 (HR 0,568; IC al 95% 0,457-0,704, P < 0,001). Inoltre, la PFS a 24 mesi è risultata del 54,7% con ribociclib contro 35,9% con il placebo.

"Questo nuovo sguardo ai dati dello studio MONALEESA-2, dopo un ulteriore anno di follow-up, dimostra l'efficacia continuativa della combinazione ribociclib più letrozolo" ha detto Gabriel N. Hortobagyi, dell’MD Anderson Cancer Center di Houston, autore principale del trial. "Con oltre 2 anni di follow-up, i dati della PFS confermano la validità dell'inclusione di ribociclib più un inibitore dell’aromatasi come opzione forte tra i trattamenti di prima linea per il cancro al seno avanzato HR-positivo e HER2-negativo".

Il trial ha coinvolto 668 donne in post-menopausa con un cancro al seno in stadio avanzato, assegnate in rapporto 1:1 al trattamento con letrozolo più ribociclib o letrozolo più un placebo. Il letrozolo è stato somministrato alla dose di 2,5 mg al giorno e ribociclib alla dose di 600 mg al giorno per 3 settimane, seguite da una settimana di riposo.

I vantaggi di ribociclib in termini di miglioramento della PFS sono risultati coerenti in tutti i sottogruppi analizzati. Nelle pazienti statunitensi, la PFS mediana è risultata di 27,6 mesi con la combinazione ribociclib più letrozolo contro 15 mesi con il solo letrozolo più il placebo (HR 0,527; IC al 95% 0,351-0,793). La riduzione del rischio di progressione o decesso associata a ribociclib rispetto al placebo è risultata coerente anche nel sottogruppo con performance status ECOG 0 (riduzione del 42%) e in quello con performance status ECOG 1 (riduzione del 46%), e in quello delle pazienti di età superiore ai 65 anni (34%) e in quello delle pazienti al di sotto dei 65 anni (48%).

La percentuale di risposta obiettiva (ORR) è risultata del 42,5% nel gruppo trattato con ribociclib contro il 28,7% nel gruppo di controllo, con una percentuale di risposta completa rispettivamente del 3,9% contro 2,4%, una percentuale di risposta parziale del 38% contro 26,3% e una percentuale di stabilizzazione della malattia del 26,9% e 32%.

Al momento dell'analisi, nel gennaio 2017, i dati di sopravvivenza globale (OS) erano ancora immaturi, ha riferito Hortobagy. Basandosi su una percentuale di eventi del 15% nel braccio trattato con ribciclib e 19,8% nel gruppo placebo, gli autori hanno calcolato per ora una riduzione del 25% del rischio di decesso con ribociclib, non statisticamente significativa (HR 0,746; IC al 95% 0,517-1,078; P = 0,059), mentre l’OS a 24 mesi è risultata dell’86,7% con ribociclib e 84,8% con il placebo.

Dopo 26,4 mesi di follow-up, il 39,2% delle pazienti era ancora in trattamento con ribociclib più letrozolo e il 26,3% con letrozolo e il placebo. La causa più comune di sospensione del trattamento è risultata la progressione della malattia (nel 39,8% dei casi nel gruppo ribociclib e nel 60,8% nel gruppo placebo), mentre la causa dell’'interruzione sono stati gli eventi avversi nell'8,1% dei casi nel braccio ribociclib e nel 2,4% nel gruppo placebo.

Gli eventi avversi più comuni con ribociclib rispetto al placebo sono stati la neutropenia (64,1% contro 4,8), la nausea (53,3% contro 30,6%), la stanchezza (41,3% contro 32,4%), la diarrea (38,3% contro 24,5%), l’alopecia (34,4% contro 16,1%) e il vomito (33,5% contro 16,7%), mentre gli eventi avversi più comuni di grado 3/4 sono stati una riduzione dei neutrofili (62,6% contro 1,5%), una riduzione dei leucociti (36,8% contro 1,5%), una riduzione dei linfociti (16,2% contro 3,9%) e l’aumento dell’alanina aminotransferasi (11,4% contro 1,2%).

Ribociclib ha avuto il via libera dalla Food and Drug Administration, in combinazione con un inibitore dell’aromatasi, per le pazienti con carcinoma mammario metastatico HR+/HER2- nel marzo 2017, proprio sulla base dei risultati dello studio MONALEESA-2. Ulteriori trial di fase III stanno valutando ribociclib in combinazione con altre terapie endocrine, tra cui fulvestrant (nello studio MONALEESA-3) e tamoxifene, anastrozolo e goserelin (nel MONALEESA-7). Inoltre, sono previsti studi per valutare ribociclib nel setting adiuvante (i trial EarLEE-1 e EarLEE-2).

G.N. Hortobagyi, et al. Updated results from MONALEESA-2, a phase 3 trial of first-line ribociclib + letrozole in hormone receptor-positive (HR+), HER2-negative (HER2–), advanced breast cancer (ABC). J Clin Oncol. 2017;35 (suppl; abstr 1038).
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