Al fine di alleviare sintomi come il dolore, le vampate di calore e la fatica, alle donne che stanno facendo la chemioterapia per un cancro al seno serve di più fare attività fisica aerobica per 50-60 minuti (tre volte alla settimana, sotto la guida di un istruttore) che non farla per 30 minuti. È quanto emerge da uno studio multicentrico canadese pubblicato di recente sul Journal of the National Cancer Institute .

"L'esercizio fisico aiuta le pazienti colpite da un cancro al seno ad affrontare meglio la chemioterapia, ma finora non si sapeva se ci fossero una quantità o un tipo di esercizio fisico ottimali" ha detto la prima firmataria dello studio Kerry S. Courneya, della University of Alberta, in Canada. "Studi precedenti hanno confrontato l’effetto dell'esercizio rispetto a quello del non far nulla, ma in effetti non hanno valutato quello della frequenza o del tipo di attività praticata" ha aggiunto l’autrice.

Per colmare questa lacuna, il gruppo canadese ha arruolato 301 pazienti con un tumore al seno che stavano facendo la chemio e le ha divise in tre gruppi: uno che faceva tre sedute settimanali di attività fisica aerobica di 25-30 minuti (durata considerata standard), uno che faceva sedute di durata doppia (50-60 minuti) e uno che faceva le sedute di 50-60 minuti in cui erano previsti anche esercizi di resistenza.

L’outcome primario dello studio era la funzionalità fisica, misurata mediante la specifica sottoscala dell’SF-36. Con questo strumento di valutazione, il risultato ottenuto nel gruppo che faceva le sedute di durata standard non è risultato inferiore a quello degli altri due gruppi.

Invece, si sono evidenziate differenze significative per quanto riguarda gli outcome secondari, tra i quali rientravano i punteggi di altre scale di misurazione della funzionalità fisica, i sintomi e il completamento della  chemioterapia.

L’attività aerobica ‘intensiva’ è risultata superiore a quella di durata standard per quanto riguarda il dolore fisico e i sintomi endocrini, e anche superiore a quella combinata per quanto riguarda il dolore; dato, quest’ultimo, che ha un po’ sorpreso gli sperimentatori, in quanto si ritiene comunemente che la combinazione di attività aerobica ed esercizi di resistenza sia l’optimum per la maggior parte degli outcome.

La Courneva ha sottolineato che le stesse pazienti pensavano fosse così. Infatti, prima della randomizzazione, gli sperimentatori avevano chiesto alle partecipanti quale programma avrebbero preferito se avessero avuto la possibilità di scegliere e circa l'80% si era espresso a favore del programma combinato, pensando che fosse quello ottimale per affrontare i sintomi della chemioterapia.

Il programma combinato è risultato superiore a quello standard sul fronte dei sintomi endocrini e della forza muscolare, ma superiore a quello intensivo, non combinato, solo per quanto riguarda l’ultimo parametro.

Invece, non si è evidenziata nessuna differenza significativa fra i tre gruppi per quanto riguarda le percentuali di completamento della chemioterapia.

"Un programma di esercizio aerobico o combinato intensivo è sicuro per le donne che stanno facendo la chemioterapia per un cancro al seno e non influisce sulle percentuali di completamento della cura né peggiora i sintomi" ha detto la Courneya. Pertanto, “i medici possono raccomandare in tutta tranquillità un programma intensivo alle loro pazienti con un tumore al seno che vogliano migliorare il loro funzionamento fisico e alleviare i sintomi della chemio, senza rischi di effetti avversi, purché siano seguite da un istruttore qualificato".

K.S. Courneya, et al. Effects of Exercise Dose and Type During Breast Cancer Chemotherapy: Multicenter Randomized Trial. J Natl Cancer Inst 2013; doi: 10.1093/jnci/djt297.
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