Ca al seno, conferme di sicurezza per trastuzumab emtansine

Oncologia-Ematologia
Nelle donne colpite da un cancro al seno, trastuzumab emtansine (noto anche come T-DM1) ha un profilo di sicurezza favorevole, che lo rende adatto ad essere sperimentato in diversi setting. È questa la conclusione di un ampio studio pubblicato di recente online sul Journal of Clinical Oncology, nel quale sono stati analizzati i dati di safety di sei lavori precedenti, su un totale di 884 pazienti. L’analisi dimostra che gli eventi avversi di grado 3 o superiore sono stati rari, di solito asintomatici e gestibili.

L’autore senior dello studio, Ian E. Krop, del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, ha detto in un intervista che T-DM1 potrebbe essere più efficace e meno tossico delle combinazioni di chemioterapia e trastuzumab o lapatinib. "Sulla base di tale superiorità, sembra naturale valutare se sia possibile iniziare a sostituire la chemioterapia convenzionale nei setting adiuvante e neoadiuvante" ha aggiunto l’oncologo.

I sei studi analizzati erano stati fatti su pazienti con un tumore alla mammella localmente avanzato o metastatico non operabile, trattate con T-DM1 3,6 mg/kg ogni 3 settimane. Le partecipanti avevano ricevuto un numero mediano di 10 dosi, con un'intensità di dose mediana del 99,7%.

Gli eventi avversi di qualsiasi grado più comuni sono stati affaticamento (46,4%), nausea (43,0%), trombocitopenia (32,2%), cefalea (29,4%) e costipazione (26,5%). Invece, gli eventi avversi più comuni di grado 3-4, ad eccezione dell’affaticamento (3,2%), sono stati quelli correlati ad alterazioni dei test di laboratorio: trombocitopenia (11,9%), aumento delle aminotransferasi epatiche (7,4%), ipopotassiemia (3,3%) e anemia (2,9%); nell’1% delle pazienti si è osservata anche diarrea di grado 3.

Krop ha detto che gli eventi avversi osservati in questa analisi sono risultati coerenti con ciò che vede e tratta più frequentemente nella sua pratica clinica.

L’incidenza degli eventi avversi di grado 3-4 è risultata inferiore nelle pazienti al di sotto dei 65 anni rispetto a quelle più anziane: rispettivamente 44,0% e 51,6%.

Gli eventi avversi hanno reso necessaria un riduzione del dosaggio nel 17,2% dei casi e la sospensione del trattamento nel 7%. La maggior parte delle interruzioni sono dipese dalle alterazioni dei parametri di laboratorio, per lo più trombocitopenia (1,5%) e aumento delle aminotransferasi epatiche (1,3%).

In totale, 12 pazienti hanno manifestato eventi avversi durante lo studio o entro 30 giorni dall'ultimo trattamento con T-DM1 che hanno portato al decesso e sette di questi decessi sono stati sospettati di essere correlati al trattamento con il farmaco.

Nelle pazienti analizzate ci sono stati anche tre casi di iperplasia rigenerativa nodulare, una rara condizione epatica, che in un caso ha portato a insufficienza d’organo e, successivamente, alla morte della donna. "Via via che vedremo sempre più pazienti, è logico aspettarsi la comparsa di qualche evento avverso raro, che dovrà essere studiato su numeri più ampi e per più tempo" ha commentato Krop a questo proposito.

L’oncologo e i colleghi scrivono che il profilo di sicurezza di T-DM1 è risultato coerente con quello emerso negli studi su pazienti naïve così come in quelli su pazienti già trattate in precedenza con uno o più regimi anti-HER2 per il carcinoma mammario metastatico.

Krop ha aggiunto, tuttavia, che sebbene questa analisi confermi in pieno il profilo di sicurezza favorevole di T-DM1, resta da vedere come le pazienti tollerino un trattamento a lungo termine con quest’agente. "Una delle cose positive di questo farmaco è che la durata della risposta tende a essere piuttosto lunga, per cui ci sono pazienti che assumono il farmaco per diversi anni", ha detto Krop, aggiungendo che bisogna dunque vigilare sulla possibile comparsa di tossicità a lungo termine, che potrebbero non essersi ancora manifestate.

V. Dieras, et al. Trastuzumab emtansine in human epidermal growth factor receptor–positive metastatic breast cancer: an integrated safety analysis [published online ahead of print July 14, 2014]. J Clin Oncol. 2014; doi: 10.1200/JCO.2013.54.4999.

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