Ca al seno HR+/HER2-, ribociclib in aggiunta a letrozolo efficace anche nelle donne anziane

L'aggiunta dell'inibitore di CDK4/6 ribociclib all'inibitore dell'aromatasi letrozolo come terapia di prima linea ha ridotto il rischio di progressione della malattia o di morte del 40% nelle pazienti anziane con carcinoma mammario avanzato con recettori ormonali positivi (HR+) ed HER2-negativo (HER2-). Questo il risultato di un'analisi sui sottogruppi dello studio di fase III MONALEESA-2, presentato di recente alla 34 Miami Breast Cancer Conference.

L'aggiunta dell’inibitore di CDK4/6 ribociclib all’inibitore dell’aromatasi letrozolo come terapia di prima linea ha ridotto il rischio di progressione della malattia o di morte del 40% nelle pazienti anziane con carcinoma mammario avanzato con recettori ormonali positivi (HR+) ed HER2-negativo (HER2-). Questo il risultato di un'analisi sui sottogruppi dello studio di fase III MONALEESA-2, presentato di recente alla 34° Miami Breast Cancer Conference.

La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana non è stata raggiunta (IC al 95% 19,3-NR) nel gruppo trattato con ribociclib più letrozolo ed è risultata di 18,4 mesi (IC al 95% 15-NR) in quello trattato con il solo inibitore dell’aromatasi (HR 0,608; IC al 95% 0,394-0,937). Questi dati ottenuti nelle pazienti anziane sono coerenti con quelli complessivi dello studio, in cui la PFS mediana non è stata raggiunta nel braccio trattato con la combinazione contenente ribociclib ed è risultata di 14,7 mesi con il solo letrozolo (HR 0,56; IC al 95% 0,43-0,72; P = 0,00000329).
Inoltre, la combinazione si è dimostrata ben tollerata anche nel sottogruppo delle donne anziane, con un profilo di sicurezza simile a quello emerso nella popolazione generale dello studio. Nonostante una percentuale più alta di pazienti con un performance status ECOG pari a 1, nella popolazione anziana anche le percentuali di coloro che hanno sospeso la somministrazione della terapia o che hanno dovuto ridurre il dosaggio sono risultate in linea con quelle ottenute complessivamente nello studio.
MONALEESA-2 e un trial di fase III multicentrico, randomizzato, controllato e in doppio cieco che ha coinvolto 668 donne in postmenopausa con un carcinoma mammario avanzato HR+/HER2-, non sottoposte in precedenza ad alcuna terapia per la malattia avanzata. Tutte le partecipanti sono stati trattate con letrozolo 2,5 mg/die e, in aggiunta a questo, metà con ribociclib 600 mg/die (per 3 settimane sì e una settimana no) e metà con un placebo.
L'endpoint primario dello studio era la PFS valutata dallo sperimentatore, mentre gli endpoint secondari comprendevano la sopravvivenza globale (OS), la percentuale di risposta e la sicurezza. Il trial è stato interrotto in anticipo dopo che una prima analisi ad interim dei dati ha messo in luce un beneficio significativo nel braccio trattato con ribociclib.
Nella popolazione generale, 295 pazienti avevano un'età ≥ 65 anni e 373 avevano meno di 65 anni. Nel sottogruppo delle pazienti anziane, 150 sono state assegnate alla combinazione contenente ribociclib e 145 al solo letrozolo.
In questo sottogruppo, ha riferito l’autore principale dell’analisi, Lowell L. Hart, le caratteristiche di base erano simili nei due bracci di trattamento, tra cui l'età media (70 anni nel braccio ribociclib e 71 nel braccio di controllo), la percentuale di pazienti con ECOG performance status pari a 0 (53% e 55% rispettivamente) ed ECOG performance status pari a 1 (47% e 46%), la percentuale di pazienti con metastasi limitate all’osso (23% in ciascun braccio), la percentuale di pazienti con metastasi viscerali (61% e 59%) e la percentuale di pazienti con non meno di tre siti metastatici (35% e 37%).
Al momento dell'analisi, il 60% delle pazienti del gruppo ribociclib era ancora nello studio contro 53% nel braccio placebo. I motivi più comuni responsabili dell’interruzione tra le donne trattate con ribociclib sono stati la progressione della malattia (22%), gli eventi avversi (9%), una decisione del medico (3%), il mancato rispetto del protocollo (2%) e il decesso (1%).
Interruzioni della somministrazione della terapia correlate ad eventi avversi si sono verificate nel 71% delle pazienti trattate con ribociclib contro il 13% nel gruppo di controllo e gli eventi avversi più comuni di qualsiasi grado nelle pazienti anziane sono stati la neutropenia (74% con la combinazione contenente ribociclib contro 5% con il solo letrozolo), la nausea (rispettivamente 53% contro 29%), l’affaticamento (37% contro 24%), la leucopenia (31% contro 4%), l’alopecia (33% contro 17%) e la diarrea (41% contro 26%).
Inoltre, l’incidenza dell’anemia di qualsiasi grado tra le pazienti trattate con ribociclib è risultata più alta nel sottogruppo delle donne anziane che non in quelle al di sotto dei 65 anni (26% contro 13%).
Nel sottogruppo delle donne anziane, gli autori hanno registrato aumenti dei livelli degli enzimi epatici nel 17% delle pazienti del braccio ribociclib e nel 6% del braccio di controllo e in una paziente del braccio ribociclib si è registrato un prolungamento del QTcF di grado 3 (> 500 ms).
Nel mese di novembre scorso, la Food and Drug Administration ha concesso a ribociclib la ‘priority review’, cioè un esame accelerato del dossier registrativo, per il suo impiego in combinazione con letrozolo come terapia di prima linea per le pazienti con carcinoma mammario avanzato HR+/HER2-. La decisione dell’agenzia è prevista per la fine di aprile 2017.