Ca al seno, bevacizumab neoadiuvante utile per alcune pazienti

Oncologia-Ematologia

Nella pazienti con un carcinoma mammario, il trattamento preoperatorio con l'anticorpo monoclonale anti-VEGF bevacizumab potrebbe essere di beneficio prevalentemente nei casi con una vascolarizzazione tumorale più estesa e più fitta.

Nella pazienti con un carcinoma mammario, il trattamento preoperatorio con l’anticorpo monoclonale anti-VEGF bevacizumab potrebbe essere  di beneficio prevalentemente nei casi con una vascolarizzazione tumorale più estesa e più fitta. A suggerirlo è uno studio di fase II pubblicato di recente su PNAS. I risultati, se confermati da ulteriori studi, potrebbero suggerire un modo per identificare le pazienti che hanno maggiori probabilità di beneficiare di un trattamento antiangiogenico, oltre che per migliorare le terapie mirate anti-angiogenesi.

In questo lavoro, Rakesh K. Jain, del Massachusetts General Hospital di Boston, e gli altri ricercatori hanno analizzato gli effetti molecolari di bevacizumab neoadiuvante associato alla chemioterapia nelle pazienti con un carcinoma mammario e hanno trovato che il farmaco è stato di beneficio per quelle che avevano tumori con una densità dei microvasi basale elevata.

Gli studi clinici hanno ottenuto risultati di efficacia variabili per le pazienti con un cancro al seno trattati con bevacizumab neoadiuvante o adiuvante. L’aggiunta di bevacizumab alla chemioterapia neoadiuvante ha mostrato di migliorare le percentuali di risposta patologica completa nelle donne con un tumore HER2-negativo, comprese quelle con un cancro al seno triplo negativo. Tuttavia, il National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project B-40 trial ha evidenziato un beneficio nelle pazienti che avevano tumori con recettori ormonali positivi, ma non in quelle con un cancro al seno triplo negativo. Nel setting adiuvante, bevacizumab aggiunto alla chemioterapia adiuvante non ha migliorato la sopravvivenza libera da malattia.

Per studiare in che modo bevacizumab influenza la vascolarizzazione dei tumori, Jain e i suoi colleghi hanno trattato 103 pazienti con un carcinoma mammario HER2-negativo con bevacizumab più la chemioterapia con adriamicina/ciclofosfamide/paclitaxel prima dell’intervento e hanno analizzato le biopsie tumorali prima e dopo il trattamento.

Le pazienti con un cancro al seno triplo negativo hanno mostrato una percentuale di risposta completa del  52% (11 pazienti su 21), superiore a quella delle pazienti colpite da un tumore con recettori ormonali positivi, pari al 6% (5 pazienti su 78).

Analizzando la serie di biopsie effettuate prima e dopo la monoterapia con bevacizumab, gli autori hanno trovato una correlazione tra la risposta patologica completa e il recettore solubile del VEGF di tipo 1 dopo il trattamento nelle pazienti con un cancro al seno triplo negativo (P = 0,0033) e una correlazione con la densità microvascolare pre-trattamento in tutte le pazienti (P = 0,0005).

Ulteriori biopsie effettuate dopo il successivo trattamento neoadiuvante con bevacizumab più la chemioterapia hanno dimostrato che bevacizumab ha inibito la formazione di nuovi vasi e stimolato la maturazione di quelli esistenti, oltre a ridurre la pressione del fluido interstiziale e modificare i livelli circolanti di VEGF.

"I nostri risultati indicano che una percentuale significativa dei tumori al seno non ha un apporto di sangue sufficiente per beneficiare della normalizzazione vascolare fornita dai farmaci antiangiogenici" ha affermato Jain in un comunicato, aggiungendo che i loro dati “forniscono la prima prova diretta di una correlazione tra normalizzazione vascolare strutturale ed entità della regressione del tumore dopo il trattamento neoadiuvante con bevacizumab nel cancro al seno".

Lo studio ha anche permesso di individuare i potenziali biomarker ematici di risposta al trattamento, tra cui i livelli di recettore solubile del VEGF di tipo 1, che dovranno però essere validati in futuri studi clinici prospettici.

S.M. Tolaneya, et al. Role of vascular density and normalization in response to neoadjuvant bevacizumab and chemotherapy in breast cancer patients. PNAS 2015;112(46):14325-30, doi: 10.1073/pnas.1518808112.
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