Ca al seno, duloxetina allevia i dolori articolari nelle donne trattate con inibitori dell'aromatasi

L'impiego dell'inibitore della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI) duloxetina pu˛ portare a una riduzione rispetto al placebo dei sintomi muscoloscheletrici associati agli inibitori dell'aromatasi nelle donne con un carcinoma mammario in stadio iniziale. A dimostrarlo sono i risultati dello studio SWOG S1202, un trial randomizzato di fase III pubblicato da poco online sul Journal of Clinical Oncology.

L'impiego dell’inibitore della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI) duloxetina può portare a una riduzione rispetto al placebo dei sintomi muscoloscheletrici associati agli inibitori dell'aromatasi nelle donne con un carcinoma mammario in stadio iniziale. A dimostrarlo sono i risultati dello studio SWOG S1202, un trial randomizzato di fase III pubblicato da poco online sul Journal of Clinical Oncology.

Tuttavia, l’utilizzo di quest’agente si è associato a un aumento delle tossicità di basso grado.
"Il trattamento con un inibitore dell'aromatasi per 5 anni riduce la mortalità legata al cancro al seno a 10 anni di circa il 40%. Tuttavia, circa la metà delle pazienti sviluppa fastidiosi sintomi muscoloscheletrici associati agli inibitori dell'aromatasi, tra cui dolore e rigidità articolari, e dal 20 al 30% circa interrompe il trattamento in anticipo perché non tollera il trattamento" scrivono gli autori dello studio, guidati da N. Lynn Henry, dello University of Utah Huntsman Cancer Institute di Salt Lake City.

Duloxetina è indicata per il trattamento della depressione e dell'ansia, ma anche per il trattamento di diverse condizioni di dolore cronico, tra cui la fibromialgia e il dolore cronico muscolo-scheletrico.

Lynn Henry e i colleghi hanno quindi ipotizzato che il trattamento con questo farmaco sia in grado di migliorare anche il dolore articolare nelle donne che presentano sintomi muscoloscheletrici associati agli inibitori dell'aromatasi. Per testare la loro ipotesi, hanno arruolato 299 pazienti in postmenopausa con un carcinoma mammario in fase iniziale, sottoposti a un trattamento con inibitori dell’aromatasi e le hanno assegnate in rapporto 1:1 al trattamento con duloxetina o con un placebo.

L'età mediana delle partecipanti era di 60 anni, la maggior parte (l’86%) erano bianche e la maggior parte (il 68%) aveva un performance status ECOG pari a 0. I punteggi del dolore auto-riferiti al basale erano da 4 a 6 nel 76% delle pazienti e da 7 a 10 nel 24%. La maggioranza della coorte (il 64% delle donne) era in terapia con inibitori dell’aromatasi da almeno un anno, il 28% da 1-2 anni e il 9% da 2-3 anni.

Entro 12 settimane dall’inizio della terapia, il punteggio medio del dolore articolare è risultato di 0,82 punti più basso con duloxetina rispetto al placebo (P = 0,0002) e i punteggi peggiori del dolore articolare sono risultati inferiori di 1,06 punti nel gruppo trattato con l’SNRI (P < 0,001).

Inoltre, sono state osservate riduzioni significative dei punteggi medi del dolore in ogni momento di valutazione tra le 2 e le 12 settimane. Tuttavia, alla settimana 24, 12 settimane dopo il completamento del trattamento con duloxetina o il placebo, gli autori non hanno più trovato alcuna differenza tra i due gruppi (P = 0,80).

Le pazienti del gruppo trattato con duloxetina hanno mostrato anche maggiori probabilità di avere un miglioramento clinicamente rilevante del dolore, definito come un miglioramento di almeno 2 punti, entro la settimana 6 (68% contro 49%; P = 0,003), ma, di nuovo, le percentuali alla settimana 24 sono risultate simili fra i due gruppi.

Anche gli endpoint secondari sono risultati migliori nel braccio trattato con duloxetina; infatti, le misure relative a funzionalità, dolore e rigidità di anche e ginocchia hanno mostrato un miglioramento significativo nel gruppo trattato col farmaco.

Gli eventi avversi sono risultati più frequenti nel gruppo trattato con duloxetina rispetto al gruppo di controllo: 78% contro 50% (P < 0,001). Eventi avversi di grado 3 sono stati riportati complessivamente da 17 pazienti, di cui 12 del braccio duloxetina e 5 del braccio placebo (P = 0,08). Gli eventi avversi più comuni nel gruppo trattato con duloxetina sono risultati affaticamento, nausea, secchezza delle fauci e mal di testa, mentre nel gruppo placebo i più frequenti sono stati affaticamento, secchezza delle fauci e mal di testa.

"Considerando l'alta incidenza della tossicità muscolo-scheletrica fastidiosa e intollerabile nelle donne trattate con inibitori dell'aromatasi, nonché la scarsità di trattamenti di comprovata efficacia, questo studio fornisce risultati importanti riguardo a una nuova opzione terapeutica per le donne con sintomi muscoloscheletrici associati agli inibitori dell'aromatasi" concludono gli autori.

Inoltre, aggiungono, "questi risultati rafforzano la possibilità di prendere in considerazione un breve ciclo di duloxetina nelle pazienti sintomatiche per valutare il miglioramento dei sintomi muscoloscheletrici associati agli inibitori dell'aromatasi e la tolleranza alla duloxetina".

N. Lynn Henry, et al. Randomized, Multicenter, Placebo-Controlled Clinical Trial of Duloxetine Versus Placebo for Aromatase Inhibitor–Associated Arthralgias in Early-Stage Breast Cancer: SWOG S1202. J Clin Oncol. 2017; doi:10.1200/JCO.2017.74.6651
leggi