Ca al seno HER2+ avanzato, T-DM1 efficace come lo standard, ma pił tollerato

Il coniugato anticorpo-farmaco- trastuzumab emtansine (T-DM1) ha mostrato un'efficacia non inferiore, ma nemmeno superiore, a trastuzumab pił un taxano in donne con carcinoma mammario avanzato HER2-positivo (HER2+) nello studio di fase III MARIANNE, da poco pubblicato sul sito del Journal of Clinical Oncology. Inoltre, T-DM1 ha mostrato risultati simili se utilizzato da solo o in combinazione con pertuzumab.

Il coniugato anticorpo-farmaco- trastuzumab emtansine (T-DM1) ha mostrato un’efficacia non inferiore, ma nemmeno superiore, a trastuzumab più un taxano in donne con carcinoma mammario avanzato HER2-positivo (HER2+) nello studio di fase III MARIANNE, da poco pubblicato sul sito del Journal of Clinical Oncology. Inoltre, T-DM1 ha mostrato risultati simili se utilizzato da solo o in combinazione con pertuzumab.

"Come trastuzumab, T-DM1 inibisce la trasduzione del segnale attraverso il pathway di HER2, attiva la citotossicità cellulare anticorpo-dipendente e inibisce il rilascio di HER2" scrivono gli autori dello studio, coordinati da Edith A. Perez, di Genentech.

 "T-DM1 ha mostrato un’efficacia superiore e una migliore tollerabilità rispetto allo standard precedente di cura in due studi di fase III in pazienti con carcinoma mammario avanzato HER2+ già trattato in precedenza" aggiungono i ricercatori.

Nello studio MARIANNE, la Perez e i colleghi hanno confrontato T-DM1 in monoterapia con trastuzumab più un taxano e con T-DM1 in combinazione con pertuzumab in un gruppo di 1095 pazienti con carcinoma mammario avanzato HER2+ che non avevano ancora fatto alcun trattamento per la malattia avanzata. Le partecipanti sono state suddivise in tre bracci: 365 sono state trattate con la combinazione trastuzumab più taxano e considerate il gruppo di controllo, 367 sono state trattate con T-DM1 e 363 con T-DM1 più pertuzumab.

In entrambi i bracci trattati con T-DM1, il trattamento si è dimostrato non inferiore rispetto a quello di controllo per quanto riguarda la sopravvivenza libera da progressione (PFS), anche se non superiore. L'hazard ratio (HR) per il trattamento con il solo T-DM1 contro trastuzumab più taxano è risultato pari a 0,91 (IC al 97,5%; 0,73-1,13; P = 0,31) e quello di T-DM1più pertuzumab pari a 0,69 (IC al 97,5% 0,69-1,08; P = 0,14).

La PFS mediana è risultata di 13,7 mesi nel gruppo di controllo, 14,1 mesi con il solo T-DM1 e 15,2 mesi con T-DM1 più pertuzumab, senza alcuna  differenza significativa in termini di PFS tra i due gruppi trattati con il coniugato anticorpo-farmaco (HR, 0,91; IC al 97,5% 0,73-1,13). La sopravvivenza globale (OS) mediana non era ancora stata raggiunto in nessuno dei tre gruppi al momento dell’analisi dei dati e le curve di sopravvivenza apparivano sovrapponibili per tutti e tre i bracci.

La percentuale di risposta obiettiva è risultata del 67,9% nel gruppo di controllo, 59,7% nel gruppo trattato con il solo T-DM1 e 64,2% in quello trattato con T-DM1 più pertuzumab. In quei pazienti che hanno ottenuto una risposta, la durata mediana della risposta è stata di 12,5 mesi con trastuzumab più il taxano, 20,7 mesi con il solo T-DM1 e 21,2 mesi con T-DM1 più pertuzumab.

Il trattamento con T-DM1 da solo o in combinazione non si è dimostrato più efficace di quello standard, ma è risultato meglio tollerato.

Infatti, gli eventi avversi di grado 3 o superiore sono stati più frequenti nel gruppo di controllo (54,1%) che non in quelli trattati con T-DM1 (45,4% e 46,2%, rispettivamente). Nel gruppo di controllo, gli eventi avversi di grado 3 o superiore più comuni sono stati la neutropenia (19,8%), la neutropenia febbrile (6,5%) e la diarrea (4,2%), nel gruppo trattato con il solo TDM-1 sono stati l’aumento dell’aspartato aminotransferasi (6,6%), la trombocitopenia (6,4%) e l’anemia (4,7%) e in quello trattato con TDM-1 e pertuzumab sono stati la trombocitopenia (7,9%), l’anemia (6,0%) e l'aumento dell’alanina aminotransferasi (5,2%). Solo la diarrea di grado 3 è risultata più frequente nel gruppo trattato con T-DM1 più pertuzumab che non nel gruppo trattato con T-DM1 in monoterapia.

Sulla base di questi risultati, gli autori concludono che "T-DM1potrebbe fornire un'opzione terapeutica alternativa a trastuzumab più taxano nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo sulla base della sua maggiore tollerabilità e della PFS non inferiore".

Edith A. Perez, et al Trastuzumab Emtansine With or Without Pertuzumab Versus Trastuzumab Plus Taxane for Human Epidermal Growth Factor Receptor 2–Positive, Advanced Breast Cancer: Primary Results From the Phase III MARIANNE Study. J Clin Oncol. 2016; doi: 10.1200/JCO.2016.67.4887.
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